Lo spread tra Btp italiani e Bund tedeschi è rimasto sostanzialmente stabile rispetto all’apertura di ieri, a 116 punti base. I rendimenti sono leggermente cresciuti, arrivando al 4,54%. I mercati sono incerti per via delle elezioni in Israele, che non hanno restituito un chiaro vincitore e che fanno quindi temere per una nuova escalation con l’Iran.
Nella giornata di ieri si è conclusa la prima delle aste di fine mese dei titoli di Stato, con i Btp Short e i Btp€i che hanno raccolto 3,5 miliardi di euro.
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Spread stabile ma rendimenti in aumento per “colpa” delle elezioni in Israele
La normalizzazione dei mercati obbligazionari statali europei ha subito un rallentamento dopo i progressi di ieri, per via dei risultati delle elezioni in Israele.
Con più del 60% dei voti conteggiati il partito del premier uscente Benjamin Netanyahu è il più votato, ma ha perso un quinto dei suoi seggi in Parlamento. Soprattutto, né la sua coalizione, né quella dell’opposizione hanno la maggioranza, a causa dell’ottimo risultato dei partiti arabi, che hanno quasi raddoppiato i loro seggi.
Perché il petrolio e i rendimenti sono in crescita
La conseguenza di questi risultati è stato un aumento del prezzo del petrolio. I mercati temono un ritorno alle ostilità con l’Iran in un momento di instabilità per Israele, che avrebbe come conseguenza nuove difficoltà nelle esportazioni di petrolio dal Golfo Persico. Per questa ragione i rendimenti dei titoli di Stato sono tornati ad aumentare, al 4,54% per i Btp decennali italiani. Lo spread è però rimasto stabile a 116 punti base.
Anche nel resto d’Europa lo spread è fermo
Anche in Spagna lo spread è rimasto fermo ai livelli di ieri. I Bonos distano 64 punti base dai Bund, con rendimenti solo leggermente superiori rispetto a quelli di ieri, al 4,02%.
| Titoli di Stato | Rendimenti | Spread |
|---|---|---|
| Bund tedeschi | 3,37% | – |
| Btp italiani | 4,53% | 116 |
| Oat francesi | 4,95% | 158 |
| Bonos spagnoli | 4,02% | 65 |
Stabile anche la situazione in Francia. Una novità per gli Oat, che nelle ultime settimane hanno subito fortissimi rialzi a causa della speculazione. I rendimenti sono rimasti lontani dalla soglia del 5%, con lo spread di fatto stabile a 158 punti base.
Oggi le aste dei Bot, concluse con successo quelle dei Btp Short
Ieri si sono concluse le aste dei Btp Short Term e dei Btp€i:
- i Btp Short Term a 2 anni con scadenza a ottobre 2028 hanno raggiunto un rendimento del 3,55%;
- i Btp€i in scadenza nel 2032 hanno raggiunto un rendimento dell’1,69%;
- i Btp€i in scadenza nel 2035 hanno raggiunto un rendimento del 2,10%.
Oggi si terranno invece le aste dei Bot, i titoli di Stato a più breve termine. Saranno emessi:
- un Bot con 4 mesi di vita residua (ISIN IT0005699340);
- un Bot con 1 mese di vita residua (ISIN IT0005684888).
L’ultima asta, quella dei titoli a medio e lungo termine, si terrà invece domani 29 ottobre e comprenderà:
- un Btp in scadenza a febbraio 2031 con cedola annua lorda del 3,50%;
- un Btp in scadenza a febbraio 2032 con cedola annua lorda del 3,95%;
- un Btp in scadenza a ottobre 2036 con cedola annua lorda del 4,00%.