Bonus aziende agricole contro il caro carburanti, a chi spetta il nuovo credito di imposta

Prorogato il credito d'imposta del 20% per l'acquisto di carburante agricolo: stanziati 30 milioni di euro secondo il Ministero dell'Agricoltura.

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Federica Petrucci

Editor esperta di economia e attualità

Laureata in Scienze Politiche presso l'Università di Palermo. Scrive di Fisco e Tasse, Economia, Diritto e Lavoro, con uno sguardo sull'attualità e i temi caldi

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Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del nuovo decreto carburanti, il governo ha deciso di prorogare il credito d’imposta destinato ai settori più esposti all’aumento dei costi energetici, tra cui anche il comparto agricolo. L’obiettivo è attenuare l’impatto dei rincari del gasolio utilizzato per la produzione, evitando che l’aumento dei costi si trasferisca sui prezzi finali dei prodotti.

Credito d’imposta contro il caro carburanti: a quali imprese spetta

Il bonus è riconosciuto alle imprese che utilizzano carburante in modo strutturale per l’attività produttiva. Tra queste rientrano le imprese del settore agricolo che impiegano gasolio per la lavorazione dei campi, la movimentazione dei mezzi e le attività di produzione.

Secondo quanto comunicato dal Ministero dell’Agricoltura e del Made in Italy, il credito d’imposta è pari al 20% delle spese per l’acquisto del carburante, i cui prezzi sono aumentati dopo l’attacco da parte di USA e Israele in Iran. Il decreto prevede misure analoghe anche per altri comparti fortemente energivori, come il trasporto merci conto terzi e la pesca professionale. Il perimetro dei beneficiari è quindi delimitato alle macro-categorie produttive considerate tra le più esposte alla volatilità dei prezzi del carburante.

Inoltre, trattandosi di un aiuto straordinario, il credito d’imposta:

  • non concorre alla formazione del reddito ai fini Ires o Irpef;
  • non è rilevante ai fini Irap;
  • può essere cumulato con altre agevolazioni sugli stessi costi, purché non si superi il 100% della spesa sostenuta;
  • è concesso nel rispetto dei limiti previsti dalla normativa europea sugli aiuti di Stato.

Come funziona il bonus per le imprese agricole

Il funzionamento del credito varia a seconda del settore beneficiario. Per le imprese agricole e ittiche il meccanismo è diretto: il credito d’imposta è pari al 20% della spesa sostenuta per l’acquisto di carburante (diesel o benzina) nei mesi di marzo e aprile, calcolato sull’importo delle fatture al netto dell’IVA.

In pratica, se un’azienda agricola ha sostenuto una spesa di 10.000 euro per carburante nel mese agevolato, potrà ottenere un credito d’imposta pari a 2.000 euro, da utilizzare in compensazione fiscale.

Il decreto prevede inoltre uno stanziamento complessivo differenziato:

  • 100 milioni di euro per il settore dell’autotrasporto;
  • 10 milioni di euro per il comparto della pesca;
  • 30 milioni di euro destinati alle imprese agricole per il credito del 20%.

Nel caso in cui le richieste superino le risorse disponibili, il credito potrebbe essere ridotto proporzionalmente per tutti i beneficiari, secondo il meccanismo del riparto pro-quota.

Come si ottiene

Il credito d’imposta non viene erogato tramite bonifico diretto. Il beneficio si utilizza esclusivamente in compensazione tramite modello F24, riducendo i versamenti fiscali e contributivi dovuti dall’impresa.

Quindi l’azienda potrà utilizzare il credito per compensare:

  • IVA;
  • contributi INPS;
  • ritenute dei dipendenti;
  • imposte sui redditi;
  • altri tributi compensabili.

Si tratta quindi di uno sconto fiscale immediatamente fruibile, che migliora la liquidità aziendale senza passare da procedure di rimborso.

Il credito deve essere utilizzato entro il 31 dicembre 2026. Oltre questa data, l’eventuale quota residua non utilizzata andrà definitivamente persa. Questo aspetto rende importante pianificare correttamente la compensazione per evitare di non sfruttare interamente il beneficio.

Quando parte il nuovo credito d’imposta

Sebbene il decreto sia già entrato in vigore con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, la piena operatività del bonus è subordinata all’emanazione dei provvedimenti attuativi. I decreti attuativi dovranno essere pubblicati entro 60 giorni e definiranno:

  • i codici tributo da utilizzare nel modello F24;
  • le modalità di comunicazione delle spese sostenute;
  • la procedura telematica per la prenotazione delle risorse;
  • i controlli e la documentazione richiesta.

Solo dopo questi passaggi sarà possibile utilizzare concretamente il credito d’imposta.