Frode sulle accise, sequestro da 235mila euro e 143mila litri di carburante

Inchiesta su raffinerie dell’Est Europa e gasolio agricolo usato impropriamente da un imprenditore catanese: le fiamme gialle scoprono una maxi frode

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Giorgia Bonamoneta

Giornalista

Nata ad Anzio, dopo la laurea in Editoria e Scrittura e un periodo in Belgio, ha iniziato a scrivere di attualità, geopolitica, lavoro e giovani.

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La crisi del carburante, iniziata con l’attacco di Stati Uniti e Israele all’Iran, si snoda non solo tra gli aumenti dei prezzi ai distributori, ma anche attraverso le frodi. Il governo ha attivato diversi livelli di monitoraggio e controllo non solo sulla speculazione, ma anche sulle frodi che cercano di aggirare il versamento delle accise.

Ed è proprio in questo momento, con l’attenzione puntata sui distributori per via dell’impatto che l’aumento del prezzo del petrolio ha sui portafogli di famiglie e imprese, che la Guardia di Finanza ha scoperto una maxi frode sulle accise a Catania.

Frode a Catania: le indagini della procura

La maxif rode scoperta dalla Guardia di Finanza ha portato a un sequestro per un valore complessivo di 250.000 euro. Le indagini sono state coordinate dalla procura di Catania, mentre le due ordinanze del giudice sono state eseguite dal comando provinciale delle fiamme gialle con il supporto del primo nucleo operativo metropolitano della capitale e del gruppo Cesena.

Le misure cautelari sono scattate nei confronti di un imprenditore e dei suoi quattro complici. Sette gli indagati, dei quali 5 ritenuti responsabili e sui quali pesano le accuse di sottrazione fraudolenta al pagamento delle accise sui prodotti energetici.

Come funzionava la frode

Le indagini hanno portato alla luce due sistemi illeciti. Da un lato l’imprenditore accusato, Alfredo Carcagnolo di 38 anni, che si riforniva di circa 400.000 litri di gasolio da raffinerie dell’Est Europa. A mediare un uomo di 78 anni, Andrea Mottoni, titolare della società britannica Oil Oil Trading Ltd.

Il carburante arrivava in Italia su gomma o rotaia, ma i documenti con i quali viaggiava erano falsi. Invece di gasolio, i mezzi dichiaravano di trasportare liquido bio anticorrosivo, un tipo di prodotto esente da imposte.

L’altro sistema usato dall’imprenditore per procurarsi il gasolio era quello di farlo attraverso le agevolazioni concesse per l’uso agricolo. Invece di finire nel settore agricolo, questo gasolio veniva utilizzato per rifornire i mezzi aziendali.

In totale, riusciva a risparmiare da una parte dichiarando un liquido totalmente esente dalle imposte, dall’altra acquistando gasolio destinato all’agricoltura con un’aliquota ridotta al 10% anziché al 22% e accisa ridotta di circa 0,50 euro in meno al litro.

Cos’è stato sequestrato?

La Guardia di Finanza ha agito contro Mottoni e altri nomi coinvolti, come Grillo e Di Primo, che non possono esercitare la loro attività. Blocco totale e sequestro su piano patrimoniale, penale diretto per equivalente di beni mobili, immobili e liquidità della ditta “Tir International srl”, della ditta “Logistica Zero” e di “New Logistica” riconducibili a Carcagnolo.

Sono stati sequestrati beni e liquidità per un valore totale di circa 235 mila euro, oltre a 143 mila litri di prodotti energetici, depositi abusivi, container, cisterne, pompe, pistole e altri attrezzi utili per l’attività.