Il Pnrr ha dato una spinta decisiva alla trasformazione del sistema ferroviario italiano, ma il percorso non si chiude con la fine del Piano. È il messaggio arrivato da Gianpiero Strisciuglio, amministratore delegato del Gruppo FS, intervenuto al convegno Filt Cgil “Infrastrutture 2030: oltre il Pnrr, l’Italia del futuro”. Secondo l’AD, gli interventi assegnati al Gruppo FS nell’ambito del Pnrr valgono circa 25 miliardi di euro e riguardano soprattutto infrastrutture, nuovi treni Intercity e materiale destinato ai servizi regionali. Strisciuglio ha sottolineato che il Gruppo ha raggiunto tutti gli obiettivi assegnati e che il Piano ha rafforzato capacità amministrative, progettuali e realizzative utili anche per la fase successiva.
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Investimenti FS, Rfi verso 12 miliardi nel 2026
Uno degli effetti più rilevanti del Pnrr riguarda il volume degli investimenti. Rete Ferroviaria Italiana, società del Gruppo FS, ha più che raddoppiato gli investimenti rispetto al periodo precedente al Piano. Nel 2026, secondo quanto indicato da Strisciuglio, gli investimenti dovrebbero arrivare a circa 12 miliardi di euro. La fase successiva sarà trasformare i cantieri in servizi più efficienti per passeggeri, imprese e territori.
Bari-Napoli, Brescia-Verona e Sicilia: le opere in corso
Tra gli esempi citati c’è il collegamento Frecciarossa tra Puglia e Napoli, reso possibile dall’avanzamento dei lavori sulla nuova linea Napoli-Bari. Il tempo di viaggio tra Bari e Napoli è sceso da quattro ore e un quarto a tre ore e trenta minuti. Si tratta di una tappa intermedia verso l’obiettivo delle due ore.
Al Nord proseguono le prove sulla tratta Brescia-Verona, passaggio necessario per estendere l’Alta Velocità lungo la direttrice padana. L’entrata in esercizio è prevista nel primo semestre del 2027. In Sicilia è stato invece realizzato il primo tratto ad alta velocità e alta capacità tra Bicocca e Catenanuova.
Manutenzione e tecnologia per ridurre le criticità
Accanto allo sviluppo della rete, FS indica la manutenzione come uno dei pilastri dei prossimi anni. L’elevato utilizzo dell’infrastruttura ferroviaria italiana richiede più interventi e una maggiore qualità nella programmazione, da coordinare con i cantieri di potenziamento.
Le limitazioni alla circolazione registrate durante l’estate, secondo Strisciuglio, hanno consentito di completare lavori programmati sia sulla manutenzione sia sullo sviluppo della rete, con soluzioni alternative di viaggio dove necessario.
Nel piano rientrano anche il rinnovo delle stazioni, il miglioramento dell’accessibilità e la diffusione dell’ERTMS, il sistema europeo di gestione del traffico ferroviario. La tecnologia è già installata su circa 3mila chilometri di linee.
Il passante di Firenze atteso nel 2029
Tra le opere strategiche resta centrale il passante ferroviario di Firenze, pensato per separare i flussi e aumentare la capacità del nodo. Lo scavo del tunnel sotto la città procede con sistemi automatizzati. Il materiale di risulta viene trasportato su ferro da FS Logistix, evitando il ricorso ai mezzi pesanti nel centro urbano. L’entrata in esercizio dell’opera è indicata per il 2029. La separazione dei traffici consentirà di liberare capacità anche per i servizi regionali.
Treni regionali più nuovi entro il 2027
Il rinnovo della flotta regionale è un altro punto del piano FS. Secondo Gianpiero Strisciuglio, amministratore delegato del Gruppo FS, al completamento degli investimenti nel 2027, la flotta regionale avrà un’età media inferiore ai 10 anni in tutte le regioni. In alcune realtà, l’età media sarà sotto i 5 anni.
Il programma interesserà oltre l’85% del materiale rotabile e sarà sostenuto anche dalle risorse del Pnrr. L’obiettivo è collegare investimenti infrastrutturali, manutenzione e nuovi treni per rendere più visibili gli effetti del Piano nella vita quotidiana di pendolari e viaggiatori.