Nella mattinata del 25 marzo 2026 è morto Ennio Brion, tra i più importanti imprenditori italiani nel settore delle radio e delle Tv, che con la sua Brionvega ha segnato la storia del design negli anni ’60. Brion aveva 86 anni e aveva iniziato ad amministrare l’azienda dei genitori nel 1968.
Brion non fu però soltanto in imprenditore, ma anche committente di alcune importanti opere di architetti e designer italiani della seconda metà del ‘900. Nel 2022 aveva donato al Fondo Ambiente Italiano il Memoriale Brion, fatto costruire dalla madre per la famiglia e progettato dall’architetto Carlo Scarpa.
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È morto Ennio Brion
Ennio Brion veniva da una famiglia di imprenditori. Il padre Giuseppe e la madre Onorina Tomasin avevano fondato la Bp Radio srl insieme a un altro socio nel 1945. L’azienda produceva componenti elettronici e radioricevitori, ma presto passò a intere radio, con il cambio di nome in Brionvega.
Nel 1968, quando Brion aveva 28 anni, il padre morì e lui subentrò affianco alla madre alla guida dell’azienda di famiglia. Il nome della Brionvega era già conosciuto a quel punto nel mondo del design, grazie a modelli unici come:
- la Cristallo 23”;
- l’Orion 23”;
- la Doney 14”.
Con la guida di Ennio però, l’azienda iniziò a diventare un’icona, producendo modelli di radio e di televisioni che hanno fatto la storia del design mondiale.

La Brionvega, tra Tv e design
Ennio Brion guidò la Brionvega dal 1968 fino al 1992. Tra gli anni ’70 e gli anni ’80 il fatturato dell’azienda arrivò a superare le decine di miliardi di lire dell’epoca, con prodotti indubbiamente premium, ma comunque più accessibili rispetto a quelli di design puro.
Le radio Cubo, tra le più iconiche del marchio, costavano circa 20.000 lire, i televisori portatili Doney circa 200.000, mentre i modelli più avanzati potevano arrivare anche a 400.000 lire, in periodi in cui gli stipendi medi degli operai non superavano le 150.000 lire mensili.

È questo il periodo della collaborazione con grandi designer dell’epoca, come Marco Zanuso e Richard Sapper, ma anche Mario Bellini e i fratelli Achille Castiglioni e Pier Giacomo Castiglioni.
Alla fine degli anni ’80 arriva però un momento di crisi, causato soprattutto dal sempre minor spazio che i design unici trovano nel settore delle radio e delle Tv. Le grandi aziende giapponesi portano una standardizzazione dell’estetica che mette in difficoltà la Brionvega. Nel 1992 la acquisirà la Séleco che però, due anni dopo, dichiarerà fallimento.

Brion, l’architettura e il Memoriale
Ennio Brion fu anche un grande mecenate dell’architettura, committente di alcune delle opere più famose di designer e architetti dell’epoca. Commissionò a Marco Zanuso la Fabbrica Brionvega di Asolo, a James Stirling la ristrutturazione del Palazzo Citterio a Milano e a Carlo Scarpa la costruzione del Memoriale Brion, la tomba di famiglia, a San Vito d’Altivole.
Nel 2022, Brion decise di donare proprio il memoriale al Fondo Ambiente Italiano (Fai), che organizza visite guidate della struttura, tra i capolavori di Scarpa. Il costo di realizzazione era stato, all’epoca, nell’ordine dei miliardi di lire, mentre il valore artistico dell’opera è inestimabile. Una donazione generosa, che suggerisce soltanto le dimensioni di un patrimonio impossibile da stimare con esattezza. Anche la stessa vendita della Brionvega alla Séleco nel ’92 rimase privata, e non è quindi possibile