Investimenti esteri, Bologna prima in Italia e terza in Europa: i progetti più rilevanti

Bologna è terza in Europa e sesta al mondo, sia per investimenti sul territorio da investitori stranieri che per posti di lavoro creati

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Giorgio Pirani

Giornalista economico-culturale

Giornalista professionista esperto di tematiche di attualità, cultura ed economia. Collabora con diverse testate giornalistiche a livello nazionale.

Bologna è la prima città in Italia per la capacità di attrarre capitali stranieri destinati a investimenti industriali. Lo confermano i dati raccolti da Fdi Intelligence, una società del gruppo Financial Times, che nel 2023 indicano come il capoluogo emiliano abbia superato non solo Milano e Roma, ma anche le più dinamiche città europee come Oslo, Barcellona, Francoforte e Parigi. Questo primato è dovuto sia all’aumento delle operazioni effettuate da investitori stranieri sia alla crescita dei capitali esteri investiti e dei posti di lavoro creati di conseguenza.

La classifica: Bologna è sesta nel mondo

Bologna raggiunge il primo posto in Italia, ma è terza in Europa occidentale, superata solo dalle città tedesche di Mannheim e Stoccarda, e sesta a livello mondiale, dietro Craiova in Romania, Baku in Azerbaijan e Sharjah negli Emirati Arabi Uniti.

Questo posizionamento riconosce l’apertura internazionale del territorio emiliano e il ruolo storico di Bologna come crocevia geografico. “Le nostre aziende sono forti esportatrici e hanno stabilimenti in tutto il mondo – evidenzia Valter Caiumi, presidente di Confindustria Emilia area Centro –. Le connessioni che si creano sono preziose per attrarre investimenti diretti nella nostra città. Contano naturalmente anche le infrastrutture, di cui l’Emilia centrale è estremamente ricca, l’organizzazione per filiere delle industrie e le attività di promozione su cui lavoriamo attivamente anche come associazione”.

Inoltre, i notevoli investimenti in innovazione e ricerca, da parte sia del pubblico che del privato, stanno confluendo attorno al tecnopolo, diventato il “big data hub” del Paese e un nodo strategico del supercalcolo in Europa. Un ulteriore impulso è stato dato dalla misura pionieristica varata dalla Regione nel 2024, con la legge 14 per l’attrazione di investimenti, che ha sostenuto bandi per 372 milioni di euro a favore dello sviluppo del capoluogo negli ultimi anni.

I dati

La ricerca pubblicata da Fdi-Financial Times fornisce i valori di incremento del 2023 rispetto all’anno precedente e non dati assoluti. Pertanto, le variazioni record di Bologna (+200% nei progetti esteri di investimento greenfield, +692% nel capex in investimenti e +562% nei nuovi posti di lavoro creati), così come quelle delle altre città più dinamiche al mondo, vanno interpretate con cautela, considerando che i dati di partenza erano probabilmente bassi a causa della riduzione dei movimenti di capitali internazionali negli anni del Covid e post-pandemici. Complessivamente, nel 2023, le aziende di tutto il mondo hanno annunciato Investimenti Diretti Esteri (Ide) per oltre 1,33 miliardi di dollari, con meno progetti rispetto all’anno precedente ma una spesa media in conto capitale (capex) al livello più alto dal 2008.

La città leader mondiale per la crescita degli Ide nel 2023 è stata il polo universitario di Mannheim, nel sud-ovest della Germania, scelto dal gigante farmaceutico Roche. La Germania si aggiudica quattro dei primi dieci posti delle città europee più attrattive al mondo (oltre a Mannheim e Stoccarda, anche Norimberga e Monaco). Bologna è l’unica città italiana nella top ten, mentre Milano si trova al 22° posto in Europa (99° nel mondo), Barcellona al 38° posto in Europa (superata da Valencia al 9° posto) e Roma al 40° (170° nel ranking mondiale).

I progetti più rilevanti nel territorio

Tra i progetti esteri più rilevanti che hanno interessato l’area bolognese nell’ultimo anno, si distinguono l’Università delle Nazioni Unite dedicata ai Big Data e all’Intelligenza Artificiale per la gestione del cambiamento dell’habitat umano, con i cantieri in corso all’interno del Tecnopolo. La giapponese Ntt, gigante dell’information technology, ha investito 200 milioni di euro nella Data Valley con un piano di assunzioni di 400 profili hi-tech entro il 2025.

Anche il colosso del tabacco americano Philip Morris, che ha già investito oltre un miliardo di euro nel centro pilota di Crespellano per i prodotti senza fumo, e il gruppo Audi-VW, che attraverso Lamborghini e Ducati sta guidando la transizione verde della motor valley, stanno rinnovando da anni la loro scommessa sul bolognese.