Nei primi minuti dopo l’apertura dei mercati finanziari del 27 marzo lo spread tra Btp italiani e Bund tedeschi ha toccato quota 97 punti base, tornando di fatto ai livelli di inizio settimana. Sono venuti meno infatti gli elementi che avevano riportato il differenziale sotto controllo nei giorni scorsi e il risultati è che i rendimenti dei titoli di Stato del nostro Paese sono andati oltre il 4%.
Le trattative tra Iran e Usa citate dal presidente statunitense Trump, a cui i mercati avevano scelto di credere martedì, sembrano meno concrete di quanto la Casa Bianca volesse far credere. Gli Stati Uniti, nel frattempo, stanno continuando a mandare truppe in Medio Oriente e potrebbero invadere l’isola di Kharg.
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Lo spread torna ai livelli di inizio settimana
Lo spread tra Btp italiani e Bund tedeschi è arrivato a 97 punti base, tornando a livelli simili a quelli di lunedì 23 marzo. I rendimenti dei benchmark a 10 anni sono arrivati al 4,07%, mentre anche i Bund sono cresciuti sensibilmente, di oltre 15 millesimi in una sola giornata.
La ragione è la stessa che aveva causato il picco di lunedì, la crescente instabilità del conflitto mediorientale. In settimana le rassicurazioni di Donald Trump su una trattativa in corso avevano calmato i mercati ma, con il passare del tempo e i continui rinvii degli ultimatum statunitensi su un attacco alle infrastrutture energetiche iraniane, la prospettiva di un accordo si è fatta meno credibile.
A preoccupare i mercati c’è anche il continuo aumento della concentrazione di truppe legate alle forze speciali statunitensi in Medio Oriente. Diversi analisti pensano che gli Usa potrebbero tentare un’invasione dell’isola di Kharg, da cui passa il 90% del petrolio esportato dall’Iran. Un passo che rappresenterebbe l’ennesima escalation nel conflitto.
Anche la Francia accusa il colpo
Le turbolenze sui mercati obbligazionari sembrano toccare solo marginalmente il debito spagnolo. Per tutta la settimana, i Bonos si sono infatti mantenuti a uno spread stabile, vicino ai 53 punti base. Anche nell’apertura particolarmente instabile di venerdì 27 marzo, i titoli di Stato spagnoli hanno tenuto la linea di crescita dei rendimenti di quelli tedeschi.
| Titoli di Stato | Rendimenti | Spread |
|---|---|---|
| Bund tedeschi | 3,10% | – |
| Btp italiani | 4,07% | 97 |
| Oat francesi | 3,85% | 75 |
| Bonos spagnoli | 3,64% | 54 |
Sta iniziando invece a cedere alla pressione il debito francese. Gli Oat hanno mostrato il primo scostamento significativo della settimana dalla loro linea di andamento dei rendimenti. Lo spread con i Bund è infatti cresciuto a 75, dopo essere rimasto vicino ai 70 punti base per giorni.
L’ultima asta di marzo con i rendimenti al 4%
Nella giornata di oggi 27 marzo si concludono le aste dei titoli di Stato italiani di marzo, con quella dei Btp a medio e lungo termine e dei CctEu.
| Tipologia | Codice ISIN | Scadenza | Cedola/Rendimento | Offerta Max (mln) |
|---|---|---|---|---|
| Btp a 5 anni | IT0005671273 | 01/02/2031 | 2,85% | 2.500 € |
| Btp a 10 anni | IT0005676504 | 01/01/2036 | 3,45% | 2.500 € |
| CctEu | IT0005680753 | 15/04/2035 | 2,90% | 3.500 € |
Ad aprile si terranno nuove aste mensili, con date già rese note dal Mef:
- il 9 aprile si terrà l’asta dei Bot;
- il 10 aprile si terrà l’asta dei Btp a medio e lungo termine;
- il 24 aprile si terrà l’asta dei Btp Short e dei Btp€i;
- il 28 aprile si terrà una nuova asta dei Bot;
- il 29 aprile si terrà l’ultima asta del mese, sempre di Btp a medio e lungo termine.