Le ultime notizie della Borsa italiana e internazionale.
La Borsa del 26 marzo, Piazza Affari chiude in rosso: colloqui Usa-Iran in salita
L’attacco a una petroliera nel Mar Nero intensifica le tensioni, alimentando l’incertezza sui prezzi energetici. Prezzo del petrolio in aumento
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Terna, ricavi 2025 in forte crescita oltre 4 miliardi
Il consiglio di amministrazione di Terna ha approvato i risultati dell'esercizio 2025, un anno "caratterizzato da uno scenario internazionale segnato da forti incertezze". Nonostante il contesto difficile, il gestore della rete elettrica nazionale ha accelerato il passo sugli investimenti, raggiungendo un primato storico: nel corso dell'anno ha investito complessivamente 3,514 miliardi di euro, in crescita del 30,6%.
Sul fronte economico, i ricavi si sono attestati a 4,033 miliardi di euro (+9,6% rispetto al 2024), mentre l'Ebitda ha raggiunto 2,751 miliardi (+7,2%), sostenuto principalmente dal miglior andamento delle attività regolate. L'utile netto di Gruppo si è fermato a 1,111 miliardi di euro, in aumento del 4,7%. Il cda proporrà all'assemblea degli azionisti un dividendo per il 2025 pari a 39,62 centesimi di euro per azione.
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Milano chiude in negativo ma balza Recordati
L'ombra del conflitto tra Usa e Iran continua a gravare sui mercati europei, che non intravedono segnali concreti di una tregua imminente. A quasi un mese dall'inizio delle ostilità in Medio Oriente, i timori sulle forniture energetiche globali restano elevati: lo stop allo Stretto di Hormuz spinge il Brent oltre i 108 dollari al barile, con un rialzo del 5,9%.
In questo clima di incertezza, Piazza Affari cede lo 0,7%, trascinata al ribasso dalle vendite sul comparto bancario, con UniCredit in testa alle perdite (-2%).
Nexi segna -0,3%: il mercato accoglie con freddezza la nomina di Bernardo Mingrone alla guida del gruppo al posto di Paolo Bertoluzzo. Contiene i danni Mps (-1,3%), il giorno dopo il ritiro delle deleghe all'amministratore delegato Luigi Lovaglio.
In controtendenza Recordati, protagonista della seduta dopo le indiscrezioni sul lancio di un'Opa per il delisting da parte del fondo CVC. Il titolo ha chiuso a +4,8%, a 48,48 euro per azione, ancora al di sotto della valutazione di 52 euro prevista dall'offerta. Bene i titoli petroliferi, con Saipem in testa (+5,8%).
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Giornata in rosso per Piazza Affari
Le Borse europee viaggiano in territorio negativo a metà seduta, con gli investitori in attesa di sviluppi sul fronte mediorientale. Donald Trump ha lanciato un ultimatum a Teheran, invitando l'Iran a trattare "prima che sia troppo tardi", mentre gli attacchi nella regione continuano senza sosta.
Lo scenario inflazionistico pesa sui Treasury: il rendimento del decennale sale al 4,38%, trascinando al ribasso i futures americani. In Europa cedono Francoforte e Madrid (-1,5%), Londra (-1,3%), Amsterdam (-1,1%) e Parigi (-0,9%). Milano arretra dell'1%, con lo spread Btp-Bund in rialzo a 93 punti. Sul fronte energetico, il petrolio accelera: il WTI tocca i 94 dollari al barile (+4%), mentre il Brent del Mare del Nord sale a 106,95 dollari (+4,5%).
Sotto pressione il comparto bancario: Mps cede l'1,3% all'indomani della frattura tra il consiglio di amministrazione e l'amministratore delegato Luigi Lovaglio, esautorato delle deleghe e sospeso anche dalla carica di direttore generale. Nexi perde il 2,5% dopo l'uscita dell'ad Paolo Bertoluzzo, sostituito da Bernardo Mingrone. In controtendenza Eni (+1,1%) e Saipem (+1,7%).
