Si può vivere di rendita con 100.000 euro? Attenzione agli investimenti

Scopri se 100.000 euro possono davvero generare una rendita sufficiente per vivere e quali rendimenti realistici si possono ottenere oggi con gli investimenti più diffusi

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Alessandra Di Bartolomeo

Giornalista di economia

Giornalista esperta di risparmio, ha maturato una vasta esperienza nella divulgazione di questioni economiche.

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L’idea di vivere con una rendita di 100.000 euro affascina molte persone, soprattutto in un periodo in cui il costo della vita continua a crescere e gli stipendi restano gli stessi. Ma è davvero possibile mantenersi con questa cifra oppure si tratta di un capitale troppo basso per generare delle entrate sufficienti? La riposta non è uguale per tutti. Dipende, infatti, da vari fattori come lo stile di vita, la tipologia di investimento che si sceglie e l’orizzonte temporale.

Per capire se 100.000 euro possono bastare è quindi necessario comprendere come funzionano gli investimenti, quali rendimenti si possono realmente ottenere e quali strategie utilizzare per far crescere il capitale nel tempo.

100mila euro come capitale iniziale bastano?

Le possibilità di vivere di rendita dipendono in primis dal rendimento che il capitale riesce a generare annualmente. Nel caso si investano 100.000 euro, il guadagno finale annuale dipenderà dal tasso di rendimento medio ottenuto nel tempo.

Per fare un semplice esempio, con un rendimento del 3%, si otterrebbero circa 3.000 euro annui lordi mentre con il 5% circa 5.000 euro lordi. Tali numeri mostrano già che una cifra di questo tipo può difficilmente garantire una rendita sufficiente per vivere.

Il costo della vita in Italia

In Italia, infatti, il costo della vita è abbastanza elevato e le spese quotidiane incidono molto sul budget familiare.

Secondo gli ultimi dati diffusi dall’Istat, nel 2024 la spesa media mensile delle famiglie è stata di circa 2.755 euro. Se si confronta tale dato con la rendita che potrebbe generare un capitale di 100.000 euro, appare evidente che gli interessi coprirebbero soltanto una piccola parte delle spese annuali.

Anche ipotizzando rendimenti più elevati rispetto a strumenti più prudenti, il reddito prodotto resterebbe comunque limitato.

Le tasse sui rendimenti

In più, bisogna considerare che la maggior parte dei rendimenti finanziari è tassata con un’aliquota del 26%, come accade ad esempio su dividenti ed Etf mentre alcuni strumenti come i titoli di Stato prevedono una tassazione più favorevole al 12,5%.

In ogni caso, una parte del rendimento deve essere versato allo Stato, per cui il guadagno effettivo che resta al risparmiatore si riduce. Ciò significa che la rendita reale che si può ottenere da 100.000 euro tende a diminuire ancora più dopo le imposte.

L’inflazione erode il capitale

Infine, è importante anche valutare l’inflazione, ovvero l’aumento dei prezzi nel tempo.  Se il rendimento degli investimenti non riesce a compensare quest’ultima, infatti, il potere di acquisto del denaro diminuisce pian piano.

Per tali motivi, nella maggior parte dei casi, 100.000 euro non sono sufficienti per vivere esclusivamente di rendita. Possono però essere un buon punto di partenza per generare delle entrate aggiuntive o per costruire nel tempo un patrimonio più ampio.

Cosa significa davvero vivere di rendita?

Vivere di rendita significa avere un reddito passivo sufficiente per coprire le spese giornaliere senza la necessità di lavorare.

Il denaro, quindi, non deriva da un’attività lavorativa che si svolge quotidianamente, ma dai rendimenti generati dal capitale accumulato nel tempo e investito in diversi strumenti patrimoniali o finanziari.

Chi riesce a raggiungere questa condizione può decidere di cambiare stile di vita, ridurre gli impegni professionali o dedicarsi ad attività che non generano reddito ma portano a una soddisfazione personale come viaggi o volontariato.

