Certificazione ENEA: è necessaria per usufruire della detrazione?

Gli obblighi per fruire delle agevolazioni anche sulle opere di ristrutturazione che comportano un risparmio energetico, oltre che sugli interventi di riqualificazione energetica.

Fisco7 Esperto fiscale

Per i contribuenti che si accingono a presentare la dichiarazione dei redditi al fine di beneficiare delle detrazioni relative alle spese per gli interventi sui propri immobili eseguiti lo scorso anno, è importante sapere che si è protratto anche per tutto il 2019 l’obbligo di comunicazione della scheda descrittiva all’ENEA per fruire delle agevolazioni anche sulle opere di ristrutturazione che comportano un risparmio energetico, oltre che sugli interventi di riqualificazione energetica.

Per tutti questi interventi è necessario trasmettere entro 90 giorni dalla data di fine lavori, in via telematica o a mezzo raccomandata, le informazioni contenute nell’attestato di prestazione energetica e la scheda relativa agli interventi realizzati all’ENEA.

Qualora il termine di 90 giorni non sia stato rispettato è possibile, sempre che non siano già intervenute verifiche da parte dell’Amministrazione finanziaria e, comunque, entro la prima dichiarazione dei redditi utile, sanare la situazione mediante l’istituto della c.d. remissione in bonis, versando a mezzo F24 elide l’importo di 250 €.

È evidente che il pagamento di tale somma, se per alcune opere particolarmente corpose, come la coibentazione dell’intero edificio, permette al contribuente di non perdere un ingente beneficio economico, per i piccoli interventi come l’installazione di un climatizzatore con pompa di calore o di una caldaia a condensazione può risultare, in fin dei conti, poco conveniente.

Ma cosa accade alla detrazione della spesa di risparmio energetico se non si invia la comunicazione all’ENEA?

Non è più una novità che tale adempimento sia obbligatorio per gli interventi finalizzati alla riqualificazione energetica (c.d. Ecobonus), ma non è ancora noto a tutti che la Legge di Bilancio 2018 (Legge 27 dicembre 2017, n. 205) ha prescritto l’obbligo di trasmissione all’ENEA delle informazioni riguardanti gli interventi di recupero del patrimonio edilizio che comportano anche una riduzione dei consumi (c.d. Bonus Casa). In altre parole, la comunicazione ENEA non è più obbligatoria per i soli interventi di riqualificazione energetica in senso stretto, bensì anche per determinati interventi di recupero del patrimonio edilizio, tra i quali possiamo annoverare – a mero titolo esemplificativo – l’installazione di caldaie, climatizzatori e stufe a biomassa, la posa in opera di serramenti comprensivi di infissi, la coibentazione degli edifici.

Tuttavia, se per godere della detrazione per l’Ecobonus (che spesso comporta una percentuale di detrazione più elevata) la trasmissione della comunicazione all’ENEA è assolutamente imprescindibile, pena la perdita del beneficio, è ormai pacifico che per fruire del Bonus Casa, “la trasmissione all’ENEA delle informazioni concernenti gli interventi edilizi che comportano risparmio energetico, seppure obbligatoria per il contribuente, qualora non effettuata, non determini la perdita del diritto alla predetta detrazione (Risoluzione 46/E del 18 aprile 2019).

Semplificando, la comunicazione ENEA è in ogni caso obbligatoria per legge per tutti i contribuenti che eseguono interventi che comportano un risparmio energetico. Tuttavia, l’inadempimento comporta la decadenza dal beneficio solo per coloro che intendono usufruire dell’Ecobonus, mentre non compromette la possibilità di beneficiare dell’agevolazione fiscale per interventi di recupero del patrimonio edilizio.

Marianna Mazzucco – Fisco7

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