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Spread in crescita a 91 punti
Lo spread tra BTp e Bund apre in rialzo a 91 punti base, in aumento rispetto agli 88 punti registrati alla chiusura di ieri. Sale anche il rendimento del BTp decennale benchmark, che si porta al 3,91% dal 3,83% di fine seduta precedente.
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Giù Stellantis
Sul fronte opposto, le vendite colpiscono soprattutto Stellantis, che arretra dell'1,84% a 5,829 euro, e Azimut (-1,73% a 32,37 euro). Sotto pressione anche Prysmian (-1,69% a 96,76 euro), Banca Mediolanum (-1,52% a 16,82 euro) e Nexi (-1,47% a 3,01 euro).
Nome Valore Var % Stellantis 5,829 -1,84% Azimut 32,37 -1,73% Prysmian 96,76 -1,69% Banca Mediolanum 16,82 -1,52% Nexi 3,01 -1,47% Unicredit 61,56 -1,36% Poste Italiane 19,815 -1,32% Bca Pop Sondrio 15,91 -1,30% Inwit 6,61 -1,27% Mediobanca 16,63 -1,25% -
Eni e Stm in positivo
Tra i titoli del Ftse Mib, spiccano in territorio positivo Eni con un rialzo dello 0,82% a 23,37 euro, seguita da StMicroelectronics (+0,56% a 28,92 euro) e, più distanziate, Campari (+0,16%), Fincantieri (+0,15%) e Ferrari (+0,11% a 276,70 euro).
Nome Valore Var % Eni 23,37 +0,82% STMicroelectronics 28,92 +0,56% Campari 6,116 +0,16% Fincantieri 13,13 +0,15% Ferrari 276,70 +0,11% -
Come aprono le Borse
Avvio in rosso per le principali piazze finanziarie europee in questa mattina del 26 marzo. La flessione più marcata si registra a Francoforte, che cede lo 0,94%, seguita da Parigi e Londra, entrambe in calo rispettivamente dello 0,65% e dello 0,64%. Più contenuta la discesa di Milano, che avvia le contrattazioni con un frazionale ribasso dello 0,63%.
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I titoli da tenere d’occhio a Milano
Il consiglio di amministrazione di Mps ha revocato i poteri dell’amministratore delegato Luigi Lovaglio e lo ha sospeso dalle funzioni di direttore generale. Questa decisione è arrivata dopo che Lovaglio ha annunciato la sua candidatura per un nuovo mandato senza il sostegno dei consiglieri uscenti.
Fincantieri sta valutando acquisizioni strategiche per accelerare la crescita nel settore sottomarino. Lo ha dichiarato l’amministratore delegato Pierroberto Folgiero durante la conference call sui risultati del 2025, che si sono conclusi con un utile netto di 117 milioni di euro, quattro volte superiore a quello del 2024.
Il consiglio di amministrazione di Nexi ha nominato Bernardo Mingrone amministratore delegato e direttore generale, in sostituzione di Paolo Bertoluzzo.
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Le Borse tornano in rosso
I mercati azionari europei sono pronti a un’apertura in calo, interrompendo così un rimbalzo di tre giorni. Nel premarket, i futures sullo EuroStoxx 50 e EurosStoxx 600 sono in calo rispettivamente dello 0,8% e dello 0,7%. Nel frattempo, i prezzi del greggio sono in aumento, con il WTI che raggiunge i 92,7 dollari e il Brent che sale a 105 dollari, con un incremento di circa il 3%.
Gli Stati Uniti hanno ribadito che i colloqui di pace sono in corso, mentre l’Iran ha espresso la sua riluttanza ad avviare trattative dirette con Washington. Teheran ha respinto una proposta americana di cessate il fuoco e ha presentato invece un piano in cinque punti che le garantirebbe il controllo dello Stretto di Hormuz.