Montepaschi: utile 1° trimestre a 521 milioni di euro (+15,6%)

La Banca senese ha annunciato i risultati del 1° trimestre confrontati con quelli pro-forma che includono Mediobanca in fase di integrazione

Foto di QuiFinanza

QuiFinanza

Redazione

QuiFinanza, il canale verticale di Italiaonline dedicato al mondo dell’economia e della finanza: il sito di riferimento e di approfondimento per risparmiatori, professionisti e PMI.

Pubblicato:

Chiedi a QuiFinanza

Banca Monte dei Paschi di Siena ha chiuso il primo trimestre con risultati in crescita a due cifre ed in linea con la traiettoria strategica delineata nel Piano industriale 2026-2030, confrontati con i risultati pro-forma che includono il contributo del Gruppo Mediobanca, con la quale prosegue il processo di integrazione post OPS.

I risultati del 1° trimestre

La banca senese ha chiuso il trimestre con un utile netto di 521 milioni di euro e un risultato ante imposte di 911 milioni, in crescita del 15,6% trimestre su trimestre e del 6,7% su base annua rispetto ai dati pro forma inclusivi del

ricavi complessivi si sono attestati a 1.960 milioni di euro, in aumento del 2,9% anno su anno (su base pro forma) e del 3% rispetto al trimestre precedente. La crescita è stata trainata sia dal margine di interesse (+1,9% t/t, a 1.036 milioni) sia dalle commissioni nette (+2,8% t/t, a 618 milioni), con un’accelerazione del 7,6% trimestrale nella componente di wealth management e advisory.

Escludendo il perimetro Mediobanca (925 milioni di ricavi), gli stessi aggregati ammontano a 1.034 milioni, in crescita del 2,7% rispetto allo stesso periodo del 2025.

Gli oneri operativi si sono attestati a 859 milioni di euro, in flessione del 3,1% rispetto al trimestre precedente. Le spese per il personale ammontano a 542 milioni, mentre le altre spese amministrative si fermano a 249 milioni. Il rapporto cost/income si è ridotto al 44%, con un calo di 3 punti percentuali rispetto al trimestre precedente. Il risultato operativo netto è salito a 947 milioni di euro (+9,5% t/t e +3,4% a/a pro forma).

Sul fronte patrimoniale, il Common Equity Tier 1 Ratio si è attestato al 15,9% (dal 16,2% di fine 2025), con un buffer rispetto ai requisiti regolamentari pari a circa 650 punti base, tenuto conto dell’introduzione dal 1° aprile 2026 del buffer O-SII allo 0,50%. Il Total Capital Ratio è pari al 17,9%. I coefficienti sono calcolati al netto dei dividendi maturati nel trimestre sulla base di un payout ratio fino al 100% dell’utile netto.

L’andamento della raccolta e dei finanziamenti

La raccolta complessiva del Gruppo è risultata pari a 360,6 miliardi di euro, sostanzialmente stabile rispetto a fine 2025. La raccolta commerciale totale ha raggiunto 290,5 miliardi (+16,7 miliardi rispetto a marzo 2025 pro forma), con flussi lordi di wealth management in crescita del 10% trimestre su trimestre.

I finanziamenti alla clientela ammontano a 146,3 miliardi (+3,5 miliardi rispetto a dicembre 2025), sostenuti dalla crescita dei mutui (+1,8 miliardi) e dei PCT (+1,8 miliardi). Gli impieghi lordi performing sono pari a 129 miliardi (+1,0% t/t e +5,2% a/a pro forma). Nel trimestre il Gruppo ha erogato 1,7 miliardi di mutui ipotecari alle famiglie e 2,7 miliardi di credito al consumo.

La posizione di liquidità evidenzia una counterbalancing capacity non impegnata pari a 48,9 miliardi di euro, con LCR al 157% e NSFR al 121%. Il patrimonio netto del Gruppo e di pertinenza di terzi è salito a 30,7 miliardi, dai 30,2 miliardi di fine 2025, principalmente per l’utile del trimestre.

Processo integrazione con Mediobanca avanza

MPS ha confermato che prosegue il processo di integrazione con Mediobanca, per completare la riorganizzazione delle cinque aree di attività del Gruppo ed accelerare la creazione di valore per tutti gli stakeholders.

“Entriamo nella fase successiva con una governance pienamente consolidata, priorità allineate e un forte orientamento ai risultati”, ha affermato l’Amministratore delegato Luigi Lovaglio nel corso della conference call con gli analisti, aggiungendo che il CdA di nuova nomina “garantisce la continuità della leadership, rafforzando al contempo le competenze e le capacità operative di ciascuno”.