I trucchi del movimento Fire

Un concetto spesso collegato a questa idea è il movimento Fire, acronimo di Financial Independence, Retire Early, una filosofia di vita che punta a raggiungere l’indipendenza economica per poter andare in pensione molto prima dell’età prevista.

Il movimento Fire si pone come obiettivo quello di raggiungere una libertà economica prima dell’età pensionabile tradizionale mediante:

  • un forte controllo delle spese;
  • un alto tasso di risparmio;
  • investimenti a lungo periodo.

L’idea base della filosofia Fire è quella di ridurre le spese risparmiando il più possibile fin da giovani per poi poter vivere senza dipendere per forza dallo stipendio. Molti dei sostenitori del movimento puntano a mettere da parte una parte molto alta del proprio reddito annuale, in alcuni casi anche del 50% o del 70%.

Tali risparmi vengono poi investiti in strumenti finanziari diversificati che nel tempo sfruttano l’effetto dell’interesse composto ovvero il meccanismo mediante il quale gli interessi maturati generano a loro volta nuovi interessi.

Il capitale cresce quindi in modo progressivo e può arrivare a produrre una rendita sufficiente per le spese di ogni giorno.

C’è poi un altro principio basilare del Fire che è la regola del 4%. Essa suggerisce di non prelevare più del 4% dal proprio portafoglio di investimento nell’arco dell’anno. In questo modo, infatti, si possono sostenere le spese senza che il capitale si esaurisca.

Nel caso tale regola si applichi, si otterrebbe una rendita annua di circa 4.000 euro da usare per affrontare i costi di tutti i giorni. Tale importo può servire per integrare il reddito ma nella maggior parte dei casi non è sufficiente per coprire le necessità di una famiglia, soprattutto se si considera il costo della vita, l’inflazione e le tasse.

Raggiungere uno stile di vita da rendita richiede quindi un piano finanziario chiaro e realista, che tenga conto:

  • delle proprie spese;
  • degli obiettivi di lungo periodo;
  • dei rischi di mercato.

Per vivere solo dei guadagni del proprio capitale, una famiglia italiane dovrebbe possedere un patrimonio abbastanza alto. Seguendo la regola del 4% per avere una rendita annua di 30.000 euro servirebbero circa 750.000 euro.

Si tratta di una cifra che non è fissa per tutti ma che aiuta a capire quanto davvero serve per mantenere uno stile di vita medio in Italia.

Come generare una rendita dagli investimenti

Per poter viverre di rendita è necessario investire i propri risparmi in strumenti finanziari e immobiliari.

Ciascuno ha però dei rischi e delle caratteristiche diverse. Tra i più comuni ci sono sicuramente gli Etf che sono strumenti simili ai fondi che ma che sono quotati in borsa come le azioni. Grazie a essi si può investire in indici di mercato completi con costi bassi e una buona diversificazione. Ci sono poi:

  • le obbligazioni e i titoli di Stato che offrono un rendimento fisso periodico, ideali per chi cerca stabilità ma non offrono rendimenti molto elevati;
  •  i fondi di investimento e quelli indicizzati che raccolgono il capitale di più investitori per acquistare una portafoglio diversificato di obbligazioni o azioni riducendo il rischio concentrato su un unico titolo;
  • gli immobili che generano delle rendite mediante affitti e che possono rivalutarsi nel tempo.

Quando si può vivere con una rendita di 100.000 euro

È difficile vivere di rendita con 100.000 euro in Italia. Il motivo è che, come abbiamo detto, tale cifra non riesce a coprire le intere spese di una famiglia o uno stile di vita medio. Ci sono però delle situazioni in cui tale cifra può essere utile ovvero:

  • come integrazione di altre entrate;
  • se si decide di vivere in Paesi con un costo della vita moto basso;
  • investimenti mirati.

Con la cifra su indicata, quindi, non si ottiene un’indipendenza finanziaria completa. Può però essere un buon punto di partenza per incrementare il reddito, specie se combinata com altre fonti di entrata o con uno stile di vita semplice.

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