La Borsa del 10 settembre, Milano chiude in rosso a -0,13%: volatile il settore bancario

La persistenza del greggio sopra i 100 dollari alimenta il nervosismo degli investitori, preoccupati per i costi energetici e l’inflazione

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Giorgio Pirani

Giornalista economico-culturale

Giornalista professionista esperto di tematiche di attualità, cultura ed economia. Collabora con diverse testate giornalistiche a livello nazionale.

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Le ultime notizie della Borsa italiana e internazionale.

  1. l Ftse Mib chiude sotto la parità

    Seduta negativa per le principali Borse europee, appesantite dal rialzo dei prezzi del petrolio e dalla pressione sui titoli obbligazionari, a poche ore dalla decisione della Bce di aumentare i tassi di interesse di 25 punti base. Il Dax di Francoforte ha ceduto lo 0,7%, il Cac 40 di Parigi lo 0,5%, il Ftse 100 di Londra lo 0,56% e l’Ibex 35 di Madrid lo 0,09%. In calo anche il Ftse Mib, che ha perso lo 0,1% chiudendo a 51.807 punti.

    A Piazza Affari Moncler ha registrato la performance peggiore, con una flessione del 3,45%, preceduta dai ribassi di Avio e Buzzi, entrambe in calo del 2,7%, e di Prysmian, che ha lasciato sul terreno il 2,64%. Sul fronte opposto si sono messe in evidenza Lottomatica, in rialzo del 5,44%, Leonardo (+2,85%), Inwit (+2,25%) e Ferrari (+1,5%).

    Intesa Sanpaolo ha chiuso con un lieve progresso dello 0,09%, nel giorno in cui il consiglio di amministrazione ha approvato l’aumento di capitale destinato a sostenere l’offerta pubblica di acquisto e scambio su Banca Monte dei Paschi di Siena, il cui titolo ha guadagnato lo 0,55%. Tra gli altri titoli coinvolti nel risiko bancario, Mediobanca ha registrato un rialzo dello 0,4%, mentre Banca Generali ha ceduto lo 0,4%, Unipol lo 0,64% e Bper l’1,17%.

     

  2. Il Ftse Mib consolida il rialzo

    A Piazza Affari il Ftse Mib consolida il rialzo, segnando alle 11:50 un progresso dello 0,29% a 52.024 punti. A sostenere l’indice sono soprattutto Leonardo, in crescita del 2,4%, Lottomatica, che guadagna il 4,75%, e Ferrari, in rialzo dell’1,7%.

    Resta invece più contenuto il movimento di Intesa Sanpaolo, che avanza dello 0,24% nel giorno in cui si è riunita l’assemblea straordinaria. I soci hanno approvato con il 97% dei voti favorevoli la delega al consiglio di amministrazione per procedere a un aumento di capitale, entro il 10 settembre 2027, in una o più tranche. L’operazione, finalizzata a sostenere l’offerta pubblica di acquisto e scambio su Mps, prevede l’emissione di un massimo di 5,7 miliardi di azioni ordinarie.

  3. Spread a 83 punti

    Lo spread tra il Btp decennale benchmark e il Bund tedesco di pari durata ha esordito in territorio negativo, attestandosi a 83 punti base contro gli 84 registrati alla chiusura di ieri. In ribasso anche il rendimento del titolo di Stato italiano a dieci anni, che nelle prime battute di mercato si è mosso al 4,26%, in calo rispetto al 4,28% del riferimento precedente.

  4. I titoli in rosso

    Sul versante negativo, spicca il calo di Moncler, che perde l’1,64% scendendo a 44,42 euro, seguita da Poste Italiane (-1,01% a 25,40 euro) e Telecom Italia (-0,65% a 7,474 euro). Tra i titoli in ribasso figurano anche A2a (-0,43% a 2,328 euro), Nexi (-0,42% a 4,068 euro), Brunello Cucinelli (-0,38% a 78,32 euro), Buzzi (-0,38% a 39,63 euro), Campari (-0,35% a 5,706 euro), Amplifon (-0,27% a 11,265 euro) e Fincantieri (-0,25% a 12,105 euro).

    Nome Valore Var %
    Moncler 44,42 -1,64
    Poste Italiane 25,40 -1,01
    Telecom Italia 7,474 -0,65
    A2a 2,328 -0,43
    Nexi 4,068 -0,42
    Brunello Cucinelli 78,32 -0,38
    Buzzi 39,63 -0,38
    Campari 5,706 -0,35
    Amplifon 11,265 -0,27
    Fincantieri 12,105 -0,25
  5. Banche in forte rialzo

    In testa ai rialzi c'è Finecobank, che guadagna l’1,47% attestandosi a 23,41 euro, seguita da Snam con un +1,24% a 5,54 euro e da Banca Mediolanum in crescita dell’1,03% a 23,46 euro. Buone performance anche per Unipol (+0,96% a 28,32 euro), Mediobanca (+0,92% a 28,37 euro) e Leonardo (+0,91% a 49,09 euro). Si segnalano inoltre Stmicroelectronics e Azimut, entrambe in rialzo dello 0,89%, rispettivamente a 44,915 e 38,70 euro, così come Inwit (+0,89% a 6,27 euro) e Mps (+0,86% a 11,726 euro).

    Nome Valore Var %
    Finecobank 23,41 +1,47
    Snam 5,54 +1,24
    Banca Mediolanum 23,46 +1,03
    Unipol 28,32 +0,96
    Mediobanca 28,37 +0,92
    Leonardo 49,09 +0,91
    Stmicroelectronics 44,915 +0,89
    Azimut 38,70 +0,89
    Inwit 6,27 +0,89
    Banca Monte Paschi Siena 11,726 +0,86
  6. Come aprono i mercati europei

    Milano guida le principali piazze con un +0,22%, seguita da Parigi che segna un +0,16% e Londra in leggero rialzo dello 0,02%. Francoforte, invece, mostra una lieve flessione dello 0,08%.

  7. I titoli da osservare

    Mercato milanese sotto i riflettori per Mps, che ha depositato in Consob le due offerte pubbliche di scambio su Banco Bpm e Banca Generali, aprendo la fase istruttoria dell’autorità.

    Attenzione anche a Stm: circa l’80% degli oltre 2 miliardi di dollari di ricavi dai data center per l’intelligenza artificiale, obiettivo del produttore di semiconduttori entro il 2027, dovrebbe derivare da chip dedicati al trasferimento dati su collegamenti in fibra ottica. Citi ha confermato il rating buy e il target price a 65 euro sul titolo.

    Su Lottomatica, Berenberg ha confermato il rating buy e il target price a 31,50 euro, dopo l’accordo di fusione interamente in scambio azionario con la spagnola Cirsa e con LHMC Midco, controllata da fondi gestiti da Blackstone. Morgan Stanley ha invece alzato il target price su Ferrari da 388 a 395 euro, mantenendo il rating overweight.

     

  8. Europa attesa positiva

    Borse europee in leggero rimbalzo all’apertura, ma tensione alta sui mercati per il petrolio sopra i 100 dollari e l’attesa di Bce e dati Usa sull’inflazione. I futures sull’Eurostoxx50 segnano un +0,32% in avvio di seduta, mostrando un timido recupero dopo le recenti pressioni.

    L’ondata di attacchi contro le navi nel contesto della guerra in Medio Oriente tiene però sotto pressione il mercato energetico: il future sul Brent, pur in lieve calo dello 0,27%, resta sopra la soglia psicologica dei 100 dollari, a 100,94 dollari al barile, livello non visto da luglio.