Più gas in Italia da un Paese, ma adesso aumentano i prezzi

Arriva più gas in Italia dall'Algeria contro la dipendenza da Mosca, ma la Sonatrach ha deciso di alzare i prezzi delle materie energetiche

L’agenzia di stampa APS ha fatto sapere che l’Algeria ha stabilito un aumento delle forniture di gas verso l’Italia di ulteriori 4 miliardi di metri cubi a partire da lunedì 18 luglio. Il passaggio avverrà attraverso la Sonatrach all’Eni e poi agli altri partner della Penisola. Da inizio anno il Paese africano ha consegnato al nostro ben 13,9 miliardi di metri cubi, superando del 113% i volumi previsti in precedenza. Entro la fine del 2022 dovrebbero arrivare altri 6 miliardi di metri cubi di materia prima.

Nuove forniture di gas dall’Algeria: l’Italia si smarca dalla Russia

Si tratta di una decisione che rafforza i legami storici tra il gruppo petrolifero Sonatrach e l’Eni, e che aiuterà l’Italia nel percorso di diversificazione dei fornitori di energia, allontanandosi dalla Russia. Dalla settimana del 18 luglio arriveranno 25 miliardi di metri cubi di gas dall’Algeria.

Come riferiscono il Ministero della Transizione ecologica e il Ministero degli Esteri in una nota congiunta, si tratta di un importante passo nella strategia del Governo che “mette in sicurezza il Paese, già nel breve termine, sul fronte dell’approvvigionamento di gas”. E che risolve, almeno in parte, la crisi energetica innescata dalla guerra in Ucraina e il cambio di rotta di Mosca e la chiusura dei rubinetti della potenza dell’Est Europa come conseguenza delle sanzioni occidentali.

L’Algeria si è rivelata un fornitore strategico già prima dell’inizio del conflitto scatenato dalla Russia con i bombardamenti del 24 febbraio. Infatti nei primi mesi dell’anno è dal Paese africano che è arrivato il maggior volume di gas, con un picco previsto di circa 30 miliardi di metri cubi all’anno.

Il flusso più importante passa dal Transmed, conosciuto anche come gasdotto Enrico Mattei, che attraversa l’Africa e il Mediterraneo collegando Capo Bon, in Tunisia, a Mazara del Vallo, in Sicilia. Ha una capacità massima di circa 27 miliardi di metri cubi.

Italia e Algeria sempre più vicine, ma spunta il nodo sui prezzi

La cooperazione tra Algeri e Roma si estende anche ad altri settori, con nuovi accordi che dovrebbero essere siglati a margine del quarto vertice intergovernativo del 18 luglio, al quale parteciperà Mario Draghi. Le dimissioni del premier non state accettate da Sergio Mattarella anche nell’ottica di permettere al capo dell’esecutivo di presenziare a questo importante incontro, che tuttavia dovrebbe durare un solo giorno e non più due come inizialmente previsto.

Tra i negoziati già firmati ci sono anche quelli che riguardano le energie rinnovabili e l’idrogeno verde. Dall’Italia partono macchinari e componenti, prodotti petroliferi raffinati, chimici e siderurgici. Tra gas e gas naturale liquefatto (GNL), entro il 2023 dovremmo importare ulteriori 9 miliardi di materia dall’Algeria. Il valore degli scambi tra i due Paesi è stato nel 2021 di 7,34 miliardi di euro, di cui 5,58 miliardi di importazioni e 1,76 di esportazioni.

In Algeria operano ben 200 imprese italiane, tra cui proprio l’Eni, che ha di recente siglato una nuova intesa con Sonatrach per diversi campi a gas e la decarbonizzazione. Le attività del gruppo italiano si concentrano soprattutto nel deserto di Bir Rebaa, con diversi blocchi di esplorazione e sviluppo, e nel bacino del Berkine.

Ma non ci sono solo buone notizie. Il gruppo Sonatrach sarebbe intenzionato a indicizzare i prezzi del gas da mandare in Europa rifacendosi non più al Brent Crude ma al TTF, con un conseguente aumento, che porterà la società a massimizzare i profitti. L’Algeria applica già tariffe superiori alla Russia, come spiegato qua. Potete trovare qua il pianto anti Putin per il gas di Mario Draghi e qui l’accordo per i 9 miliardi di metri cubi di gas in più.