Bonus turismo al via, come funziona il Fondo per il sostegno alle imprese

Bonus turismo 2026: contributi a fondo perduto e finanziamenti agevolati per hotel, B&B e ristorazione sbloccati

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Federica Petrucci

Editor esperta di economia e attualità

Laureata in Scienze Politiche presso l'Università di Palermo e Consulente del Lavoro abilitato.

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Con il decreto attuativo del ministero del Turismo firmato e bollinato il 17 marzo 2026 prende forma il nuovo bonus per le imprese del turismo, una misura che punta a sostenere gli investimenti privati e a rilanciare l’offerta su scala nazionale.

Bonus imprese del turismo sbloccato

Il bonus per le imprese turistiche non è una novità. La misura è stata infatti prevista dalla Legge di Bilancio 2026 per accompagnare la trasformazione del comparto turistico favorendo:

  • la destagionalizzazione dei flussi;
  • la digitalizzazione dell’ecosistema;
  • l’adozione di modelli sostenibili, in linea con i criteri Esg (ambientali, sociali e di governance).

Per rendere tutto questo possibile, sono stati stanziati 50 milioni di euro per ciascun anno dal 2026 al 2028.

Sebbene già previsto, con la bollinatura della Ragioneria generale dello Stato i fondi sono finalmente stati sbloccati. Questo significa che l’iter burocratico è concluso e che le risorse sono pronte per essere erogate.

Il turismo rappresenta uno dei pilastri dell’economia italiana, ma negli ultimi anni ha mostrato la necessità di evolversi. Non basta più attrarre visitatori nei mesi di punta: serve distribuire i flussi durante tutto l’anno, migliorare i servizi e investire in innovazione.

Il nuovo bonus nasce proprio con questa finalità. Non si tratta solo di un sostegno economico, ma di una leva per migliorare la qualità dell’offerta turistica, per rafforzarla promuovendo il turismo sostenibile e la competitività internazionale delle imprese italiane.

Come funziona il Fondo per il sostegno alle imprese

Il bonus consiste in un co-finanziamento che combina:

  • un contributo a fondo perduto pari al 30% dei costi degli interventi ammessi;
  • un finanziamento agevolato che copre il 70% delle spese rimanenti.

A differenza dei prestiti bancari ordinari, questi strumenti offrono tassi di interesse ridotti e piani di ammortamento più lunghi, rendendo la restituzione del capitale compatibile con i flussi di cassa dell’attività.

A chi spetta il bonus turismo 2026

Il perimetro dei beneficiari è ampio e include gran parte degli operatori della filiera turistica. Possono accedere alle agevolazioni le imprese attive nel settore, individuate attraverso specifici codici Ateco indicati nel decreto.

Tra le principali categorie troviamo:

  • strutture ricettive, alberghi e hotel;
  • bed and breakfast e ostelli;
  • rifugi e baite di montagna;
  • case vacanza e appartamenti per affitti brevi;
  • campeggi e villaggi turistici, inclusi quelli glamping;
  • marina resort e aree per camper;
  • servizi di ristorazione collegati (ristoranti con servizio al tavolo, attività di ristorazione da asporto, ristorazione legata ad aziende agricole o ittiche, servizi di catering per eventi e contratti continuativi);
  • centri termali e benessere;
  • parchi tematici e di divertimento;
  • discoteche e sale da ballo;
  • stabilimenti balneari.

Si tratta quindi di una misura trasversale, che coinvolge non solo l’ospitalità in senso stretto, ma anche tutte le attività che contribuiscono all’esperienza turistica complessiva.

Requisiti per accedere agli incentivi

Per ottenere il bonus, le imprese devono essere attive al momento della domanda, risultare iscritte al Registro delle imprese e devono essere in regola con gli obblighi contributivi e fiscali.

Tra gli interventi ammessi ci sono:

  • gli investimenti in grado di attrarre turisti anche nei periodi di bassa stagione, come nuovi servizi esperienziali, eventi culturali o sportivi e offerte tematiche (enogastronomia, benessere, natura);
  • interventi di digitalizzazione, per migliorare la presenza online e l’efficienza operativa (piattaforme di prenotazione diretta, software gestionali, strumenti di marketing digitale, automazione dei processi);
  • progetti congruenti con i principi di sostenibilità e Esg, orientati alla riduzione dell’impatto ambientale, efficientamento energetico, riduzione dei consumi idrici, utilizzo di energie rinnovabili e ottenimento di certificazioni ambientali;
  • operazioni che rafforzano il legame tra diversi attori del territorio, quindi per collaborazioni tra strutture ricettive e produttori locali, per lo sviluppo di reti turistiche, per promuovere l’integrazione tra turismo, cultura e agricoltura.

Tempistiche e prossimi passi

Al momento, il decreto attuativo è stato firmato e pubblicato il 17 marzo, ma si attendono le linee guida per rendere operativa la misura.

In particolare, devono ancora essere definiti i termini per la presentazione delle domande e i criteri di valutazione dei progetti. Dopo di che, sarà possibile fare richiesta e ottenere l’aiuto.