Bonus pubblicità 2026, per ottenerlo è necessario fare attenzione alle scadenze

Al via il bonus publbicità 2026, ma è necessario prestare la massima attenzione alle scadenze. Ecco a cosa si deve stare attenti quest'anno

Foto di Pierpaolo Molinengo

Pierpaolo Molinengo

Giornalista

Giornalista specializzato in fisco, tasse ed economia. Muove i primi passi nel mondo immobiliare, nel occupandosi di norme e tributi, per poi appassionarsi di fisco, diritto, economia e finanza.

Pubblicato:

Confermato anche per il 2026 il bonus pubblicità, che può essere richiesto come credito d’imposta da lavoratori autonomi, imprese ed enti non commerciali. Per accedere a questa agevolazione è necessario prestare la massima attenzione alle scadenze previste: entro il 9 febbraio 2026 dev’essere presentata la dichiarazione sostitutiva, mentre nel periodo compreso tra l 1° ed il 31 marzo 2026 dev’essere inviata la comunicazione telematica degli investimenti pubblicitari programmati nel corso di quest’anno.

Bonus pubblicità 2026, attenzione alle scadenze

A caratterizzare il bonus pubblicità 2026 sono due momenti fondamentali, nei quali devono essere gestiti i crediti relativi a due differenti annualità.

Entro il 9 febbraio 2026 dev’essere presentata la dichiarazione sostitutiva degli investimenti che sono stati effettuati nel corso del 2025 e che sono stati trasmessi con la Dichiarazione sostitutiva relativa agli investimenti effettuati lo scorso anno. In questo modo vengono confermate le spese che sono state effettuate nel 2025.

Dal 1° al 31 marzo 2026, invece, è necessario inviare la comunicazione telematica per gli investimenti pubblicitari che si ha intenzione di effettuare nel corso di quest’anno.

Come funziona l’agevolazione

Il bonus pubblicità 2026 viene calcolato esclusivamente sul valore incrementale degli investimenti che effettuati:

  • è previsto un credito d’imposta pari al 75% del valore incrementale;
  • gli investimenti effettuati nel corso del 2026 devono essere superiori dell’1% rispetto alle spese che sono state effettuate nel corso del 2025 sullo stesso mezzo.

Come utilizzare la misura

Non appena viene completata la finestra di marzo e si chiudono le relative verifiche, il Dipartimento per l’Informazione e l’Editoria provvede a pubblicare l’elenco dei soggetti che sono ammessi all’agevolazione e gli importi che, almeno a livello teorico, dovrebbero arrivare.

Nel caso in cui le richieste dovessero essere superiori al plafond finanziario stanziato (per il 2026 è pari a 30 milioni di euro), il credito viene ridotto proporzionalmente tra tutti i beneficiari.

I requisiti per accedere al bonus pubblicità

Il credito d’imposta ottenibile attraverso il bonus pubblicità 2026 è garantito ad un’ampia platea di operatori economici, indipendentemente dalla loro dimensione o forma giuridica, purché risultino essere residenti fiscalmente in Italia:

  • imprese, indipendentemente dalla loro natura giuridica (possono essere delle ditte individuali, delle società di persone o capitali);
  • lavoratori autonomi, tra i quali rientrano i professionisti iscritti ad un albo o ad un’associazione, compresi quelli che operano in forma associata;
  • enti non commerciali, nei quali rientrano gli enti del terzo settore e le associazioni che svolgono delle attività non lucrative.

Quali spese sono ammissibili

Il bonus pubblicità 2026 è utilizzabile esclusivamente per gli investimenti effettuati sulla stampa. Entrando un po’ più nello specifico:

  • possono essere acquistati degli spazi pubblicitari su giornali quotidiani e periodici, sia in formato cartaceo che digitale (per le edizioni online);
  • i media sui quali si ha intenzione di effettuare l’investimento devono essere obbligatoriamente registrati presso il Tribunale competente o al Registro degli Operatori di Comunicazione e devono avere un direttore responsabile nominato;
  • i costi agevolabili sono esclusivamente quelli che si riferiscono all’acquisto dello spazio pubblicitario e dell’inserzione. Non vi rientrano le spese accessorie di intermediazione o produzione.

