La Borsa del 26 gennaio, prevale la cautela a Piazza Affari in attese delle trimestrali e Fed

Attesa per mercoledì la decisione della Federal Reserve se tagliare o lasciare invariati i tassi di interesse. Nuovi record per oro e argento

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Giorgio Pirani

Giornalista economico-culturale

Giornalista professionista esperto di tematiche di attualità, cultura ed economia. Collabora con diverse testate giornalistiche a livello nazionale.

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Le ultime notizie della Borsa italiana ed internazionale.

  1. Mercati europei cauti, tonica Piazza Affari

    Giornata all’insegna della prudenza per i mercati azionari europei, dove gli operatori si sono mostrati cauti in vista dei prossimi appuntamenti macroeconomici. In questo contesto, Piazza Affari si è distinta positivamente, registrando una performance migliore rispetto agli altri listini continentali. Sul fronte internazionale, permangono le tensioni geopolitiche e commerciali, che spingono gli investitori a cercare rifugio nei beni considerati più sicuri. L’oro, infatti, ha aggiornato i suoi massimi storici, superando per la prima volta la soglia dei 5.000 dollari l’oncia, e chiudendo la sessione con un balzo dell’1,97%. Al contrario, il petrolio ha vissuto una giornata debole, con il Light Sweet Crude in calo dello 0,25%.

    Tra i principali listini europei, Francoforte è rimasta sulla parità, Londra non ha mostrato variazioni rilevanti e Parigi ha archiviato la seduta senza spunti significativi. Milano, invece, ha chiuso in lieve progresso: il Ftse Mib ha segnato un incremento dello 0,26%. Sul listino principale svettano Lottomatica (+2,51%), Banco BPM (+1,61%), Intesa Sanpaolo (+1,33%) e Moncler (+1,29%). Tra i titoli più penalizzati si segnalano DiaSorin (-3,28%), Leonardo (-2,65%), STMicroelectronics (-2,58%) e Fincantieri (-2,35%).

  2. Europa prosegue cauta a metà seduta

    Le Borse europee mostrano andamenti contrastanti a metà seduta, con gli investitori orientati alla prudenza in vista dei principali appuntamenti della settimana: la decisione della Federal Reserve sui tassi d’interesse, attesa mercoledì, e la pubblicazione delle trimestrali di quattro big tecnologiche americane tra le “Magnifiche 7” (Meta, Microsoft, Apple e Tesla). A Piazza Affari l’indice sale dello 0,36%, sostenuto in particolare dal comparto bancario.

    In un contesto di crescente avversione al rischio, continua la corsa dei beni rifugio: l’oro spot ha superato in mattinata la soglia dei 5.100 dollari l’oncia (ora scambia a +2,10%, a 5.092), mentre l’argento tocca nuovi record, attestandosi a 109,7 dollari (+6,13%).

    A Milano, i rialzi sono guidati dalle banche, con Banco BPM (+2,58%) e Intesa Sanpaolo (+1,16%) in evidenza. Bene anche TIM (+1,4%), dopo le indiscrezioni su possibili trattative con Open Fiber per l’attivazione di 200.000 nuove linee in fibra ottica. Sul fronte opposto, prese di beneficio penalizzano il comparto difesa, con Fincantieri (-2,58%) in fondo al listino. Debole anche Diasorin (-1,86%), mentre il mercato valuta il nuovo accordo di distribuzione esclusiva con Fisher Scientific e la nomina di Alberto Donati a nuovo CFO del gruppo.

     

  3. Spread a 60 punti

    Avvio stabile per lo spread tra Btp e Bund. Il differenziale tra i due titoli di Stato è invariato a 60,4 punti, con il rendimento del decennale italiano che scende al 3,49 per cento.

  4. Ondata di trimestrali in arrivo

    Le Borse europee iniziano la settimana con cautela, in attesa della decisione della Federal Reserve sui tassi d’interesse (in programma mercoledì) e dell’inizio delle trimestrali delle “Magnifiche 7” di Wall Street.

    Negli Stati Uniti, la stagione delle trimestrali in corso questa settimana vedrà quattro delle “Magnifiche 7 di Wall Street” presentare i propri risultati. Microsoft, Meta e Tesla (in calendario mercoledì) saranno particolarmente osservate per la crescita legata ad AI e cloud, oltre che per le loro previsioni future. I conti di Apple (giovedì) serviranno invece a valutare la resilienza dei consumi globali e i margini di profitto.

