Isee, la classifica delle città più ricche in Italia: il Nord stacca il Sud

I dati degli Isee presentati nel 2025, diffusi dall'Inps, sottolineano le differenze territoriali tra le famiglie italiane, con una distanza marcata tra Nord e Centro da una parte e Sud e Isole dall'altra

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Matteo Runchi

Editor esperto di economia e attualità

Redattore esperto di tecnologia e esteri, scrive di attualità, cronaca ed economia

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L’Inps ha diffuso i dati relativi a tutti gli Isee presentati nel corso del 2025. Dalla documentazione emerge una forte differenza tra Nord e Sud, che si sta ampliando, con il centro sempre più vicino alla parte più ricca del Paese e le Isole che invece stanno rimanendo indietro, con dichiarazioni sempre più ridotte.

L’Isee è uno strumento fondamentale per accedere ai bonus e agli aiuti dedicati alle persone in difficoltà, erogati sia dallo Stato centrale, sia dagli enti locali. Non è però un indicatore esaustivo della ricchezza e dei redditi delle famiglie, soprattutto perché viene presentato su base volontaria.

Perché l’Isee non è un buon indicatore della ricchezza

Per capire i dati diffusi dall’Inps è fondamentale comprendere cosa sia e per cosa venga utilizzato l’Isee. Si tratta dell’indicatore dei redditi e dei patrimoni delle famiglie italiane. È composto da due parti:

  • l’Indicatore della Situazione Reddituale (Isr), che considera i redditi;
  • l’Indicatore della Situazione Patrimoniale (Isp), che considera i patrimoni.

Fa riferimento agli ultimi due anni e prende come unità non il singolo ma i nuclei familiari. Serve soprattutto a ricevere aiuti in caso di difficoltà economiche, come bonus e sconti di vario tipo al costo dei servizi.

Per questa ragione in particolare, non bisogna considerare l’Isee un indicatore della ricchezza accurato. Non c’è infatti nessun beneficio a presentare un Isee alto. Le famiglie con grandi disponibilità economiche, di conseguenza, non contribuiscono a questa statistica.

Nord e Sud sempre più distanti

I dati dell’Inps individuano subito una forte differenza nelle medie delle macro regioni in cui è divisa l’Italia:

  • il Nord-Est ha un Isee medio di 21mila euro;
  • il Nord-Ovesto ha un Isee medio di 19.800 euro;
  • il Centro ha un Isee medio di 19.500 euro;
  • il Sud ha un Isee medio di 14.800 euro;
  • le Isole hanno un Isee medio di 14.100 euro.

La divisione più netta si nota quindi tra le aree centrosettentrionali del Paese e il Sud e le Isole, tra cui si è creata una differenza tra i 5mila e i 6mila euro. In media, l’Isee cresce in tutta Italia, con una media dell’8% nell’ultimo anno. L’aumento è molto più rapido al Nord, con città come Modena che hanno vissuto una crescita del 90% dell’indicatore.

Le città con l’Isee più alto

Esistono però anche forti differenze tra le singole città. Anche all’interno di una stessa macro regione, infatti, si possono trovare comuni e province che hanno indicatori nettamente differenti. Le province con l’Isee più alto in assoluto sono:

  1. Lecco, con un Isee medio di 23.465 euro;
  2. Bolzano con un Isee medio di 23.409 euro;
  3. Trento con un Isee medio di 22.978 euro;
  4. Firenze con un Isee medio di 22.542 euro;
  5. Belluno con un Isee medio di 22.513 euro.

All’altro capo della classifica, le province dove vengono presentati gli Isee più bassi in media sono:

  1. Crotone con un Isee medio di 11.834 euro;
  2. Napoli con un Isee medio di 12.771 euro;
  3. Palermo con un Isee medio di 12.940 euro;
  4. Catania con un Isee medio di 13.026 euro;
  5. Reggio Calabria con un Isee medio di 13.086 euro;