Come cambia il lavoro: le 10 competenze più richieste entro il 2030

AI, pensiero creativo, curiosità e capacità di adattamento: quali saranno le abilità su cui puntare da qui al 2030 secondo il World Economic Forum

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Emanuela Galbusera

Giornalista di attualità economica

Giornalista pubblicista, ha maturato una solida esperienza nella produzione di news e approfondimenti relativi al mondo dell’economia e del lavoro e all’attualità, con un occhio vigile su innovazione e sostenibilità.

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Quali sono le competenze che le aziende cercano oggi? E quali saranno quelle destinate a diventare sempre più importanti nei prossimi anni? Una risposta arriva dal World Economic Forum, che nel Future of Jobs Report 2025 ha analizzato l’evoluzione delle competenze richiesta dalle imprese nei prossimi anni.

Il rapporto, basato sulle risposte di oltre 1.000 aziende che rappresentano più di 14 milioni di lavoratori, mette a confronto le competenze considerate già fondamentali nel 2025 con quelle di cui è prevista la crescita maggiore entro il 2030 e stima che circa il 39% delle competenze attualmente richieste nel lavoro cambierà o diventerà obsoleto entro il 2030.

Dal report emerge un mercato del lavoro in rapida trasformazione. Se pensiero analitico, resilienza e capacità di adattamento restano competenze centrali, a crescere più velocemente saranno soprattutto quelle legate alla tecnologia: AI e Big Data, cybersecurity e alfabetizzazione tecnologica. Ma il quadro è tutt’altro che dominato dalle macchine: accanto alle competenze digitali, il WEF indica infatti anche creatività, curiosità, leadership e capacità di apprendere continuamente.

Il risultato è un mercato del lavoro che cambia rapidamente: se un anno fa dominavano il pensiero analitico e la resilienza, nei prossimi anni assisteremo al boom delle competenze tech legate a dati, sicurezza informatica e intelligenza artificiale.

Le competenze più importanti nel 2025: il fattore umano al centro

Nel 2025 la core skill considerata più importante dalle aziende è il pensiero analitico: il 69% degli intervistati lo indica come fondamentale per la propria forza lavoro. Al secondo posto si trovano resilienza, flessibilità e agilità, indicate dal 67% delle aziende. Seguono leadership, influenza sociale (61%) e pensiero creativo (57%).

Nella top 10 entrano poi motivazione e consapevolezza di sé, alfabetizzazione tecnologica, empatia e ascolto attivo, curiosità e apprendimento continuo, gestione dei talenti e orientamento al servizio e al cliente. Da notare che l’intelligenza artificiale non è ancora ai primi posti tra le competenze fondamentali: nel 2025 AI e big data si trovano all’11° posto, indicati dal 45% delle aziende. Ma la classifica proiettata verso il 2030 mostra uno scenario ben diverso.

 le 10 competenze più richieste entro il 2030 secondo il World Economic Forum

Le 10 skills che cresceranno di più entro il 2030: AI e big data su tutte

La classifica del World Economic Forum mostra che il lavoro del futuro non sarà definito soltanto dalla conoscenza delle nuove tecnologie. Le tre competenze in più rapida crescita sono AI e big data, reti e cybersecurity e alfabetizzazione tecnologica, ma nella top 10 trovano spazio anche pensiero creativo, resilienza, curiosità e apprendimento continuo.

  1. AI e Big Data
  2. Reti e cybersecurity
  3. Alfabetizzazione tecnologica (Technological literacy)
  4. Pensiero creativo
  5. Resilienza, flessibilità e agilità
  6. Curiosità e apprendimento permanente
  7. Leadership e influenza sociale
  8. Gestione dei talenti
  9. Pensiero analitico
  10. Gestione ambientale (Environmental stewardship).

È la combinazione tra capacità digitali e competenze umane a delineare il profilo dei lavoratori che le aziende prevedono di cercare entro il 2030. Le competenze tecniche sono la condizione d’ingresso, ma sono le competenze umane a fare la differenza sul lungo periodo.

Le 3 grandi tendenze che guidano il mercato del lavoro

Dall’analisi incrociata dei dati del World Economic Forum emerge un mercato del lavoro sempre più condizionato da tre grandi trasformazioni: la crescita dell’intelligenza artificiale e delle competenze digitali, la crescente importanza delle capacità umane e la centralità della sostenibilità.

  1. L’AI e la cybersecurity spingono la domanda di competenze digitali. Come abbiamo visto l’AI e i Big Data conquistano la vetta assoluta tra le competenze a più rapida crescita, e contemporaneamente cresce l’esigenza di proteggere sistemi, dati e infrastrutture da un numero crescente di minacce informatiche. La cybersecurity diventa così una skill sempre più strategica e le aziende cercano professionisti capaci sia di addestrare e gestire gli algoritmi, sia di proteggere le infrastrutture digitali.
  2. Più tecnologia significa anche più valore per le competenze umane. Più la tecnologia diventa potente, più le aziende cercano persone capaci di pensare con la propria testa, adattarsi ai cambiamenti e lavorare bene in team. Lo dimostra il fatto che il pensiero creativo e la resilienza siano nei primi posti della top ten, rispettivamente 4° e 5° posto tra le competenze in più rapida crescita. Le aziende non cercano semplici esecutori tecnici, ma figure ibride in grado di abbinare competenze informatiche a capacità di problem solving e adattamento al cambiamento.
  3. L’impatto della sostenibilità. Per la prima volta entra con forza nella top 10 delle competenze emergenti la gestione ambientale (Environmental stewardship). Le normative ESG, gli obiettivi di decarbonizzazione e le richieste dei consumatori stanno spingendo le imprese a ricercare profili capaci di guidare la transizione ecologica e gestire la sostenibilità aziendale a 360 gradi.

Il risultato è un mercato del lavoro nel quale competenze tecnologiche e competenze umane saranno complementari, ed è proprio dalla capacità di combinarle che potrebbe dipendere una parte crescente della competitività professionale nei prossimi anni.