Quali sono le spese escluse

Non rientrano in alcun modo all’interno del bonus pubblicità 2026 qualsiasi altra forma di comunicazione pubblicitaria come:

  • la televisione e la radio, che non rientrano nel regime ordinario 2026;
  • la pubblicità online quando non è editoriale, come gli annunci sui motori di ricerca, sui social network e sulle piattaforme video;
  • la pubblicità esterna che viene effettuata sui cartelloni stradali, coi volantini o con le brochure cartacee;
  • le sponsorizzazioni al cinema.

Il vincolo dell’incrementalità

Uno dei requisiti indispensabili per poter accedere al bonus pubblicità nel 2026 è legato all’incremento minimo dell’1% rispetto all’anno precedente. Il calcolo viene effettuato per media: gli investimenti effettuati nel corso del 2026 devono superare dell’1% quelli realizzati sulla stampa nel 2025.

Nel caso in cui lo scorso anno non dovessero essere stati effettuati degli investimenti sulla stampa, non esiste una base di calcolo e per le spese che vengono effettuate quest’anno: questa situazione non permette di accedere all’agevolazione.

Certificazione delle Spese

Per riuscire ad ottenere il credito d’imposta è necessario che le spese sostenute vengano certificate da un soggetto abilitato – un revisore legale, un commercialista o un consulente del lavoro -, che dovrà rilasciare un visto di conformità.

La documentazione deve essere opportunamente conservata in caso di controlli da parte dell’Agenzia delle Entrate.

Quando si può iniziare a usare il credito?

A differenza di altre agevolazioni l’uso del credito d’imposta non è immediato dopo l’invio della domanda a marzo. È necessario attendere alcuni passaggi burocratici.

Il primo è il provvedimento di riparto, attraverso il quale il Dipartimento per l’informazione e l’Editoria pubblica l’elenco definitivo dei beneficiari, che avviene generalmente entro l’estate. All’interno di questo elenco viene indicata la percentuale definitiva di riparto.

Il credito potrà essere utilizzato a partire dal quinto giorno lavorativo successivo alla pubblicazione dell’elenco sul sito ufficiale del Dipartimento per l’Informazione e l’editoria.

In quale modo utilizzare il credito

Il credito d’imposta scaturito dal bonus pubblicità 2026 può essere utilizzato attraverso i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate (Fiscoonline o Entratel), utilizzandolo per compensare, attraverso un Modello F24, le altre imposte:

  • deve essere indicato il codice tributo 6900;
  • come anno di riferimento deve essere indicato quello nel quale viene effettuato l’investimento, ossia il 2026;
  • il credito può essere utilizzato per abbattere qualsiasi debito tributario che si può pagare con un Modello F24, come Iva, contributi Inps e ritenute d’acconto.

Obbligo di indicazione nella dichiarazione dei redditi

Anche se il credito maturato viene utilizzato in compensazione con un Modello F24, è necessario indicarlo all’interno della dichiarazione dei redditi relativa al periodo nel quale è stato concesso:

  • deve essere inserito nel Quadro RU del Modello Redditi;
  • il credito non concorre alla formazione della base imponibile sulla quale calcolare l’Irpef, l’Ires e l’Irap.

Attenzione ai controlli

Onde evitare degli abusi nell’utilizzo del credito d’imposta, l’Agenzia delle Entrate effettuerà dei controlli incrociati tra le comunicazioni che vengono inviate ed i Modelli F24.

Nel caso in cui dovesse essere utilizzato del credito in misura maggiore rispetto a quello spettante o in assenza dei requisiti, l’AdE provvederà al recupero dell’importo con l’aggiunta di sanzioni ed interessi.