Volkswagen a rischio fallimento? Sondaggio fra i manager rivela le difficoltà del Gruppo

Un sondaggio anonimo tra manager rivela un clima di preoccupazione in Volkswagen: il rischio fallimento viene ventilato e si chiede la svolta

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Mauro Di Gregorio

Giornalista politico-economico

Laurea in Scienze della Comunicazione all’Università di Palermo. Giornalista professionista dal 2006. Si interessa principalmente di cronaca, politica ed economia.

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Questa volta l’allarme arriva direttamente dall’interno di Volkswagen: un sondaggio anonimo tra i componenti del consiglio di amministrazione e del consiglio di sorveglianza, pubblicato dal magazine tedesco Manager Magazin, fotografa il clima di grave preoccupazione ai vertici del primo costruttore automobilistico europeo.

Sei dei nove manager interpellati ritengono che l’azienda sia addirittura a rischio di sopravvivenza. Gli altri tre definiscono la situazione “tesa”.

Le sfide di Volkswagen

Volkswagen si trova ad affrontare la classica tempesta perfetta: rallentamento delle vendite, pressione della concorrenza cinese, dazi degli Stati Uniti e una difficile transizione verso la mobilità elettrica.

E in Borsa il titolo Volkswagen si trova vicino ai minimi da cinque anni a questa parte.

Il sondaggio fra i vertici Volkswagen

L’indagine interna era stata realizzata per misurare il livello di coesione del management, ma i risultati hanno restituito un quadro decisamente diverso. Secondo quanto riportato da Manager Magazin, la convinzione condivisa è che Volkswagen stia attraversando una delle fasi più difficili della propria storia recente.

Sul fronte delle possibili soluzioni emerge un dato unanime: tutti i nove componenti coinvolti nel sondaggio chiedono un cambiamento della strategia aziendale. Le critiche riguardano soprattutto le politiche adottate nei due mercati ritenuti decisivi per il futuro del gruppo, Cina e Nord America.

Come sta Volkswagen oggi

I numeri del primo trimestre 2026 confermano e rafforzano le preoccupazioni. L’utile operativo è sceso del 14,3%, fermandosi a circa 2,5 miliardi di euro, mentre il margine operativo è passato dal 3,7% al 3,3%. Anche i ricavi hanno registrato una flessione del 2,5%, attestandosi a 75,7 miliardi di euro, al di sotto delle attese degli analisti. Ancora più marcato il calo dell’utile netto, diminuito del 28,4% fino a circa 1,56 miliardi di euro.

A pesare sono soprattutto le vendite nei mercati extraeuropei. Le consegne complessive sono scese a circa 2 milioni di veicoli, con una flessione del 20% in Cina e del 9% nel Nord America. Gli incrementi registrati in Europa occidentale, Europa centrale e orientale e Sud America non sono bastati a compensare il rallentamento dei due mercati più importanti.

Sui conti incidono, come detto, anche i dazi statunitensi che il gruppo stima possano avere un impatto di circa 4 miliardi di euro l’anno.

Per contenere gli effetti della crisi Volkswagen ha già avviato un ampio programma di riduzione dei costi. Le misure adottate hanno consentito di ottenere risparmi vicini al miliardo di euro e di riportare in positivo il flusso di cassa netto della divisione Automotive. E intanto prosegue il piano di riduzione dell’organico, che prevede circa 50.000 posti di lavoro in meno in Germania entro il 2030, mentre in Cina la capacità produttiva è già stata ridotta di circa 1,5 milioni di veicoli rispetto ai livelli del 2023.

Gruppo Volkswagen, non tutti i marchi in difficoltà

Bisogna specificare che all’interno del Gruppo non tutte le divisioni soffrono: il Core Brand Group, che comprende Volkswagen, Skoda, Seat e Cupra, ha migliorato l’utile operativo del 38%, raggiungendo 1,5 miliardi di euro, con un margine salito al 4,4%. Potrebbe andare meglio, invece, a Porsche che ha visto l’utile operativo diminuire da 700 a 500 milioni di euro e il margine scendere dall’8,7% al 7%.

Nonostante la situazione, Volkswagen ha confermato le previsioni per l’intero 2026. Il Gruppo continua ad attendersi ricavi compresi tra la stabilità e una crescita fino al 3%, con un margine operativo tra il 4% e il 5,5%.