Non solo oro, la transizione energetica spinge l’argento

La domanda da parte dell'industria dei pannelli solari e dei data center di intelligenza artificiale ha fatto salire il prezzo spot di oltre il 20% quest'anno.

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Redazione

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L’argento sta vivendo un momento di gloria: la domanda da parte dell’industria dei pannelli solari e dei data center di intelligenza artificiale ha fatto salire il prezzo spot di oltre il 20% quest’anno, rispetto al guadagno del 13% messo a segno dall’oro. Secondo il Silver Institute, la domanda è destinata ad aumentare e il calo delle forniture ha creato il secondo maggiore deficit di argento degli ultimi 20 anni.
L’argento metterà quindi in ombra l’oro come metallo prezioso principale? È l’interrogativo a cui risponde Albert Chu, portfolio manager, e Angus Poland, analista, strategie risorse naturali di Man Group.

Non solo oro

L’argento – spiega l’esperto –  “ha molte caratteristiche proprie dell’oro: è stato una riserva di valore per migliaia di anni, ha una stretta relazione con i tassi di interesse reali e possiede interessanti proprietà per fini industriali. Tuttavia, l’argento è molto più abbondante dell’oro e le miniere d’argento sotterranee hanno gradi (di concentrazione all’interno del minerale) oltre 100 volte superiori a quelli delle miniere d’oro. Detto questo, si tratta comunque di un metallo raro e per questo costa quasi un milione di dollari la tonnellata”.

Sebbene l’argento sia una riserva di valore riconosciuta, non è solitamente la prima scelta di investimento in caso di shock geopolitici o economici: l’oro attrae più flussi come bene rifugio, facendo meglio dell’argento in periodi di crisi. Tuttavia, quando le condizioni si stabilizzano, gli investitori iniziano a guardare all'”oro dei poveri” e l’argento sale di più”.

Lo scintillio industriale dell’argento

Le banche centrali privilegiano l’oro per la sua densità di prezzo, che è quasi 150 volte superiore a quella dell’argento. Questa preferenza ha sostenuto i prezzi dell’oro negli ultimi anni, un vantaggio di cui l’argento non ha goduto direttamente.

Anche se l’argento non è il metallo preferito dalle banche centrali, sta crescendo in ambito industriale. L’argento vanta infatti la più alta conducibilità elettrica e termica di tutti i metalli. Questa caratteristica, unita alla sua relativa abbondanza, lo rende il metallo primario per utilizzi industriali – il 54% dell’argento è utilizzato in applicazioni industriali, contro il 10% dell’oro. Questa domanda industriale può far salire i prezzi dell’argento durante i periodi di tassi d’interesse stabili, ma può anche farli scendere durante i periodi di bassa attività.

La transizione energetica fa brillare l’argento

In particolare, l’argento è un metallo al centro della transizione energetica. Con il passaggio dagli idrocarburi all’energia elettrica, cresce la domanda di circuiti, interruttori e motori, che utilizzano tutti l’argento. Questa domanda è prevista in espansione con l’aumento dei veicoli elettrici e dei data center di intelligenza artificiale.

L’uso finale più significativo dell’argento è nei pannelli solari, ognuno dei quali necessita di 10-20 grammi di argento per kilowatt. Bloomberg stima che quest’anno saranno costruiti oltre 500 gigawatt di unità fotovoltaiche (PV), che richiederanno circa 250 milioni di once d’argento, pari al 30% dell’offerta mondiale. La domanda è in rapida crescita, con un aumento del 67% delle installazioni fotovoltaiche solo tra il 2022 e il 2023.

Offerta in calo e dinamiche di prezzo in evoluzione

Anche il modo in cui vengono fissati i prezzi dell’argento si sta evolvendo, spiega ancora Chu sottolineando che storicamente erano i tassi reali a determinare i prezzi, dato il ruolo dell’argento come riserva di valore. Tuttavia, l’equilibrio tra domanda e offerta sta diventando ora molto più critico.

L’offerta di argento ha raggiunto il picco nel 2016 e da allora ha ristagnato a causa della mancanza di investimenti in un contesto di prezzi bassi e di requisiti ambientali, sociali e di governance (ESG) più severi che hanno scoraggiato lo sfruttamento di nuove miniere. Il Silver Institute prevede una diminuzione dell’1% dell’offerta totale di argento nel 2024, che porterà a un deficit di mercato previsto di 215,3 milioni di once, il secondo più grande in oltre 20 anni.

Questo deficit, determinato dalla transizione energetica, “rappresenta il vantaggio dell’argento rispetto alle migliori qualità dell’oro quanto a riserva di valore e bene rifugio“, conclude l’analista.