Il conflitto tra Stati Uniti e Iran, iniziato lo scorso 28 febbraio, ha già comportato oltre 38 miliardi di dollari di costi per la Difesa americana, secondo la stima diffusa dal Congressional Budget Office (CBO), l’ufficio del Congresso che elabora analisi indipendenti su bilancio e finanza pubblica.
La cifra, aggiornata al 1° agosto 2026, comprende soprattutto i costi per la sostituzione delle munizioni impiegate e delle attrezzature perdute, ma non copre ancora tutte le spese necessarie per la ricostruzione delle infrastrutture danneggiate.
Indice
Quanto costa la guerra
Il rapporto del CBO analizza i primi cinque mesi dell’operazione “Epic Fury“, e fornisce una ripartizione delle principali voci di spesa:
- circa 22,7 miliardi di dollari sono destinati alla sostituzione delle munizioni già utilizzate, tra missili, intercettori per la difesa antimissile e altri armamenti avanzati;
- 1,9 miliardi di dollari riguardano le attrezzature perse in combattimento (aerei, droni, veicoli e sistemi d’arma);
- 10,4 miliardi di dollari sono legati all’aumento delle ore di volo, delle missioni operative e dei costi logistici;
- 2,7 miliardi di dollari derivano dal maggior consumo di carburante per aerei e navi impiegati nel teatro mediorientale.
Secondo le proiezioni del CBO, se il conflitto dovesse proseguire con un’intensità simile a quella attuale, il Pentagono dovrebbe sostenere ulteriori 2-3 miliardi di dollari al mese. In uno scenario di escalation, la spesa mensile potrebbe superare questa soglia.
Il rapporto dell’ispettore generale del Pentagono
Un rapporto dell’ispettore generale del Dipartimento della Difesa ha delineato un quadro delle perdite materiali subite dalle forze americane in Medio Oriente tra aprile e giugno 2026. Tra i danni più rilevanti:
- fino a 30 droni MQ‑9 Reaper distrutti o danneggiati, ciascuno del valore di circa 30 milioni di dollari;
- sette aerei cisterna KC‑135 colpiti o distrutti, cinque dei quali mentre erano a terra in Arabia Saudita; un altro KC‑135 è precipitato in Iraq a marzo, causando sei vittime;
- quattro caccia F‑15E distrutti, un F‑35 danneggiato, un aereo AWACS E‑3 Sentry e diversi elicotteri (HH‑60W, AH‑6, AH‑64, MH‑60) perduti o danneggiati;
- centinaia di edifici e strutture delle basi Usa colpite o rase al suolo, con la necessità di riorganizzare le linee di rifornimento verso basi più lontane.
Sul piano umano, il rapporto dell’ispettore generale registra 18 militari americani morti tra febbraio e giugno e 417 feriti in azione.
Uno degli effetti più rilevanti emersi dai documenti ufficiali riguarda la riduzione delle scorte di intercettori per la difesa antimissile e di altri armamenti avanzati. Il CBO stima che, dal giugno 2025, gli Stati Uniti abbiano probabilmente utilizzato tra la metà e i due terzi delle proprie scorte di queste armi. Per ricostituirle potrebbero essere necessari diversi anni.
L’impatto sull’economia Usa
Oltre ai costi diretti per il Pentagono, la guerra sta avendo ripercussioni più ampie sull’economia americana. Il CBO prevede che il conflitto possa spingere l’inflazione statunitense di circa 0,5 punti percentuali nei primi tre mesi del 2027.
La stima del CBO è stata elaborata su richiesta del deputato democratico Brendan Boyle, che ha criticato la gestione della spesa da parte dell’amministrazione repubblicana:
Questo rapporto imparziale del CBO mostra chiaramente che la guerra è costata ai contribuenti americani decine di miliardi di dollari e continua a farlo, mentre fa salire i prezzi.
A giugno, l’amministrazione statunitense aveva chiesto al Congresso ulteriori 87,6 miliardi di dollari di fondi straordinari, in gran parte destinati allo sforzo bellico, ma la richiesta non è stata ancora approvata. Nel frattempo, i danni alle strutture diplomatiche americane sono stimati in 184 milioni di dollari, con oltre 113 milioni di dollari di costi aggiuntivi sostenuti dal Dipartimento di Stato per la risposta all’emergenza.