È in pagamento l’Assegno Unico di marzo 2026. Tra il 19 e il 20 marzo l’Assegno Unico verrà erogato con importo massimo e arretrati di gennaio e febbraio a chi ha aggiornato l’Isee.
Per tutti i nuclei familiari che hanno la domanda in stato “accolta”, tra pochi giorni sarà erogato l’importo rivalutato del +1,4% secondo l’adeguamento annuale all’inflazione stimato dall’Istat. Tutti coloro che invece non hanno aggiornato l’Isee con la dichiarazione sostitutiva unica entro il 28 febbraio 2026 perdono la possibilità di ottenere l’importo massimo fino alla prossima data utile. Infatti, non si perde il beneficio, ma si dovrà attendere il 30 giugno 2026 per ottenere gli arretrati spettanti.
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Entro quando fare l’Isee 2026 per l’Assegno Unico?
I tempi per presentare l’Isee per l’Assegno Unico 2026 sono scaduti. Infatti questo andava presentato entro il 28 febbraio 2026, ma non è tutto perduto. Si può ancora ricevere l’Assegno Unico, ma cambia l’importo.
Per ottenere l’importo corretto rispetto alla propria condizione economica, l’Isee andava presentato entro il 28 febbraio. In caso di ritardo c’è un’altra tempistica fondamentale, ovvero presentare l’aggiornamento del proprio Isee entro il 30 giugno 2026.
Questa nuova data è fondamentale per ricevere non solo l’importo minimo, ma anche gli arretrati dei mesi precedenti e recuperare le somme perse. Se questa data viene nuovamente superata senza aggiornare l’Isee, l’Assegno Unico non si perde, ma resta con importo minimo.
Attenzione: ricordiamo che l’Isee 2025 è scaduto il 31 dicembre 2025.
Senza una nuova Dichiarazione sostitutiva unica, l’Inps non può calcolare la fascia dell’Assegno Unico. L’importo corretto parte dal mese di marzo 2026 e sono previsti gli arretrati dei mesi di gennaio e febbraio.
Nel caso sia stata presentata domanda nei primi giorni di gennaio, l’importo corretto potrebbe già essere stato visibile nell’Assegno Unico di febbraio.
L’importo minimo e quanto si perde
Non aggiornare l’Isee comporta l’erogazione dell’Assegno Unico con importi minimi. Per il 2026, l’importo minimo è pari a 58,30 euro al mese per ogni figlio minorenne. La cifra, rivalutata dall’Istat per l’inflazione con un aumento del +1,4%, viene riconosciuta a chiunque, anche a chi ha un Isee superiore a 46.582,71 euro.
Non aggiornare l’Isee comporta anche la perdita delle maggiorazioni. Quindi non si ottengono, fino alla presentazione dell’Isee aggiornato, le maggiorazioni:
- per i genitori lavoratori;
- l’aumento del 50% per i figli sotto un anno;
- altre maggiorazioni legate all’Isee.
In totale, si può arrivare a perdere fino a oltre 100 euro al mese per figlio. Per esempio, chi ha un Isee sotto i 17.468,51 euro, invece di ricevere un importo massimo di 203,80 euro, riceve l’importo minimo di 58,30 euro. La perdita è di circa 145,50 euro al mese per figlio.
Quando si rinnova la domanda?
Non va presentata una nuova domanda per l’Assegno Unico 2026. Questo infatti si rinnova automaticamente. L’assenza del rinnovo dell’Isee non fa perdere la prestazione, ma si riceve solo l’importo minimo.
La domanda resta valida anno dopo anno, l’unica accortezza è proprio aggiornare l’Isee tramite una nuova Dichiarazione sostitutiva unica (Dsu) entro il 28 febbraio 2026 o il 30 giugno 2026.
In caso di prima domanda, l’Assegno Unico può essere richiesto:
- tramite i servizi Inps online accedendo con identità digitale;
- tramite i servizi telematici gratuiti offerti dai patronati;
- chiamando il numero verde da rete fissa 803.164 o da cellulare 06 164.164.