Monopattini vietati a Firenze da aprile, la decisione del Tar: cosa cambia

Il Tar della toscana ha confermato che il Comune di Firenze ha l'autorità di vietare i monopattini elettrici a noleggio privati su suo territorio, con una sentenza che potrebbe avere conseguenze anche in altre città

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Matteo Runchi

Editor esperto di economia e attualità

Redattore esperto di tecnologia e esteri, scrive di attualità, cronaca ed economia

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A partire dal 1° aprile del 2026 il Comune di Firenze potrà vietare i monopattini elettrici privati a noleggio su tutto il suo territorio. Il Tar della Toscana ha infatti stabilito che la delibera con cui il sindaco del capoluogo toscano aveva proibito lo sharing di questi mezzi, emanata a novembre 2025, è legittima.

La sentenza riguarda però solo una richiesta di sospensione. Il Tar dovrà esprimersi anche nel merito del ricorso, presentato dalla società del settore Bird. Firenze si aggiunge ad altre città europee che hanno vietato questo tipo di noleggio, come Parigi, che lo ha fatto nel 2023, e Madrid, che invece l’ha raggiunta nel 2024.

Niente più monopattini in sharing a Firenze dal 1° aprile

Il Tribunale amministrativo regionale (Tar) della Toscana ha respinto la richiesta di sospensione, avanzata dall’azienda Bird, della delibera del 23 novembre con cui il Comune di Firenze aveva decretato il divieto dello sharing di monopattini elettrici su tutto il territorio comunale dal 1° aprile 2026.

Di conseguenza, a partire da questa data, nel capoluogo toscano non sarà più possibile noleggiare attraverso applicazioni i monopattini delle varie aziende, tra cui la stessa Bird, che li distribuiscono per le strade della città. Le restrizioni a questo tipo di mobilità si stanno moltiplicando in Europa. Parigi è stata la prima grande città a imporle nel 2023, seguita da Madrid nel 2024.

Perché Firenze vuole rimuovere i monopattini in sharing

Al momento della pubblicazione della delibera il Comune di Firenze aveva chiarito che le ragioni di questa decisione erano varie, ma quella principale erano le nuove norme del codice della strada introdotte dal Governo. Dal 2025, infatti, sarebbe obbligatorio per ogni monopattino avere un’assicurazione e una targa e per i conducenti indossare un casco.

Le aziende di sharing avevano subito segnalato che queste norme avrebbero da una parte penalizzato fortemente l’attività economica, aumentando i costi, e dall’altro reso quasi impossibile, nella pratica, il noleggio via app dei monopattini. I caschi, infatti, non possono essere facilmente attaccati ai monopattini, rendendoli facilmente rubabili.

Firenze ha anche citato però un problema di comportamento, sia delle aziende sia dei conducenti, nello sharing. Spesso i monopattini vengono posizionati sui marciapiedi e ostacolano il passaggio, oltre a danneggiare il decoro urbano a cui città molto turistiche, come Firenze, prestano estrema attenzione. I conducenti, inoltre, non solo li parcheggiano allo stesso modo al termine del noleggio, ma ignorano spesso le norme del codice della strada, viaggiando in due o appunto senza casco.

Il ricorso e il futuro dei monopattini a noleggio

Il realtà il Tar non ha respinto il ricorso di Bird, ma ha soltanto decretato che la decisione del Comune di Firenze non va sospesa. Il tribunale amministrativo si esprimerà nelle prossime settimane sul merito del ricorso. Qualsiasi sia la decisione, c’è sempre la possibilità di un ricorso al Consiglio di Stato e, infine, in Cassazione.

Se però la giustizia amministrativa dovesse dichiarare che il ricorso di Bird non ha fondamenti anche nel merito, questo darebbe la possibilità a ogni città italiana di emettere delibere simili a quelle di Firenze. Per le società di sharing di monopattini, già messe in difficoltà dalle norme del nuovo codice della strada, si tratterebbe di un altro rischio per le operazioni in Italia.