Arrivano timidi segnali di recupero dal Gruppo Stellantis nel primo trimestre del 2026, durante il quale si è registrata una ripresa della produzione nei principali stabilimenti (Melfi e Pomigliano), mentre resta grave la situazione a Cassino. Il recupero della produzione, comunque, fa riferimento ad un periodo in cui la guerra in Medioriente non aveva ancora esplicato pienamente i suoi effetti e non è tale dal compensare il trend negativo tracciato negli ultimi due due anni. E’ quanto emerge dall’ultimo rapporto trimestrale della Fim-Cisl, presentato oggi dal leader del sindacato Ferdinando Uliano.
Buon inizio del 2026 (prima della guerra…)
Dopo un biennio difficile, che ha visto la produzione dimezzarsi rispetto alle 751.384 unità del 2023, il Gruppo Stellantis ha registrato una apprezzabile ripresa della produzione negli stabilimenti italiani. Nel periodo gennaio-marzo si è registrato infatti un incremento del 9,5% per un totale di 120.366 unità prodotte, tra autovetture e veicoli commerciali, rispetto alle 109.900 dello stesso periodo del 2025. Lo scoroso anno la produzione si è contrata del 20%. La produzione di auto registra un aumento del 22% a 73.841 unità e quella dei veicoli commerciali segna invece una flessione pari a -5,8% a 46.525 unità. L’aumento della produzione di autovetture è stato trainato dalla 500 ibrida a Mirafiori e dalla nuova Jeep Compass a Melfi.
Cassino resta una zavorra
A livello di stabilimenti, solo l’impianto di Cassino registra un calo marcato (-37,4%), mentre risultano in forte crescita Melfi (+92,5%), Torino Mirafiori (+42,4%), Pomigliano (+6,7%) e Modena (+583%). Frena lo stabilimento Sevel di Chieti, pur confermandosi l’impianto con i maggiori volumi produttivi pari a circa 46.525 unità (il 39% della produzione italiana), in flessione del 5,8% rispetto al primo trimestre 2025, a causa dell’adeguamento della capacità produttiva legato alla nuova verniciatura.
Le prospettive per il 2026
Il 2026 dovrebbe beneficiare della produzione per l’intero anno della 500 ibrida, della nuova Jeep Compass e della DS8, cui si aggiungeranno in corso d’anno anche le nuove produzioni di DS7 e Lancia Gamma. Su queste si si prevede che la produzione si attesterà sui 500 mila veicoli complessivi, superiore a quello del 2025, con le auto sopra le 300 mila unità. Volumi che restano al di sotto di quelli del 2023, il cui avvicinamento dipenderà in larga misura dalla tenuta dei modelli già presenti negli stabilimenti e dal riscontro dei nuovi modelli sul mercato.
Motivo di preoccupazione il quadro economico internazionale, mentre c’è un barlume di ripresa sul piano occupazionale. Secondo il sindacato, fatta eccezione per Cassino, è prevedibile una riduzione sensibile dell’utilizzo degli ammortizzatori sociali e in alcune situazioni una crescita occupazionale e nuovi inserimenti.
Stellantis fra i peggiori oggi in Borsa
Nonostante le notizie positive giunte dal fronte sindacale, le azioni Stellantis si confermano nella decade dei peggiori nel paniere del FTSE MIB, con un calo dell’1,52% a 6,612 euro per azione. Una performance condizionata anche dalle sollecitazioni che giungono dal fronte geopolitico, anche se su settimana il titolo mantiene un rialzo di circa il 6%.