Balneari, Meloni evita lo scontro con l’Ue ma divide la maggioranza

Dopo la rinuncia alla proroga delle concessioni che aveva spiazzato gli alleati, la premier torna a confermare la posizione del Governo ma riceve l'ennesimo stop dell'Ue

Continua il tira e molla sui balneari tra l’Unione europea e il Governo Meloni, ma di fronte all’ennesimo alt di Bruxelles la maggioranza rischia ancora di dividersi. Il tema della proroga delle concessioni degli stabilimenti sulle spiagge italiane rimane una questione “complessa” come l’ha definita il presidente del Consiglio dopo l’incontro sull’energia ad Algeri. Fratelli d’Italia aveva fatto sapere nei giorni scorsi di aver fatto marcia indietro sull’emendamento al Milleproroghe che prorogava la validità delle concessioni eliminando la scadenza del 31 dicembre 2023. Una decisione in contrasto con quelle degli alleati Forza Italia e Lega che hanno confermato il rinvio delle gare, sulle quali però Meloni è tornata indietro dichiarando di non aver cambiato idea. Ma alla nuova inversione di marcia della premier la Commissione ha ribadito lo stop all’Italia.

Balneari, Meloni evita lo scontro con l’Ue ma divide la maggioranza: la proroga

Sulla possibilità che il Governo Meloni proceda con una nuova proroga delle concessioni balneari, l’esecutivo Ue ha dichiarato tramite un portavoce di essere “in contatto con le autorità italiane anche in vista dell’attuazione dei loro impegni”.

Riguardo alla direttiva Bolkestein sulla concorrenza, al centro delle trattative su Bruxelles e il nostro Paese, Giorgia Meloni è tornata ad affermare la sua posizione: “Non ho cambiato sul tema della difesa dei balneari da una direttiva che non andava applicata quello che ora si tratta di capire è quale sia la soluzione più efficace a livello strutturale”, ha dichiarato il presidente del Consiglio a margine del vertice di Algeri sul gas, di cui abbiamo parlato qui.

Io immagino una soluzione non temporanea – ha spiegato – convocheremo le associazioni dei balneari prima del voto degli emendamenti (al decreto Milleproroghe, ndr) per capire se è più efficace la proroga o altre soluzioni, il mio obiettivo è mettere in sicurezza quegli imprenditori”.

Balneari, Meloni evita lo scontro con l’Ue ma divide la maggioranza: la replica di Bruxelles

A stretto giro è però arrivata la controreplica della Commissione europea: “Il diritto Ue richiede che le norme nazionali” in materia di servizi “assicurino la parità di trattamento degli operatori senza alcun vantaggio diretto o indiretto per operatori specifici, promuovano l’innovazione e la concorrenza leale”, è stato ribadito, e “proteggano dal rischio di monopolizzazione delle risorse pubbliche”.

“Cittadini e imprese – ha aggiunto il portavoce di Bruxelles – hanno diritto a una procedura trasparente, imparziale e aperta al momento di decidere a quale impresa debba essere concesso il diritto di usare il suolo pubblico, in questo caso le spiagge“.

Una linea avvalorata dalle parole della la portavoce della Commissione europea per l’Economia, Veerle Nuyts che ha sottolineato come “le concessioni balneari non sono formalmente incluse negli obiettivi e nelle milestones del Pnrr”.

La dichiarazione però è stata accolta come punto a favore da uno dei più convinti sostenitori del rinvio delle gare, il senatore di Forza Italia Maurizio Gasparri: “Questa ulteriore affermazione dimostra quanto sia percorribile la strada di una proroga per chiarire lo stato delle cose anche alla luce di una sentenza del Consiglio di Stato piena di errori e della discutibile applicazione della direttiva Bolkestein.”

“Il monitoraggio è ancora in corso, non è stato completato ed è fondamentale per verificare se siamo di fronte a una risorsa scarsa oppure no, come noi pensiamo che sia – ha aggiunto Gasparri. L’impegno di Forza Italia quindi prosegue nel confronto con il centrodestra al quale abbiamo anticipatamente sottoposto le nostre proposte. Le parole della Nuyts ci danno ulteriore ragione” (qui avevamo riportato l’ultima mossa di Forza Italia sulla partita dei balneari).

Gli emendamenti di Fi e Lega sulla proroga delle concessioni di altri due anni, fino al 31 dicembre 2025, sono stati confermati nelle Commissioni Affari Costituzionali e Bilancio del Senato per essere inseriti nel Milleproroghe, che dovrà essere votato entro fine mese. Rimane da stabilire dunque quale soluzione troverà Giorgia Meloni.