Spread a 65 punti e rendimenti in calo, titoli italiani sempre più sicuri per i mercati

Dopo il picco di inizio anno lo spread tra Btp italiani e Bund tedeschi ha ripreso la sua traiettoria discendente, riportandosi a 65 punti base grazie a un calo dei rendimenti

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Matteo Runchi

Editor esperto di economia e attualità

Redattore esperto di tecnologia e esteri, scrive di attualità, cronaca ed economia

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Torna a calare lo spread tra Btp italiani e Bund tedeschi. Il differenziale del rendimento tra i titoli di Stato del nostro Paese e quelli di Berlino è tornato a scendere dopo una serie di rialzi nei primi giorni dell’anno, che avevano fatto pensare a una possibile inversione di tendenza della traiettoria che, da aprile, ha portato al dimezzamento dello spread.

I livelli del differenziale sono tornati invece a quelli di fine 2025 arrivando a 65 punti base e scongiurando un ritorno sopra i 70. Si allontana nuovamente quindi la parità con i rendimenti dei titoli francesi, che stanno comunque rientrando ai livelli degli ultimi anni dopo un periodo di instabilità politica.

Spread in calo, torna a 65 punti

Dopo il picco di 68 punti base raggiunto il 5 gennaio, lo spread tra Btp italiani e Bund tedeschi è tornato a scendere. Quella che iniziava a sembrare un’inversione di tendenza, spinta dalle tensioni internazionali causate dall’attacco statunitense in Venezuela, sembra essere rientrata nella norma della traiettoria che il differenziale ha assunto da aprile dello scorso anno.

Lo spread ha aperto a 65,2 punti base, per poi portarsi, nelle prime ore della mattinata, pochi decimi sotto la soglia dei 65 punti, a 64,8. I rendimenti dei Btp italiani sono calati a 3,47%, contro il 3,58% del picco di pochi giorni fa. Un calo repentino che ha seguito da vicino, fino a superarlo, quello dei rendimenti dei titoli di Stato tedeschi, passati da 2,90% a 2,82%.

Le politiche di bilancio attente del governo italiano e la relativa stabilità dell’economia del nostro Paese hanno causato una riduzione del differenziale di rendimento con i titoli tedeschi molto significativa. Negli ultimi sei mesi il calo è stato del 28,29%, mentre in un anno il calo ammonta al 42,37%. Un aiuto è arrivato anche dalla Germania, la cui crisi economica ha fatto alzare i rendimenti dei Bund.

Francia più lontana

La riduzione dei rendimenti dei titoli di Stato italiani ha nuovamente allontanato la Francia, il cui spread (71 punti base) torna a essere sensibilmente più alto di quello italiano. Gli Oat, i titoli decennali di Parigi, rendono il 3,53%, un interesse inusualmente alto per questi strumenti di debito, giustificato dall’instabilità politica di cui il parlamento francese soffre dalle elezioni del 2024.

Sempre stabile a 43 punti invece lo spread della Spagna. Madrid ha inanellato una serie di risultati economici positivi, conclusi dalle stime di crescita per il 2025, con l’aumento del Pil che ha sfiorato i 3%. I mercati hanno quindi premiato il debito del Paese, con rendimenti a 3,25%.

Investire in titoli di Stato italiani

Come certificato anche dalle valutazioni delle agenzie di rating, il debito italiano è uno strumento di investimento sempre più sicuro. Grazie ai tassi di interesse ancora alti, i rendimenti rimangono però relativamente elevati. Per chi fosse interessato a investire nei titoli di Stato italiani, le prossime emissioni a gennaio saranno:

  • l’asta dei Bot del 9 gennaio;
  • l’asta medio-lungo termine del 13 gennaio;
  • l’asta Btp short – Btp€i del 27 gennaio;
  • l’asta dei Bot del 28 gennaio;
  • l’asta medio-lungo termine del 29 gennaio.

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