Accettazione di eredità con beneficio di inventario: regole e novità

Che cosa si intende per accettazione dell’eredità con beneficio di inventario e cosa comporta per il chiamato all’eredità? Una sintesi

Fisco 7L’accettazione dell’eredità con beneficio d’inventario è una dichiarazione che consente all’erede di tenere distinto il suo patrimonio da quello del defunto. In questo modo l’erede non è obbligato a pagare i debiti del defunto ricorrendo alle proprie disponibilità personali, ma soltanto ricorrendo al patrimonio ereditato.

Quando conviene scegliere l’accettazione dell’eredità con beneficio d’inventario?
È opportuno scegliere l’accettazione dell’eredità con beneficio di inventario quando non è chiaro fin dall’inizio l’ammontare dell’attivo e del passivo del patrimonio da ereditare e di conseguenza il chiamato all’eredità teme di dover rispondere con i propri beni per i debiti che erano del defunto.

Quando invece è chiaro che le passività del defunto sono superiori alla massa attiva, è opportuno che il chiamato all’eredità non accetti completamente l’eredità, a meno che egli voglia pagare tutti i creditori per onorare gli impegni presi dal defunto.

Qual è il termine per fare l’accettazione dell’eredità con beneficio di inventario?
Per essere valida, la dichiarazione di accettazione dell’eredità con beneficio di inventario deve essere preceduta o seguita dalla redazione dell’inventario dei beni ereditari.

Per individuare il termine entro il quale va fatto l’inventario, si distinguono due casistiche diverse.

Se il chiamato all’eredità si trova nel possesso dei beni ereditari, entro tre mesi dal giorno dell’apertura della successione o da quando è venuto a conoscenza dell’eredità che gli è stata devoluta, deve fare l’inventario. Entro quaranta giorni dalla chiusura dell’inventario il chiamato all’eredità deve poi decidere se accettare o meno l’eredità ricevuta. Trascorso infruttuosamente tale termine, egli diventa erede puro e semplice.

Il termine è prorogabile per altri tre mesi, con apposita richiesta al tribunale competente, in presenza di fatti o gravi circostanze, se l’erede ha iniziato l’inventario ma non lo ha ancora completato del tutto.

Se il chiamato all’eredità non si trova nel possesso dei beni, egli può fare la dichiarazione di accettazione con beneficio d’inventario fino a che il diritto di accettare non sia prescritto. Tuttavia, se qualcuno ha chiesto al Giudice di fissare un termine giudiziale per l’accettazione, in tal caso il chiamato all’eredità deve fare l’inventario entro tale termine.

Quali sono gli effetti del beneficio d’inventario?
Per effetto del beneficio d’inventario, il patrimonio del defunto viene tenuto distinto da quello dell’erede e di conseguenza quest’ultimo conserva verso l’eredità tutti i diritti e tutti gli obblighi che aveva verso il defunto, tranne quelli che si sono estinti per effetto della morte.

Inoltre, l’erede non è obbligato al pagamento dei debiti ereditari oltre il valore della massa attiva e i creditori dell’eredità hanno preferenza sul patrimonio ereditario di fronte ai creditori dell’erede.

Qual è la procedura per accettare l’eredità con beneficio d’inventario?
L’accettazione dell’eredità con beneficio d’inventario va fatta con una dichiarazione di accettazione davanti ad un notaio senza bisogno di testimoni oppure dinanzi alla cancelleria del tribunale nella cui circoscrizione è compreso l’ultimo domicilio del defunto.

La dichiarazione di accettazione con beneficio d’inventario deve essere inserita nel Registro delle successioni conservato nello stesso tribunale dove è stata fatta. Entro un mese dall’inserimento nel Registro, la cancelleria deve trascrivere la dichiarazione presso il catasto del luogo del defunto.

Casi particolari
Ci sono alcuni casi in cui l’accettazione con beneficio d’inventario non è facoltativa, ma obbligatoria: minori e interdetti, minori emancipati e inabilitati, persone giuridiche, associazioni, fondazioni ed enti.

Nel caso di minori e interdetti, però, l’accettazione dell’eredità non è automatica ma occorre sempre un atto compiuto dal tutore o dal genitore con l’autorizzazione del Giudice tutelare e, per il minore emancipato e l’inabilitato, con il consenso del curatore e l’autorizzazione del Giudice tutelare.

Antonino Salvaggio – Centro Studi CGN

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