La Borsa dell’11 marzo, Piazza Affari in rosso: corrono Mediobanca e Mps dopo la fusione

Le borse restano in calo, influenzate dal Medio Oriente e dalla volatilità dei mercati energetici. Prezzi del petrolio sotto controllo

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Giorgio Pirani

Giornalista economico-culturale

Giornalista professionista esperto di tematiche di attualità, cultura ed economia. Collabora con diverse testate giornalistiche a livello nazionale.

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Le ultime notizie della Borsa italiana ed internazionale.

  1. Milano ancora in rosso

    Le incertezze sulla durata del conflitto tra Stati Uniti e Iran, i prezzi del petrolio a livelli elevati nonostante il rilascio record delle riserve di emergenza dell’Aie per 400 milioni di barili e la prospettiva di un taglio dei tassi da parte della Fed e della Bce sempre più lontana, hanno creato una tempesta perfetta che colpisce nuovamente i mercati europei, in calo per il dodicesimo giorno consecutivo a causa del conflitto in Medio Oriente.

    In questo scenario, Piazza Affari è una delle peggiori in Europa, con il Ftse Mib che cede l’1% e brucia altri 8,4 miliardi di capitalizzazione. Tra le poche a salvarsi ci sono Mediobanca (+2,1%) e Mps (+1,2%), che si allineano al nuovo concambio in vista della fusione (al netto dei dividendi). Nexi chiude in forte rialzo (+2,6%). Quasi tutto il resto del listino è in rosso, con in fondo il tonfo di DiaSorin (-6,7%) e la debolezza del comparto Difesa, con Leonardo in calo del 3,2%.

  2. Resta in negativo Piazza Affari

    Le borse europee si muovono in territorio negativo a metà seduta, con i listini caratterizzati da un andamento volatile. Dopo aver registrato perdite superiori all’1%, i mercati avevano temporaneamente ridotto il calo, per poi tornare nuovamente sotto pressione. A Milano il Ftse Mib perde lo 0,9%, mentre il Cac 40 di Parigi arretra dello 0,7%. Più marcato il ribasso del Dax di Francoforte (-1,4%), seguito dal Ftse 100 di Londra (-0,8%), dall’Aex di Amsterdam (-0,4%) e dall’Ibex 35 di Madrid (-0,3%).

    A Piazza Affari i riflettori sono puntati su Mediobanca (+2,8%) e Mps (+1,2%), dopo che i rispettivi consigli di amministrazione hanno fissato il rapporto di concambio per l’operazione di fusione a 2,45. Nel complesso tiene il comparto bancario, con l’eccezione di UniCredit, in calo dell’1,8%. Deboli invece i titoli della difesa, con Leonardo (-3,7%) e Fincantieri (-2,9%) tra i peggiori del listino.

  3. Spread a 70 punti

    Avvio in leggero rialzo per lo spread tra BTp e Bund, dopo una seduta caratterizzata dalla forte discesa dei rendimenti sulla curva euro. A inizio seduta il differenziale di rendimento tra il BTp decennale benchmark e il pari scadenza tedesco si è attestato a 70 punti base dai 69 punti di ieri. In rialzo anche il rendimento del BTp decennale di riferimento che apre la giornata al 3,58% dal 3,53% della chiusura di ieri.

  4. Giù Unicredit

    Sul fronte opposto, Unicredit guida i ribassi con una flessione dell'1,98% a 67,45 euro, seguita da Leonardo a -1,86% a 61,30 euro. In calo anche Azimut (-1,50% a 33,45 euro), Intesa Sanpaolo (-1,44% a 5,286 euro) e Stellantis (-1,42% a 5,973 euro).

    Nome Valore Var %
    Unicredit 67,45 -1,98%
    Leonardo 61,30 -1,86%
    Azimut 33,45 -1,50%
    Intesa Sanpaolo 5,286 -1,44%
    Stellantis 5,973 -1,42%
    Stmicroelectronics 28,845 -1,30%
    Generali 32,90 -1,14%
    Recordati Ord 46,96 -1,10%
    Unipol 19,50 -1,04%
    Telecom Italia 0,5982 -0,96%
  5. Salgono ancora Mps e Mediobanca

    In avvio di seduta, tra i titoli del Ftse Mib spicca Mediobanca in testa ai rialzi con un progresso del 2,32% a 16,535 euro, sull'onda dell'annuncio della fusione con Mps, anch'essa in territorio positivo con +0,97% a 7,466 euro. Bene anche Buzzi (+0,59% a 44,30 euro), Nexi (+0,41% a 2,956 euro) e Saipem (+0,32% a 3,401 euro).

    Nome Valore Var %
    Mediobanca 16,535 +2,32%
    Banca Monte Paschi Siena 7,466 +0,97%
    Buzzi 44,30 +0,59%
    Nexi 2,956 +0,41%
    Saipem 3,401 +0,32%
    Bper Banca 11,32 +0,27%
    Finecobank 19,595 +0,20%
  6. Come aprono le Borse

    Avvio di seduta in rosso per le principali piazze finanziarie europee. Milano cede lo 0,86%, in linea con Parigi che perde lo 0,80%. Più pesante Francoforte, che apre in ribasso dell'1,02%, mentre Londra limita le perdite a -0,63%.

  7. Mps-Mediobanca, i cda dicono sì alla fusione

    Giornata ricca di notizie sul fronte societario. La più attesa è l'ufficializzazione della fusione tra Monte dei Paschi di Siena e Mediobanca, dopo il via libera dei rispettivi consigli di amministrazione: gli azionisti di Mediobanca riceveranno 2,45 azioni Mps per ogni titolo in portafoglio. Il Monte ha inoltre comunicato che all'assemblea del 15 aprile proporrà la distribuzione di un dividendo in contanti da 0,86 euro per azione.

    Nel settore della difesa, Leonardo ha perfezionato una nuova linea di credito da 600 milioni di euro con un pool di banche italiane e internazionali, con scadenza a cinque anni, per rifinanziare il debito già rimborsato a gennaio.

    Conferma in arrivo anche per Matteo Del Fante alla guida di Poste Italiane: secondo fonti Reuters, il governo sarebbe pronto ad affidargli un quarto mandato triennale. Del Fante è alla testa del gruppo dal 2017 e il suo attuale incarico scade ad aprile.

  8. Guerra Usa-Iran prosegue, 16 imbarcazioni distrutte

    Le borse europee si preparano a un'apertura in rosso mercoledì, dopo la seduta positiva di martedì. A pesare sugli investitori è la combinazione tra l'instabilità geopolitica in Medio Oriente e la volatilità dei mercati energetici. Il conflitto tra Stati Uniti, Israele e Iran è arrivato al dodicesimo giorno senza segnali concreti di una tregua, nonostante le dichiarazioni ottimistiche di Donald Trump: Washington ha comunicato di aver distrutto 16 navi iraniane impiegate nella posa di mine nel Golfo.

    Sul fronte energetico, il petrolio frena dopo le indiscrezioni su una possibile mossa storica dell'Agenzia Internazionale dell'Energia (IEA), che starebbe valutando il rilascio di riserve strategiche di portata record per stabilizzare i mercati.