Famiglia nel bosco, la nuova casa con camino e serra è quasi pronta: com’è e chi paga

La famiglia nel bosco è pronta a entrare nella nuova casa di Palmoli: 66 mq in legno e canapa, ecologica e passiva. Ma chi la paga davvero?

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Luca Incoronato

Giornalista

Giornalista pubblicista e copywriter, ha accumulato esperienze in TV, redazioni giornalistiche fisiche e online, così come in TV, come autore, giornalista e copywriter. È esperto in materie economiche.

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Si torna a parlare della famiglia nel bosco, che è ora quasi pronta a mettere piede nella propria nuova casa. La struttura sta prendendo forma, com’è possibile vedere dai rendering pubblicati dal Corriere.

Il tutto sarà realizzato a Palmoli, in provincia di Chieti. Un passo cruciale per il ricongiungimento di Nathan Trevallion e Catherine Birmingham con i tre figli, da tempo ormai argomento cardine dell’attualità italiana. Per loro è stato pensato un progetto ecologico e a basso impatto. Resta però una domanda in cima alla lista: chi paga?

Come sarà la nuova casa: i rendering del progetto

La nuova casa sarà firmata dall’architetta Maria Mascarucci dello studio Mascarucci di Pescara. Alla famiglia nel bosco andrà una costruzione ex novo di circa 66 metri quadrati. Di fatto parliamo della superficie minima prevista dalla legge italiana per 5 residenti.

Addio al vecchio casolare in pietra, dunque, giudicato inadeguato. Nessun progetto di riqualifica, dunque, ma una nuova casa distribuita così:

  • due camere da letto;
  • un bagno;
  • soggiorno;
  • cucina.

Il tutto arricchito da una veranda-serra bioclimatica dalle grandi vetrate. Qualcosa di espressamente richiesto da Catherine. Il tutto pensato per una migliore integrazione nel paesaggio del bosco, con un impatto visivo ridotto al minimo.

Sul fronte tecnico, il progetto punta tutto sulla bioarchitettura. Struttura portante in legno, montata “a secco”, con pareti in blocchi di canapa e isolamento in materiali naturali, come:

  • paglia;
  • lana di pecora;
  • fibre vegetali.

Anche le finiture interne saranno in legno, mentre quelle interne in intonaco di terra cruda. Sarà inoltre una casa “passiva”, ovvero priva di impianti tradizionali di raffrescamento e riscaldamento. Il calore necessario arriverà da un camino e da una stufa a legna, sfruttando inoltre al meglio le ampie finestre.

Previsto anche un impianto fotovoltaico per l’elettricità, il solare termico per l’acqua calda e un sistema di fitodepurazione per le acque reflue (oltre all’uso dei materiali di recupero).

Chi paga la nuova casa della famiglia nel bosco

Non si tratta di una reggia, certo, ma questa casa ha un costo, al netto anche di tutte le accortezze bio in termini di materiali e non solo. È importante sottolineare un punto cardine: la casa non sarà pagata con denaro pubblico.

Sia lo Stato che il Comune non verseranno un soldo per l’abitazione della famiglia nel bosco. Online non mancano teorie fantasiose e, di certo, qualcuno si è lasciato andare ad attacchi di vario genere, ma la verità è questa.

A confermarlo è stata la stessa architetta, che ha ribadito come ci sia assenza totale di contributi pubblici in questo progetto. E allora chi paga? Maria Mascarucci ha messo a disposizione la propria opera a titolo gratuito.

Ciò non vuol dire, però, che il costo dell’abitazione sarà totalmente zero. La cifra finale sarà nettamente inferiore a quanto ci si sarebbe aspettato normalmente. La struttura in sé dovrà però essere pagata in qualche modo. Saranno i due coniugi a saldare il tutto, puntando soprattutto sui proventi del libro di Catherine, “La mia verità” (da verificare, però, se saranno abbastanza per coprire l’intera somma).