Intesa Sanpaolo, utile 2025 per 9,3 miliardi. Presentato il Piano 2026-2029

La Banca guidata da Carlo Messina conferma la solidità del business e la creazione di valore per l'economia reale e per tutti gli stakeholders

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Redazione

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Risultati 2025 in linea con le aspettative dell’anno e superiori al vecchio Piano 2022-2025, appena concluso,  l’avvio di un nuovo e più ambizioso Piano d’impresa 2026-2029 che punta su 11,5 miliardi di utile e 50 miliardi di distribuzioni agli azionisti a fine periodo. Intesa Sanpaolo si conferma così la banca più resiliente d’Europa, in grado di operare con successo in ogni scenario e di realizzare una significativa e sostenibile creazione e distribuzione di valore.

I numeri del 2025

Intesa Sanpaolo nel 2025 ha chiuso l’esercizio 2025 con  un utile netto di 9,3 miliardi di euro (in crescita del 7,6% rispetto agli 8,7 miliardi del 2024), a fronte di oltre un miliardo allocato a valere sull’utile ante imposte dell’anno per l’ulteriore rafforzamento della sostenibilità futura dei risultati del Gruppo.

Il risultato della gestione operativa è in aumento dell’ 1,5% rispetto al 2024, mentre i costi operativi sono in diminuzione dello 0,6% rispetto al 2024.  Proventi operativi netti pari a 27,3 miliardi, in crescita dello 0,6% rispetto al 2024, con un +6,3% per le commissioni nette (quasi 10 miliardi) ed un +4,6% per il risultato dell’attività assicurativa (1,8 miliardi), a fronte della diminuzione del 5,9% registrata dagli interessi netti (14,8 miliardi).

Patrimonializzazione molto solida, con coefficienti patrimoniali su livelli largamente superiori ai requisiti normativi. Al 31 dicembre 2025, il Common Equity Tier 1 ratio è risultato pari al 13,9%, in crescita nell’anno di circa 110 centesimi di punto, al 13,2% deducendo anche 2,3 miliardi di euro di buyback da avviare a luglio 2026, senza considerare circa 100 centesimi di punto di beneficio derivante dall’assorbimento delle imposte differite attive (DTA).

Supporto all’ec0nomia e creazione di valore per azionisti

La Banca conferma il suo pieno supporto all’economia reale con circa 86 miliardi di euro di nuovo credito a medio-lungo termine nel 2025 (+23% rispetto al 2024), con circa 56 miliardi in Italia (+30% rispetto al 2024), di cui circa 48 miliardi erogati a famiglie e piccole e medie imprese (+27% rispetto al 2024); circa 2.850 aziende italiane riportate in bonis da posizioni di credito deteriorato nel 2025 e circa 146.800 dal 2014, preservando rispettivamente circa 14.250 e 734.000 posti di lavoro.

Il solido andamento economico e patrimoniale dell’anno si è tradotto in una significativa creazione di valore per tutti gli stakeholder, fondata anche sul forte impegno ESG del Gruppo. In particolare, c’è un significativo ritorno cash per gli azionisti con dividendi complessivi per 6,5 miliardi di euro (3,2 miliardi quale acconto dividendi 2025 pagato a novembre 2025 e 3,3 miliardi proposti quale saldo dividendi 2025 da pagare a maggio 2026) e un buyback pari a 2,3 miliardi di euro da avviare a luglio 2026 (autorizzato dalla BCE).

Il nuovo Piano 2026-2029

Il Consiglio di Amministrazione di Intesa Sanpaolo ha anche  approvato il Piano di Impresa 2026-2029, fondato sul contributo di circa 60.000 persone del Gruppo, che conferma la Banca come un gruppo solido, a “zero NPL” e digitale, con un modello di business focalizzato sui ricavi da commissioni, efficiente e resiliente in grado di realizzare una forte creazione e distribuzione di valore senza rischio di esecuzione, e leader per impatto sociale.

Nel quadriennio, Intesa Sanpaolo intende creare circa 500 miliardi di euro di valore per tutti gli stakeholder per gli azionisti circa 50 miliardi di euro; per le famiglie e le imprese nuovo credito a medio-lungo termine per circa 374 miliardi di euro, di cui circa 260 miliardi in Italia; per le persone del Gruppo circa 28 miliardi di euro; per i fornitori circa 17 miliardi di euro; per il settore pubblico circa 26 miliardi di euro di imposte (dirette e indirette); per il sustainable lending nuovo credito pari al 30% del totale del nuovo credito a medio-lungo termine erogato;  per i bisogni sociali un contributo di circa un miliardo di euro.

I target del Piano indicano al 2029 un risultato netto in aumento a oltre 11,5 miliardi di euro dai 9,3 miliardi del 2025, un  ROE in aumento al 22% dal 18% del 2025,  un risultato corrente lordo in aumento a 18 miliardi di euro da 13,5 miliardi del 2025 (+7,5% CAGR) ed un risultato della gestione operativa in aumento a 19,4 miliardi di euro nel 2029 da 15,8 miliardi nel 2025 (+5,3% CAGR).

Elevata patrimonializzazione, con  Common Equity Tier 1 ratio superiore al 12,5% come obiettivo in ciascun anno del
2026-2029 e forte capacità di generazione organica di capitale che permette un’elevata flessibilità per la distribuzione, atteso pari al 13,2% nel 2029, in linea con il 13,2% del 2025.

E’ prevista la distribuzione di circa 50 miliardi di euro agli azionisti, con payout ratio al 95% per ciascun anno del 2026-2029, di cui il 75% in dividendi cash ed il 20% in buyback. Ulteriori distribuzioni saranno valutate anno per anno a partire dal 2027 .

Crescita nel digitale e nel segmento internazionale

Oltre all’espansione nei canali tradizionali, Intesa prevede una crescita nel digitale con Isybank, che si prevede acquisisca un milione di nuovi clienti entro il 2029, con un aumento del numero di clienti a oltre 2 milioni dal milione del 2025, con una crescita delle attività finanziarie della clientela presso Isybank a circa 8 miliardi di euro nel 2029 da circa 2,9 miliardi del 2025 e del risultato netto a circa 100 milioni di euro nel 2029 da circa 19 milioni nel 2025 (+52% CAGR).

Il Piano vede anche una crescita delle banche controllate internazionali e la realizzazione di piene sinergie con le
altre Divisioni, mediante un’evoluzione del modello di business supportato. In particolare, è atteso un rafforzamento delle competenze di consulenza della rete, una nuova rete di consulenza “Fideuram-style” costituita da circa 1.200 consulenti finanziari (di cui circa 30% dipendenti riconvertiti e riqualificati) per accelerare la crescita nel Wealth Management & Protection, un rafforzamento delle competenze digitali e il lancio di una macchina di acquisizione clienti di nuova generazione adottando le funzionalità di isytech. Le iniziative si prevede portino per la Divisione International Banks nel 2029, rispetto al 2025, a un aumento del risultato netto a 1,8 miliardi di euro da 1,2 miliardi (+10% CAGR), degli impieghi alla clientela a 67 miliardi da 49 miliardi (+8% CAGR), delle commissioni a un miliardo da 0,7 miliardi (+9% CAGR) e delle attività finanziarie della clientela a 122 miliardi da 96 miliardi (+6% CAGR).