Manovra 2027, salta il taglio Irpef per il ceto medio: niente aliquota al 33% fino a 55.000 euro

Accantonata l'estensione dell'aliquota al 33% fino a 55.000 euro, dal costo di 1,2 miliardi: la Manovra punta su giovani, mamme e imprese

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Luca Incoronato

Giornalista

Giornalista pubblicista e copywriter, ha accumulato esperienze in TV, redazioni giornalistiche fisiche e online, così come in TV, come autore, giornalista e copywriter. È esperto in materie economiche.

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Un grande passo indietro che sorprende, perché nella Manovra 2027, salvo sorprese, pare che il taglio dell’Irpef per i redditi sopra i 50.000 euro salterà. Si è parlato molto in queste settimane dell’ipotesi di estendere l’aliquota del 33% fino a 55.000 euro. Un’operazione che sarebbe costata circa 1,2 miliardi di euro.

Il tutto messo da parte nella nuova stesura del disegno di legge di Bilancio, stando a quanto emerso in seguito all’ultimo vertice a Palazzo Chigi. Il testo sarà poi esaminato dal Consiglio dei ministri di quest’oggi, mercoledì 28 ottobre 2026.

Considerando le risorse limitate, il governo concentra gli interventi su alcune priorità:

  • fondo per la flessibilità in uscita dal lavoro;
  • detassazione delle tredicesime per i redditi più bassi;
  • pacchetto fiscale per i giovani;
  • nuovi aiuti alle mamme lavoratrici e alle imprese;
  • stop strutturale al bollo auto.

Perché salta il taglio Irpef per il ceto medio

L’intervento allo studio avrebbe allargato lo scaglione dell’Irpef con aliquota al 33%, oggi applicato ai redditi fino a 50.000 euro, portandolo fino a 55.000 euro. In questo modo una parte del reddito oggi tassata al 43% sarebbe passata all’aliquota più bassa. Un chiaro vantaggio per quello che viene definito ceto medio.

È stato però stimato eccessivo il costo calcolato, pari a circa 1,2 miliardi di euro, come detto. L’ipotesi, dopo un accantonamento nelle scorse settimane, era tornata in discussione, ma ora pare non avere più basi sulle quali reggersi.

Pesa la scarsità di risorse. Non a caso il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti è tornato a parlare di “coperta corta”. Ha infatti spiegato che con la legge di Bilancio si cercherà di fare “quello che è possibile in questa situazione”, perché le proposte che arrivano da partiti e categorie “sono molto al di sopra di quelle che sono le disponibilità di un bilancio”.

Il pacchetto giovani: mini Irpef, flat tax e no tax area

Come detto, le misure chiave saranno altre. Spazio a un pacchetto di misure fiscali dedicate ai più giovani. Tra le ipotesi c’è una cosiddetta mini Irpef per i lavoratori under 30 con redditi bassi. Il tutto con un’aliquota ancora da stabilire e una flat tax del 5% per i neoassunti under 35.

Anche in questo caso il tetto di reddito per accedere ai benefici è ancora in valutazione e dipenderà dalle risorse disponibili. Allo studio c’è inoltre un’estensione della no tax area per gli under 25.

Le misure guardano anche alle imprese che assumono. Il governo punterebbe a rafforzare le maxi deduzioni sul costo del lavoro per le nuove assunzioni: dal 130% attuale si salirebbe al 140% per i giovani e al 180% per le giovani madri, così da rendere più conveniente l’inserimento di queste categorie nel mondo del lavoro.