È stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto Milleproroghe. Il provvedimento introduce una lunga lista di proroghe su diversi settori: dalla fiscalità alla scuola, dall’occupazione alla gestione ambientale.
Il decreto contiene diverse disposizioni che hanno un impatto significativo sul lavoro, in particolare su Zes, donne e giovani, e misure fiscali come il nuovo sistema di rettifica della detrazione Iva.
Indice
Misure fiscali e aiuti di Stato prorogati al 2027
Tra le disposizioni del decreto Milleproroghe figura la proroga al 2027 per la rettifica della detrazione Iva. Per tutto il 2026, imprese e professionisti che cambiano il regime fiscale potranno quindi continuare a utilizzare un calcolo globale per categorie, rimandando l’obbligo al 1° gennaio 2027.
Slittano al 2027 anche i termini per la notifica degli atti di recupero degli aiuti di Stato. Con la proroga si punta a una riscossione graduale, concedendo più tempo per regolarizzare le posizioni pendenti ed evitare contestazioni.
Lavoro: bonus giovani, donne e proroga Zes
Il decreto Milleproroghe ha una ricca sezione sul tema lavoro e imprese. Si vanno infatti a prorogare il bonus giovani, il bonus donne e la Zes.
Ricordiamo che l’agevolazione “bonus giovani” permette l’assunzione di personale under 35, mai occupato a tempo indeterminato, con esonero contributivo al 70%. La contribuzione torna al 100% se l’azienda dimostra un incremento occupazionale netto. È possibile usufruirne entro aprile.
Invece il “bonus donne” viene prorogato per tutto il 2026. Resta confermato l’esonero totale al 100% dei contributi previdenziali per 24 mesi. A beneficiarne sono le donne, di qualsiasi età, che non hanno un impiego retribuito regolarmente da almeno sei mesi e con residenza nella zona Zes (o da 24 mesi se residenti altrove).
Il “bonus Zes” permette l’assunzione nelle regioni del Mezzogiorno con esonero al 70%, elevabile al 100% in caso di incremento di occupazione netto. Ricordiamo inoltre che la zona Zes si allarga a comprendere anche Umbria e Marche.
Le misure per la scuola
Altro articolo ampio è il sesto, quello relativo alla scuola. Nel Milleproroghe, infatti, vengono confermate le coperture per il fondo “La Buona Scuola” per il triennio 2026-2028. Viene anche prorogata, per l’anno 2026-2027, la disciplina transitoria sulla mobilità straordinaria dei dirigenti scolastici. Con la proroga, i dirigenti potranno presentare istanza anche per l’anno 2026-2027.
Slitta invece al 31 dicembre 2026 l’adozione del decreto per definire le modalità di valutazione dei rischi degli edifici scolastici. Resta quindi, al momento, ancora la fase transitoria e senza effetti diretti.
Novità per il settore salute
Il decreto dispone anche una serie di novità sul tema della sanità. Nell’articolo cinque vengono infatti annunciati i criteri per l’individuazione delle priorità di accesso ai punti unici di assistenza presso le case della comunità, ma anche la composizione e le modalità di funzionamento dell’unità di valutazione multidisciplinare.
Passaggio discusso è invece la proroga fino al 31 dicembre 2026 dello scudo penale, che limita la responsabilità degli esercenti una professione sanitaria, in situazioni di grave carenza di personale, ai soli casi di colpa grave.
Il cuore della norma sembra essere però il comma 10, quello relativo al trattenere in servizio, su loro richiesta, i dirigenti medici e sanitari anche dopo aver superato il limite di età di 65 anni. Viene infatti riconfermata la possibilità per le stesse amministrazioni di riammettere in servizio il personale sanitario andato in pensione a partire dal 1° settembre 2023.
Sempre con l’intento di rafforzare i servizi sanitari regionali, viene dato l’ok a ricorrere agli idonei collocati in graduatorie concorsuali in vigore per tutto il 2026 e a conferire incarichi semestrali di lavoro autonomo ai medici specializzandi, nonché incarichi a tempo determinato al personale delle professioni sanitarie, operatori socio-sanitari e medici specializzandi iscritti regolarmente all’ultimo anno di corso della scuola di specializzazione.
Così vengono anche estesi fino al 31 dicembre 2026 gli attuali requisiti di partecipazione ai concorsi per il personale medico per l’accesso alla dirigenza del Ssn per medicina di emergenza-urgenza.