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La Borsa del 14 settembre, Milano chiude in rosso a -1,7%: si salva solo Campari
Da monitorare i titoli del petrolio, con il prezzo del greggio che sfiora i 102,5 dollari al barile. In Italia attenzione anche ai bancari
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Milano maglia nera d’Europa
Giornata negativa sui mercati europei, appesantiti dalle vendite sui titoli tecnologici e dalle tensioni geopolitiche in Medio Oriente. A pesare sul sentiment degli investitori sono stati anche l’allarme sulla sicurezza lanciato dai principali operatori dell’intelligenza artificiale e il nuovo rialzo del prezzo del petrolio, alimentato dall’escalation nella regione.
In controtendenza ha chiuso soltanto il Ftse 100 di Londra, in progresso dello 0,5%. Gli altri principali listini del Vecchio Continente hanno terminato la seduta in territorio negativo:
- il Dax di Francoforte ha ceduto lo 0,3%;
- il Cac 40 di Parigi è sceso dello 0,8%;
- l’Ibex 35 di Madrid ha perso l’1,3%.
A Piazza Affari il Ftse Mib ha chiuso in calo dell’1,7%, a 51.628 punti. A trascinare al ribasso l’indice sono stati soprattutto i titoli maggiormente esposti, direttamente o indirettamente, all’industria tecnologica. Prysmian ha perso il 7%, mentre StM ha lasciato sul terreno il 6,5%. Fuori dal paniere delle blue chip, Technoprobe ha registrato una flessione dell’8,6%.
In una seduta dominata dalle vendite, Campari si è mossa in controtendenza, chiudendo con un progresso del 5,5%. Il titolo ha beneficiato della promozione da parte di Morgan Stanley, che ha rivisto la raccomandazione portandola a “overweight”.
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Piazza Affari accelera al ribasso
Dopo le ore 13 il Ftse Mib accelera al ribasso e cede l’1,15%, scendendo a 51.900 punti. A pesare sull’indice sono soprattutto le vendite su Technoprobe e StM, entrambe in calo del 10%, mentre Prysmian arretra del 6%. In controtendenza si muovono Campari, in rialzo del 5,6%, e Diasorin, che guadagna l’1,4%.
Le azioni Campari registrano il rialzo più significativo delle ultime sei settimane. A sostenere il titolo è la promozione di Morgan Stanley, che ha portato la propria raccomandazione a “overweight”. Secondo la banca d’affari, la strategia adottata dal produttore di bevande sta iniziando a produrre risultati e potrebbe essere ormai vicina una svolta nella generazione di cassa.
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Spread a 87 punti
Apertura in rialzo per lo spread tra Btp e Bund. All’avvio della seduta di lunedì 14 settembre, il differenziale di rendimento tra il Btp decennale benchmark e il titolo tedesco di pari durata si attesta a quota 87 punti base, in aumento rispetto agli 84 punti registrati alla chiusura di venerdì.
In rialzo anche il rendimento del Btp decennale benchmark, che ha aperto la seduta al 4,39%, contro il 4,35% del closing precedente. Il titolo italiano si riporta così sui massimi livelli da fine 2023, segnalando una rinnovata tensione sui mercati del debito sovrano europeo.
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Giù Prysmian e StM
Sul versante dei ribassi, Prysmian segna la flessione più marcata della giornata, cedendo il 4,24% e scendendo a 121,85 euro. Seguono Stmicroelectronics, in calo del 3,35% a 43,175 euro, e Buzzi, che perde l’1,11% a 38,45 euro. Tra i titoli bancari, Banca Monte Paschi Siena e Intesa Sanpaolo aprono entrambe in territorio negativo, rispettivamente a -0,65% e -0,63%.
Nome Valore Var % Prysmian 121,85 -4,24 Stmicroelectronics 43,175 -3,35 Buzzi 38,45 -1,11 Stellantis 4,625 -0,96 Azimut 38,52 -0,93 Inwit 6,475 -0,84 Enel 8,882 -0,84 Italgas 8,23 -0,65 Banca Monte Paschi Siena 11,90 -0,65 Intesa Sanpaolo 6,789 -0,63 -
Bene Campari e Cucinelli
La seduta vede Campari guidare la classifica dei titoli in rialzo con un guadagno del 3,22%, portando il titolo a quota 5,906 euro. Seguono Brunello Cucinelli, che avanza dell’1,41% a 77,80 euro, e Leonardo, in crescita dell’1,18% a 50,59 euro. Tra i titoli energetici, Eni registra un aumento dell’1,02%, attestandosi a 24,245 euro, mentre Lottomatica e Diasorin aprono rispettivamente a +0,81% e +0,74%.
Nome Valore Var % Campari 5,906 +3,22 Brunello Cucinelli 77,80 +1,41 Leonardo 50,59 +1,18 Eni 24,245 +1,02 Lottomatica Group 27,55 +0,81 Diasorin 73,94 +0,74 Poste Italiane 26,20 +0,54 Tenaris 24,78 +0,53 Recordati Ord 52,25 +0,48 Telecom Italia 7,649 +0,45 -
Come aprono i mercati
Le principali piazze finanziarie europee hanno aperto la seduta di lunedì 14 settembre con toni prevalentemente negativi. Francoforte ha registrato un avvio debole, con l’indice Dax in calo dello 0,27%, mentre Parigi ha segnato un ribasso più marcato, attestandosi a -0,58%.
In territorio negativo anche Milano, dove il Ftse Mib ha aperto in flessione dello 0,48%. In controtendenza, invece, Londra: il Ftse 100 ha aperto la fase di apertura in rialzo dello 0,35%.
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A cosa fare attenzione oggi
Occhi sui titoli bancari. Né Mps né Generali sarebbero obbligate a cedere le rispettive partecipazioni incrociate qualora il Leone si trovasse a detenere una quota di circa il 6% in Mps a seguito dell’offerta pubblica di scambio lanciata dalla banca per Banca Generali. Lo ha dichiarato a La Repubblica l’amministratore delegato di Mps, Luigi Lovaglio.
Secondo Lovaglio, la banca ha richiesto un parere legale e ha chiarito che l’obbligo di ridurre la partecipazione al di sotto del 3% non si applicherebbe nel caso in cui Generali ricevesse azioni Mps nell’ambito di un’offerta di scambio, anziché acquistarle direttamente sul mercato.
Occhi anche su Poste Italiane, che ha raggiunto il 66,63% del capitale di Telecom Italia alla chiusura dell’offerta pubblica di acquisto e scambio promossa dal gruppo controllato dallo Stato. L’offerta riaprirà dal 21 al 25 settembre.
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Europa attesa in calo
I futures sull’indice Eurostoxx 600 segnano un calo dello 0,3% nella seduta di lunedì 14 settembre, risentendo di una sessione asiatica in territorio negativo. La pressione sui listini arriva dal rapido rialzo del prezzo del petrolio e dal warning diffuso da Anthropic, che ha contribuito a deprimere gli indici tecnologici: i futures sul Nasdaq, infatti, accusano una flessione più marcata, attestandosi a -1,2%.
Sul fronte energetico, il Brent ha toccato un picco del +3,7%, superando quota 108 dollari al barile, per poi ridimensionare parzialmente i guadagni e stabilizzarsi intorno a 107,2 dollari. Il Wti, invece, si è portato leggermente al di sotto dei 103 dollari.