  5. Scende Stellantis

    Diasorin ha chiuso a 71,84 euro, in calo dell’1,97%. Tenaris ha registrato un valore di 18,70 euro, con una diminuzione dell’1,45%. Stellantis ha terminato la giornata a 8,194 euro, in ribasso dell’1,12%. Prysmian ha chiuso a 96,56 euro, con una variazione negativa dello 0,82%. Infine, Saipem ha registrato un valore di 2,936 euro, in calo dello 0,64%.

     

    NOME VALORE VAR %
    Diasorin 71,84 -1,97
    Tenaris 18,70 -1,45
    Stellantis 8,194 -1,12
    Prysmian 96,56 -0,82
    Saipem 2,936 -0,64
    Stmicroelectronics 24,495 -0,59
    Brunello Cucinelli 81,52 -0,59
    Campari 5,996 -0,43
    Fincantieri 16,98 -0,41
    Azimut 36,76 -0,38
  6. In ripresa Tim e Ferrari

    Telecom Italia ha aperto la giornata con un valore di 0,5756, registrando un aumento dell’1,09%. Banco Bpm ha raggiunto un valore di 12,515, con un incremento dello 0,89%. Mediobanca ha ottenuto un valore di 17,08, in crescita dello 0,86%. Ferrari ha aperto a 286,50, con un aumento dello 0,77%. Infine, Italgas ha raggiunto un valore di 9,93, con un incremento dello 0,66%.

     

    NOME VALORE VAR %
    Telecom Italia 0,5756 +1,09
    Banco Bpm 12,515 +0,89
    Mediobanca 17,08 +0,86
    Ferrari 286,50 +0,77
    Italgas 9,93 +0,66
    A2a 2,495 +0,60
    Lottomatica Group 20,84 +0,58
    Enel 9,069 +0,58
    Unicredit 72,11 +0,49
    Generali 33,57 +0,48
  7. Come aprono le Borse

    Questa mattina, la borsa di Londra ha aperto in rialzo dello 0,21%, mentre Parigi ha registrato un leggero calo dello 0,15%. A Milano, invece, la seduta si è aperta all’insegna dell’incertezza, con un aumento dello 0,23%.

  8. Nuovi record per oro e argento

    Intanto oro e argento hanno raggiunto nuovi massimi storici, rispettivamente a 5.111 dollari e 109,45 dollari l’oncia.

    Questo andamento è dovuto alle incertezze geopolitiche, commerciali e monetarie generate dalla politica del presidente americano Donald Trump. Il rendimento dei Treasury Usa a 10 anni è sceso al 4,21%, mentre quello del Btp a 10 anni è al 3,51%.

  9. I titoli da tenere d’occhio

    Sul listino milanese, Intesa Sanpaolo smentisce le voci di colloqui con Ca’ de Sass per la cessione della sua quota in Generali. Sia la banca italiana che il gruppo Caltagirone, proprietario di Ca’ de Sass, hanno negato le indiscrezioni.

    Mps, invece, convocherà nuovamente il consiglio di amministrazione mercoledì 28 gennaio per definire la lista dei candidati per il rinnovo dei vertici. Il Comitato nomine intende escludere l’amministratore delegato dal processo di selezione e ha messo in discussione la ricandidatura di Luigi Lovaglio a causa delle indagini a suo carico a Milano.

    Infine, Tim e Open Fiber, operatore di rete in fibra ottica, sarebbero in trattative per attivare 200.000 nuove linee in fibra ottica, con l’obiettivo di raddoppiare la copertura a 400.000 linee entro la metà del 2028. Queste trattative rientrano nei piani di espansione della partnership commerciale tra le due società.

    Infine, nel settore del lusso, Jefferies ha rivisto i target price su:

    • Brunello Cucinelli da 107 a 93 euro (rating hold);
    • Ferrari da 310 a 300 euro (rating hold);
    • Moncler da 49 a 51,7 euro (rating hold).
  10. Cosa farà la Fed

    Le borse europee sono attese poco mosse, con il futures sull’Eurostoxx50 in rialzo dello 0,05%, nella settimana della riunione della Federal Reserve, che si concluderà mercoledì 28 gennaio.

    Dopo tre tagli consecutivi dei tassi di interesse da 25 punti base in ciascuno degli ultimi tre meeting del 2025, i futures sui Fed Fund indicano almeno un’altra riduzione identica del costo del denaro nel corso dell’anno, secondo i dati di Lseg. Tuttavia, non è previsto alcun taglio nella prima riunione del 2026. Gli investitori saranno particolarmente attenti alle minacce del presidente statunitense, Donald Trump, all’indipendenza dell’istituto centrale, soprattutto dopo l’avvio di un’indagine da parte dell’amministrazione Usa contro il governatore, Jerome Powell, il cui mandato scade a maggio. L’indagine riguarda il progetto miliardario di ristrutturazione della sede della Fed.