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La Borsa del 23 marzo, piazze europee in ordine sparso ma Milano chiude in positivo
Nella Borsa di Milano il Ftse Mib chiude in rialzo dello 0,81%. Il discorso di Trump rassicura parzialmente i mercati
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La chiusura delle Borse europee
Chiusura contrastata ma nel complesso positiva per le principali Borse europee. A guidare i rialzi è Francoforte, che termina la seduta con un solido +1,22%, seguita da Madrid in progresso dell’1,04% e da Parigi, che archivia gli scambi con un +0,79%. Più debole Londra, unica tra i maggiori listini a chiudere in territorio negativo, con una flessione contenuta dello 0,24%.
A Milano il Ftse Mib consolida il trend positivo, attestandosi a 43.189,80 punti in rialzo dello 0,81%, in linea con il clima complessivamente favorevole sui mercati del continente anche se privo di un vero slancio.
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Borsa, i titoli in maggior rialzo a chiusura di giornata
Qui di seguito i titoli in maggior rialzo a fine giornata nella Borsa italiana relativamente a tutti gli indici:
Nome Valore Var % Italian Sea Group Srl 1,05 +14,60% Lanxess 12,60 +10,82% EPH SpA 0,0930 +10,71% -
Borsa, i titoli in maggior ribasso a chiusura di giornata
Qui di seguito i titoli in maggior ribasso a fine giornata nella Borsa italiana relativamente a tutti gli indici:
Nome Valore Var % Alfio Bardolla Training Wnt 0,04 -34,36% EuKedos SpA 0,5000 -14,53% Bechtle 26,14 -14,13% -
Calano petrolio e gas
Grazie ai primi segnali di allentamento delle tensioni con l'Iran, con il discorso di Trump che ha annunciato cinque giorni di stop negli attacchi all'Iran, le quotazioni del greggio invertono la rotta: sia il Wti che il Brent registrano flessioni superiori al 10%. Nello specifico, il barile americano scende sotto la soglia dei 100 dollari, mentre quello europeo si stabilizza intorno alla medesima cifra.
Il gas naturale scambiato sulla piattaforma Ttf di Amsterdam cala del 7% sotto quota 60 euro.
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Il crollo dell'oro
Il prezzo dell'oro è crollato: dai recenti massimi storici a 5.600 dollari l’oncia, l’oro ha perso il 25% finendo a 4.200 dollari.
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Borsa, titoli in maggior rialzo a metà giornata
Qui di seguito titoli in maggior rialzo a metà giornata nella Borsa italiana relativamente all'indice Ftse Mib:
Nome Valore Var % Telecom Italia 0,598 +3,78 Ferrari 281,30 +2,74 Unicredit 61,20 +2,63 Brunello Cucinelli 74,10 +2,43 Banco Bpm 11,495 +2,22 Prysmian 95,82 +2,04 Mediobanca 15,925 +1,92 Intesa Sanpaolo 5,055 +1,79 Amplifon 8,506 +1,62 Buzzi 43,18 +1,55 -
Borsa, titoli in maggior ribasso a metà giornata
Qui sotto titoli in maggior ribasso a metà giornata nella Borsa italiana relativamente all'indice Ftse Mib:
Nome Valore Var % Diasorin 55,92 -12,30 Poste Italiane 19,70 -8,16 Eni 22,535 -3,53 Inwit 6,245 -2,12 Leonardo 59,56 -1,72 Tenaris 24,07 -1,71 Snam 6,288 -1,29 Terna 9,512 -1,14 Campari 5,872 -0,68 A2a 2,326 -0,60 -
Spread Btp Bund a 97 punti base
Lo spread tra Btp italiani e Bund tedeschi è aumentato ancora in apertura del 23 marzo: il differenziale è arrivato a 97 punti, con i rendimenti dei buoni del Tesoro a 10 anni a una media del 4,02%.
