Il patrimonio di Umberto Bossi, quanto guadagnava il Senatur e a chi va l’eredità

Dalle indennità parlamentari alle diciotto proprietà immobiliari tra case e terreni. Le cifre del patrimonio e l'eredità di Bossi

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Giorgia Bonamoneta

Giornalista

Nata ad Anzio, dopo la laurea in Editoria e Scrittura e un periodo in Belgio, ha iniziato a scrivere di attualità, geopolitica, lavoro e giovani.

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Si è spento a Varese Umberto Bossi, storico fondatore e leader della Lega Nord, all’età di 84 anni. Il “Senatur” è deceduto intorno alle ore 20:30 presso l’Ospedale di Circolo, dove era stato ricoverato in terapia intensiva nella serata per un improvviso aggravamento delle sue condizioni di salute. Da oltre vent’anni Bossi conviveva con le conseguenze di un grave ictus che lo aveva colpito nel 2004, limitandone l’attività pubblica ma non l’impegno politico.

La notizia della scomparsa è stata pianta dalla famiglia, con il figlio Renzo che ha sottolineato la coerenza degli ideali del padre fino all’ultimo istante. Immediato il cordoglio del mondo politico, a partire dall’attuale segretario della Lega, Matteo Salvini, che ha annullato i propri impegni istituzionali per rientrare d’urgenza a Milano.

Umberto Bossi, biografia e carriera del “senatur”

Nato a Cassano Magnago il 19 settembre 1941, Umberto Bossi ha incarnato per oltre tre decenni la parabola del leader “di rottura”. Prima di diventare l’architetto del federalismo italiano, la sua vita ha attraversato tante fasi diverse: dagli studi in Medicina all’Università di Pavia, mai conclusi, fino a una breve parentesi nel mondo della musica con lo pseudonimo di Donato, che lo portò a calcare il palco del Festival di Castrocaro nel 1961.

La folgorazione politica arriva però nel 1979, grazie all’incontro con le spinte autonomiste dell’Union Valdôtaine e di Bruno Salvadori, ponendo le basi per quello che sarebbe diventato il nucleo storico della Lega.

L’ascesa istituzionale di Bossi è stata veloce. Nel 1984 fonda la Lega Autonomista Lombarda, che nel 1991 si federerà con i movimenti fratelli del Settentrione per dare vita alla Lega Nord. Eletto per la prima volta al Senato nel 1987, da cui il celebre appellativo di “Senatur”, Bossi ha saputo intercettare il malcontento post-Tangentopoli, trasformando il dialetto e i simboli della “Padania” in un linguaggio politico nazionale. Nel corso della sua lunga carriera ha ricoperto tante cariche: sei volte deputato, tre volte europarlamentare e Ministro delle Riforme in due diversi governi Berlusconi (2001-2004 e 2008-2011).

Anche dopo il grave ictus del 2004, che lo segnò profondamente, Bossi mantenne la guida del Carroccio fino al 2012, anno delle dimissioni a seguito delle inchieste sui rimborsi elettorali. Anche dopo il passaggio del testimone, il “Senatur” è rimasto una figura fondamentale del movimento, venendo rieletto in Parlamento fino alla legislatura del 2022.

Guadagni e patrimonio: l’impero immobiliare

Come sempre in questi casi, è difficile ricostruire tutti i guadagni e il patrimonio complessivo di una figura così longeva nella politica italiana. Sappiamo che in qualità di senatore (carica ricoperta fino al 2022), Bossi ha percepito un’indennità mensile lorda di 11.555 euro, che al netto si traduceva in circa 5.304 euro. A queste cifre si sommavano la diaria da 3.500 euro e i rimborsi per le spese di mandato e forfettarie (telefonia e trasporti), portando il totale mensile a superare i 14.600 euro.

Secondo l’ultima dichiarazione dei redditi disponibile (periodo d’imposta 2020), il reddito complessivo dichiarato dal fondatore della Lega ammontava a 99.702 euro.

Sul fronte patrimoniale si può parlare dell'”impero immobiliare”. Al 2012, i dati parlavano di circa 18 proprietà riconducibili alla famiglia.

Nello specifico;

  • 2 case;
  • 2 fabbricati;
  • 14 terreni.

L’intestazione di gran parte di questi beni sono alla moglie, Manuela Marrone. Tra questi beni c’è la villa di Gemonio, simbolo del Carroccio. La valutazione è di circa 430.000 euro.

A chi spetta l’eredità

Con la scomparsa di Umberto Bossi, si apre la fase della successione. La principale beneficiare dovrebbe essere la moglie, Manuela Marrone, compagna dal 1982. A seguire i quattro figli: Riccardo, Renzo, Roberto Libertà ed Eridano Sirio.

Dal punto di vista economico, ancora in assenza di un testamento pubblico, la ripartizione del patrimonio dovrebbe seguire le quote previste dalla successione legittima. Come emerso dal suo patrimonio, gran parte delle proprietà immobiliari risulterebbero già intestate alla moglie Manuela. La successione riguarderà quindi i conti correnti, i titoli e le eventuali quote di proprietà, incluse quelle legate all’abitazione varesina e i ricavati delle vendite immobiliari passate.