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La Borsa del 13 marzo, Milano chiude in rosso: positivi i titoli energetici
I mercati europei sono attesi in positivo, mentre il petrolio resta alto a causa della guerra Usa-Iran e chiusura di Hormuz
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Giù ancora Piazza Affari
La tensione tra Stati Uniti e Unione europea sull’utilizzo del petrolio russo, il nuovo rialzo delle quotazioni del greggio e l’incertezza sulla durata del conflitto con Teheran continuano a pesare sui mercati. Nel quattordicesimo giorno di guerra tra Usa e Iran, le Borse europee tornano a risentire del clima di instabilità, con una seduta caratterizzata da forte volatilità che riflette i dubbi degli operatori.
A Piazza Affari, dove il Ftse Mib è stato a tratti l’indice più performante, la seduta altalenante si è conclusa con un calo dello 0,31%, in linea con gli altri principali listini europei. Tra i titoli milanesi spiccano gli energetici: Saipem guadagna il 2,5% ed Eni il 2,7%. Bene anche Generali (+1,7%), ancora sostenuta dai risultati di bilancio, mentre le banche registrano una giornata debole. In coda al listino Stellantis (-4,4%) e Fincantieri (-3,4%).
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Milano sulla parità
A Piazza Affari il Ftse Mib si muove in sostanziale pareggio (-0,01%), tornando a registrare un saldo settimanale positivo dopo lo scivolone della settimana precedente. Nel resto d'Europa Parigi cede lo 0,29%, Francoforte lo 0,20% e Londra lo 0,19%, mentre Amsterdam avanza dello 0,25%, trascinata dal balzo del 9,6% di Be Semiconductor sulle indiscrezioni di un possibile interesse da parte di gruppi americani per l'acquisizione della società olandese.
Sul listino milanese brillano ancora i titoli energetici: Saipem guida i rialzi con un +2,92%, seguita da Eni (+2,21%), Enel (+2,02%), Hera (+1,54%) e Snam (+1,36%). Bene anche Inwit (+2,38%) e Generali (+1,04%), quest'ultima ancora sostenuta dalla positiva accoglienza dei conti 2025 e dalle indicazioni del management sulle prospettive future. In controtendenza Prysmian (-1,76%), Fincantieri (-1,68%), Brunello Cucinelli (-1,55%) e UniCredit (-1,46%).
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Giù le banche
Sul fronte opposto, le vendite si concentrano sul comparto bancario e su Prysmian, che cede il 2,20% a 99,32 euro. In rosso anche Mediobanca (-1,92% a 15,56 euro), Banco Bpm (-1,88% a 11,20 euro), Unicredit (-1,86% a 63,86 euro) e Intesa Sanpaolo (-1,82% a 5,12 euro).
Titolo Valore (€) Var % Prysmian 99,32 -2,20% Mediobanca 15,56 -1,92% Banco Bpm 11,20 -1,88% Unicredit 63,86 -1,86% Intesa Sanpaolo 5,12 -1,82% -
Energetici in aumento
In avvio di seduta a Piazza Affari, i titoli del comparto energetico guidano i rialzi: Saipem è il migliore del listino con un progresso del 2,19% a 3,36 euro, seguita da Eni (+1,36% a 22,06 euro) e Tenaris (+0,56% a 23,33 euro). Più contenuti i guadagni di Inwit (+0,45% a 7,81 euro) e Nexi (+0,10% a 2,959 euro).
Titolo Valore (€) Var % Saipem 3,36 +2,19% Eni 22,06 +1,36% Tenaris 23,33 +0,56% Inwit 7,81 +0,45% Nexi 2,959 +0,10% -
Come aprono le Borse
Le Borse europee aprono in territorio negativo venerdì 13 marzo. Londra cede lo 0,64%, Parigi scende dello 0,96%, mentre Milano avvia la seduta in calo dello 0,71%.
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Occhi su Stellantis e banche
Stellantis starebbe valutando possibili accordi con case automobilistiche cinesi per rafforzare le proprie attività in Europa, secondo quanto riportato da Bloomberg. Sul fronte delle partnership industriali, Prysmian ha annunciato un'intesa con Rio Tinto per sviluppare cavi in alluminio sostenibile destinati al settore delle costruzioni negli Stati Uniti.
In ambito bancario, le assemblee straordinarie di Bper e Popolare di Sondrio hanno dato il via libera al progetto di fusione tra i due istituti. Intesa Sanpaolo, invece, è finita nel mirino del Garante della privacy, che le ha comminato una sanzione da 17,6 milioni di euro per il trattamento illecito dei dati di circa 2,4 milioni di clienti in occasione di un'operazione societaria.
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Europa attesa positiva
I mercati europei si preparano ad aprire sopra la parità venerdì 13 marzo, nonostante la seduta negativa di Wall Street e delle Borse asiatiche. A pesare sullo scenario globale c'è anche l'avvertimento della Banca del Giappone: se lo yen rimarrà debole, un nuovo rialzo dei tassi è sul tavolo.
Sul fronte geopolitico, il presidente americano Donald Trump ha annunciato la cancellazione dei dazi sul petrolio russo nel tentativo di raffreddare le quotazioni del greggio, ancora sotto pressione a causa del conflitto tra Usa e Iran e della chiusura dello Stretto di Hormuz. Il Wti si attesta a 66 dollari al barile, il Brent supera quota 101. Il nuovo leader supremo iraniano Mojtaba Khamenei ha tuttavia ribadito che lo stretto resterà chiuso, mentre Teheran ha intensificato gli attacchi contro le infrastrutture petrolifere della regione.
In Europa, l'attenzione degli investitori si concentrerà su una serie di dati macroeconomici: il Pil del Regno Unito, l'inflazione alla produzione in Germania, la produzione industriale dell'Eurozona e le stime definitive sull'inflazione al consumo di Francia e Spagna.