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Borsa italiana, titoli in maggior rialzo all'apertura del 23 marzo
Di seguito l'elenco dei titoli che all'apertura della Borsa italiana del 23 marzo 2026 hanno segnato i maggiori rialzi relativamente all'indice Ftse Mib:
Nome Valore Var % Telecom Italia 0,606 +5,17 Amplifon 8,38 +0,12 C'è ben poco di cui parlare: i rialzi limitati a Telecom Italia e Amplifon confermano un mercato selettivo e improntato alla cautela. Il progresso di Telecom è legato soprattutto a dinamiche specifiche: è notizia recentissima che Poste Italiane ha lanciato un’offerta pubblica di acquisto e scambio volontaria (Opas) totalitaria su Tim. Amplifon, invece, beneficia di un rimbalzo tecnico dopo il recente crollo.
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La Borsa del 23 marzo, il discorso di Trump calma petrolio e gas mentre l'oro è in discesa
Di seguito l'elenco dei titoli che all'apertura della Borsa italiana del 23 marzo 2026 hanno segnato i maggiori ribassi relativamente all'indice Ftse Mib:
Nome Valore Var % Poste Italiane 20,19 -5,87 Prysmian 90,84 -3,26 Unicredit 57,88 -2,93 Bper Banca 10,18 -2,72 Bca Pop Sondrio 14,715 -2,68 Stmicroelectronics 26,055 -2,54 Saipem 3,336 -2,46 Leonardo 59,18 -2,34 Italgas 9,50 -2,31 Banca Monte Paschi Siena 6,906 -2,25 L'apertura di Borsa del 23 marzo mostra ribassi diffusi e concentrati su bancari, industriali ed energia. Non è tanto segno di una crisi di un settore specifico, quanto un aumento del rischio percepito che va a colpire anche titoli che sembravano esenti come Poste Italiane. I mercati stanno prezzando uno scenario più rischioso, non necessariamente un crollo imminente dell’economia reale.
Il calo simultaneo di banche (Unicredit, Bper, Mps, Popolare di Sondrio) indica che il mercato è in tensione e le banche sono tipicamente il primo termometro del ciclo.
Per quanto riguarda energia e industria, titoli come Saipem, Prysmian, Leonardo e Italgas in rosso riflettono una incertezza su forniture energetiche (Stretto di Hormuz) e rischio di escalation militare (Libano, Iran). Questo aumenta la volatilità e i costi attesi per le imprese. Su Leonardo, probabilmente, pesa anche un riequilibrio dopo l'escalation dei giorni precedenti.
Nel tech è sotto pressione Stmicroelectronics.
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Aperture in calo sui mercati
Aperture di Borsa in calo in Europa diverse piazze: Francoforte -1,94%, Londra -1,43%, Parigi -1,61%, Milano -2,13%.
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Crolla l’oro
Il prezzo dell'oro crolla a 4.153 dollari l'oncia, segnando il -9,2%. La settimana scorsa il costo dell'oro aveva raggiunto quotazioni superiori ai 5.000 dollari.
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La guerra in Iran trascina a fondo i mercati
Si prospetta un’apertura negativa per le borse europee, influenzata dalla performance dei mercati asiatici, con il Nikkei in calo del -3,48%. L’attenzione degli investitori resta concentrata sulla guerra in Iran: Donald Trump ha intimato a Teheran di riaprire lo Stretto di Hormuz entro 48 ore, minacciando in caso contrario attacchi alle centrali elettriche del Paese.
La risposta iraniana è stata immediata: di fronte a tali pressioni, lo Stretto verrebbe completamente chiuso. Sullo sfondo, persistono inoltre i timori di una possibile offensiva terrestre di Israele in Libano.
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Il termometro dell'economia è timido
Nella mattinata di lunedì 23 marzo, l'indice Future Euro Stoxx 50 è in calo rispetto alla chiusura della sessione precedente: 5.335, pari a -102 (-1,87%). Significa che il mercato ha aspettative timide e che oggi il sentiment è non è positivo. Si ricorda che l'indice, rappresentando le 50 società ad alta capitalizzazione azionaria di 11 paesi dell'area euro (tra cui colossi come le italiane Enel e Intesa Sanpaolo) è uno dei termometri della salute economica delle grandi imprese europee.
La quotazione Brent del prezzo del petrolio a quota 109,40 dollari al barile (+2,81%) lascia presagire che sarà un'altra giornata di passione in Borsa, soprattutto per le imprese energivore.