Auto elettriche, gli incentivi 2024 portano al +15% le vendite: bene anche Stellantis

Gli incentivi governativi sulle auto elettriche rialzano i numeri delle vendite e segnano a giugno 2024 un confortante +15 per cento: cresce anche Stellantis dopo i risultati negativi di maggio.

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Riccardo Castrichini

Giornalista

Nato a Latina nel 1991, è laureato in Economia e Marketing e ha un Master in Radio, Tv e Web Content. Ha collaborato con molte redazioni e radio.

L’impatto che gli incentivi 2024 hanno avuto sulla vendita delle auto elettriche è stato molto importante a giugno. A rivelarlo sono proprio i dati di vendita che evidenziano come, nel mese appena conclusosi, siano state immatricolate 160.046 autovetture in totale, ovvero il 15 per cento in più rispetto allo stesso periodo del 2023. Tale risultato è figlio soprattutto dell’incremento della vendita delle auto elettriche che, da sole, registrano una crescita delle immatricolazioni di quasi il 9 per cento.

Auto elettriche, gli incentivi 2024 aumentano le vendite

Il dato 2024 sulla vendita delle auto nel consuntivo gennaio-giugno è stato pari a 886.386 nuove immatricolazioni, con la crescita che rispetto allo stesso arco temporale del 2023 è stata pari al 5,3 per cento. Vi è da registrare, tuttavia, un calo del 18,2 per cento rispetto al periodo per pandemico (2019). Nei risultati 2024, come detto, pesa molto la crescita nella vendita delle auto elettriche, +9 per cento, con il dato che è figlio in Italia soprattutto degli incentivi che sono stati concessi dal governo. Quelli rivolti ai veicoli con la batteria full electric, infatti, sono stati messi a disposizione dei cittadini il 3 giugno 2024 e sono andati esauriti in pochi giorni.

La crescita del mercato delle auto elettriche in Italia

Gian Primo Quagliano, a capo del Centro Studi Promotor di Bologna, ha commentato i dati sulla vendita delle auto in Italia sottolineando che i “sussidi alle elettriche sono risultati particolarmente graditi dal pubblico”. Le ragioni sarebbero da ricercare nell’ammontare degli incentivi stessi: “Arrivano fino a un massimo di 13.750 euro, che è una cifra superiore alla metà del prezzo delle auto elettriche più economiche attualmente offerte sul mercato italiano”.

Gli annunciati incentivi sulle auto elettriche nel 2024 si erano fatti attendere, tanto che molti concessionari avevano una lunga lista di preordini per l’acquisto di auto elettriche in attesa di ottenere lo sconto statale. Si è trattato di una novità assoluta per l’Italia, visto che nel corso degli scorsi anni tali somme rimanevano, nel più dei casi, inutilizzate da parte dei cittadini che prediligevano comprare altri veicoli.

“L’eccezionale successo degli incentivi all’auto elettrica – ha aggiunto Quagliano – ha ribaltato la situazione perché, a fronte dell’esaurimento in un solo giorno dei fondi per incentivi alle elettriche, a distanza di un mese è ancora disponibile il 23 per cento dello stanziamento per le auto ibride plug-in e il 45 per cento dello stanziamento per le auto tradizionali con emissioni da 61 a 135 grammi di CO2 al chilometro per un totale di 247 milioni”. La domanda per le auto elettriche, dunque, è reale, ma ha bisogno di essere incentivata significativamente.

Auto elettriche, cresce anche Stellantis

La chiusura del primo semestre del 2024 ha fatto rialzare la testa anche a Stellantis, tornato a salire nel numero delle proprie immatricolazioni anche se ancora in misura minore rispetto al resto del mercato. A giugno 2024 il gruppo ha registrato 48.254 nuove registrazioni di veicoli, ovvero un +11,3 per cento rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. Lo stesso parametro a maggio 2024 era sceso del 13,9 per cento, con Stellantis che ha dunque riguadagnato quota nel mercato italiano anche grazie agli incentivi. È al 30,1 per cento (giugno 2024), poco sotto rispetto allo stesso dato del 2023 quando era al 31,1 per cento. Se si guarda all’arco temporale dei primi sei mesi del 2024, il gruppo guidato da Carlos Tavares ha immatricolato 283.642 vetture (+1,5 per del primo semestre 2023) con la quota di mercato che è pari del 31,9 per cento (da 33,2 per cento).