Italia-Irlanda del Nord, sfida anche nei conti: 90 milioni di distanza

Italia-Irlanda del Nord per i playoff di qualificazione ai Mondiali 2026. Un divario economico sugli stipendi che supera i 90 milioni

Foto di Claudio Cafarelli

Claudio Cafarelli

Giornalista e content manager

Giornalista pubblicista laureato in economia, appassionato di SEO e ricerca di trend, content manager per agenzie italiane e straniere

Pubblicato:

È il giorno di Italia-Irlanda del Nord, semifinale dei playoff per la qualificazione ai Mondiali 2026. La partita si gioca a Bergamo e rappresenta il primo passo di un percorso che può portare gli Azzurri alla finale contro la vincente tra Galles e Bosnia-Erzegovina. La Nazionale guidata da Gennaro Gattuso parte favorita per storia, ranking e valore complessivo della rosa. Il confronto, però, non riguarda solo il campo: i numeri economici legati agli stipendi dei calciatori mostrano un divario significativo tra le due squadre.

Gli stipendi dell’Italia, un monte ingaggi da oltre 100 milioni

Analizzando gli ingaggi dei convocati, emerge un dato chiaro: il totale degli stipendi della Nazionale italiana sfiora i 102 milioni di euro annui. Tra i più pagati figura Mateo Retegui, che dopo il trasferimento in Arabia Saudita percepisce circa 16 milioni di euro a stagione più bonus.

Segue Gianluigi Donnarumma, con circa 12 milioni annui dopo il passaggio al Manchester City, e Sandro Tonali, che al Newcastle guadagna circa 7 milioni. Il dato complessivo conferma come la Nazionale italiana possa contare su giocatori inseriti in contesti di alto livello, con contratti tra i più elevati nel panorama europeo. Spazio poi a Barella, Dimarco e Calafiori, quest’ultimo con 4 milioni di euro all’anno graze al contratto firmato con l’Arsenal.

Gli stipendi dell’Irlanda del Nord

Il confronto con l’Irlanda del Nord è impari. Il monte ingaggi complessivo della selezione britannica si ferma a circa 10,6 milioni di euro annui. Il giocatore più pagato è Conor Bradley, terzino del Liverpool, con uno stipendio intorno ai 2,4 milioni di euro a stagione. Il calciatore non farà parte della partita Italia-Irlanda del Nord per infortunio. Tra gli altri profili principali figurano Trai Hume e Daniel Ballard del Sunderland, entrambi con ingaggi superiori al milione.

Una parte consistente della rosa milita nelle serie minori inglesi, come Championship e League One. Questo elemento incide direttamente sugli stipendi, che risultano più bassi rispetto agli standard della Serie A o della Premier League di vertice. Alcuni giocatori percepiscono contratti intorno ai 700 mila euro annui, come Shea Charles e Isaac Price, mentre altri si collocano tra 1 e 2 milioni.

Rose a confronto, valori agli antipodi

Il confronto tra le due nazionali mette in evidenza una differenza economica molto ampia. Il totale degli stipendi italiani è quasi dieci volte superiore rispetto a quello dell’Irlanda del Nord. In termini assoluti, il divario supera i 90 milioni di euro annui. Si tratta di una distanza che riflette il diverso livello dei campionati di appartenenza, delle competizioni disputate e della visibilità internazionale dei giocatori.

Oltre agli stipendi, anche il valore complessivo delle rose evidenzia differenze rilevanti. La Nazionale italiana supera gli 800 milioni di euro di valore, mentre quella nordirlandese si aggira intorno agli 80-100 milioni. Nonostante questo, l’Irlanda del Nord è riuscita a qualificarsi ai playoff grazie ai risultati ottenuti nella Nations League e nel proprio percorso internazionale. I precedenti tra Italia e Irlanda del Nord sono favorevoli agli Azzurri, ma includono anche una sconfitta significativa, quella del 1958, che costò la qualificazione ai Mondiali. Inoltre, a pesare anche l’aspetto mentale considerando che la nazionale italiana non si qualifica ai Mondiali dal 2014. Una terza clamorosa esclusione rappresenterebbe un colpo devastante per tutto il settore calcistico.