Bloccati i pagamenti dei cittadini russi: caos anche in Italia

Dagli ingorghi nella metropolitana di Mosca al disguido di tanti turisti durante la settimana della Moda di Milano: le ripercussioni delle sanzioni alla Russia

Lunghe code di viaggiatori si sono formate oggi alle casse di molte stazioni della metropolitana di Mosca a causa del blocco dei pagamenti con i sistemi digitali Apple Pay e PayPal normalmente utilizzati da molti viaggiatori. Gli utenti si sono trovati nell’impossibilità di usare tali sistemi, bloccati perché gestiti dalla banca Vtb, che è una di quelle colpite dalle sanzioni internazionali. Moltissimi pendolari hanno quindi dovuto mettersi in fila agli sportelli per acquistare i biglietti. La metropolitana è il sistema più efficiente di trasporto nella capitale russa ed è utilizzata da milioni di viaggiatori.

Sanzioni alla Russia: le ripercussioni e le testimonianze da Milano

Questa è solo una delle ripercussioni che porta con sé la decisione di escludere la Russia dal sistema Swift. Le conseguenze possono essere pesanti anche per molti cittadini di quel Paese che in questo momento si trovano in Europa e in Italia. Le prime testimonianze in questo senso sono arrivate da Milano, dove si sta svolgendo la settimana della moda. Il capoluogo lombardo sta ospitando in questo periodo diversi turisti (quasi sempre molto facoltosi) che da Est sono venuti nella metropoli per assaporare il gusto fashion della città, a maggior ragione in questo periodo.

Anche per loro però non è stato possibile effettuare acquisti nei negozi del centro città: infatti, una volta giunti in cassa per pagare, i turisti russi si sono ritrovati a non poter utilizzare le proprie carte di credito o bancomat in quanto prodotte da istituti di credito estromessi dal sistema Swift e operanti all’interno di determinati circuiti finanziari che risentono delle sanzioni imposte a Mosca dagli Stati occidentali. E questo non è tutto, perché la scelta di intervenire con il pugno duro nei confronti di Vladimir Putin porterà altre problematiche anche a Usa e Unione europea, forse anche più gravi di questa.

Per non perderti le ultime notizie e ricevere i nostri migliori contenuti, iscriviti gratuitamente al canale Telegram di QuiFinanza: basta cliccare qui

Le dichiarazioni del professor Angelo Baglioni

Come confermato dal professor Angelo Baglioni – docente ordinario di Economia Politica presso l’Università Cattolica di Milano, direttore dell’Osservatorio Monetario e membro del Comitato direttivo e scientifico del Laboratorio di Analisi Monetaria di Milano – in diverse interviste rilasciate in questi giorni sull’argomento. Queste le sue parole sui timori che l’Italia deve avere in questa situazione:

“Teniamo conto che noi abbiamo una esportazione di beni verso la Russia che è stata stimata in questi giorni in circa 7 miliardi di euro l’anno, che in questo senso sarebbero ostacolati perché tutte le volte che partono beni dall’Italia alla Russia ci deve essere un pagamento che viaggia tramite Swift. E questo è un fatto, non un’opinione che si possa appoggiare o contestare”.

Ma Baglioni ha parlato anche delle merci in entrata dalla Russia nel nostro territorio: “C’è poi anche l’import che noi facciamo da loro in particolare di energia e materie prime, e anche questo sarebbe ostacolato non solo per il fatto tecnico dei messaggi di pagamento ma anche perché il blocco delle esportazioni di gas potrebbe essere una misura di ritorsione politica che il governo di Mosca potrebbe attuare in risposta alle sanzioni occidentali”.