Cina, tensioni e proteste contro Xi. Cosa sta succedendo

Di fronte a una ripresa della circolazione del coronavirus sono subito tornati i lockdown. E sono ripartite le proteste che rischiano ora di assumere una valenza politica.

La Cina raggiunge un nuovo record di contagi da Covid-19 ma l’esasperazione di tre anni di pandemia sta sfociando in pesanti proteste contro il governo di Xi Jinping e la politica di “tolleranza zero” perseguita per sconfiggere il virus. A maggior ragione perché la gran parte dei contagi è asintomatica, ma le misure di restrizione continuano ad avere effetti devastanti sull’economia.

Numeri

Il numero di nuovi contagi da coronavirus, secondo i dati della Commissione nazionale per la salute, ha raggiunto un nuovo record di 40.347, ma la gran parte (36.525 pari al 90,5% del totale) è asintomatica. La maggioranza dei casi è stata trasmessa localmente, entro i confini del Paese, in particolare nelle città di Guangzhou, Pechino e Chongqing. Circa 342.000 persone restano però in isolamento come portatori asintomatici del virus.

Il boomerang della tolleranza zero

La politica della “tolleranza zero” del governo cinese si sta rivelando un boomerang per la leadership cinese, come dimostrano le migliaia di persone scese in strada a manifestare in varie città del Paese chiedendo a gran voce una svolta democratica e le dimissioni del Presidente Xi Jinping. Un pericoloso precedente che ricorda gli scontri di Piazza Tienanmen.

Proteste

Fogli bianchi tra le mani in segno di protesta contro il lockdown, si sono sollevate folle a Shanghai e Pechino, ma anche nelle città di Nanchino, Qingdao, Chengdu e Wuhan, la località da cui è partita la pandemia nel gennaio 2000.La popolazione visibilmente esausta dopo tre anni di pandemia, restrizioni, test di massa e restrizioni dei diritti e della sfera personale sta mettendo pesantemente in discussione le scelte di Xi che di recente, in occasione della rielezione per il terzo mandato, ha ribadito di voler andare avanti con la politica intransigente nei confronti del virus.

Le proteste sempre più insistenti contro il regime del Pcc stanno spaventando anche i mercati finanziari, con le piazze cinesi che viaggiano tutte in deciso ribasso: Shanghai perde lo 0,75%, Shenzhen lo 0,69%, Hong Kong l’1,31% e Taiwan l’1,5%.

Prospettive

Cosa accadrà nelle prossime settimane? Esperti e sinologi tendono a dividersi: per la maggioranza di essi le protreste non riguardano tanto l’architettura di potere – che si basa sul tacito scambio benessere diffuso al prezzo delle libertà politiche e – quanto piuttosto le libertà personali legate alla pandemia. Cioè la Cina non rischierebbe una nuova piazza Tienanmen perché nel mirino non ci sarebbe il Partito bensì la libertà di movimento. Secondo altri però la piega sta diventando politica, secondo una massima risalente a Mao per cui “Una piccola scintilla può incendiare la prateria”. Anche perché un vaccino poco efficace e le conseguenti chiusure stannoerodendo anche la produzione e di conseguenza l’economia, su cui si basa il patto tacito.