Cos’è il Bonus Ristrutturazione e quali interventi comprende

Conosciamo nel dettaglio come funziona il Bonus ristrutturazione, chi può richiederlo e quali spese copre

Il Bonus ristrutturazione, prorogato fino al 2024, è stato introdotto nel 1986 col DPR 917 e più volte potenziato.

La novità principale l’ha portata con sé il Decreto Rilancio, pubblicato in Gazzetta il 18 luglio 2020. Da quel momento il contribuente può optare, alternativamente alla detrazione, per lo sconto in fattura o la cessione del credito. Elevato al 50% dalla Manovra Finanziaria 2021, la Legge di Bilancio 2022 l’ha esteso fino al 31 dicembre 2024.

A partire dall’1 gennaio 2022, dunque, i contribuenti italiani possono detrarre il 50% di quanto speso per la ristrutturazione di un immobile abitativo di cui sono proprietari o detentori fino a un massimo di 96.000 euro.

Bonus ristrutturazione 2022, chi può richiederlo

Come in precedenza, anche il Bonus ristrutturazione 2022 potrà essere richiesto:

  • dal proprietario dell’immobile
  • dal nudo proprietario
  • da chi detiene un diritto reale di godimento sull’immobile
  • dall’inquilino
  • dal comodatario
  • dai soci delle cooperative o delle società semplici
  • dagli imprenditori individuali, limitatamente agli immobili abitativi

Hanno diritto al Bonus ristrutturazione anche:

  • il familiare convivente di chi possiede o detiene l’immobile
  • il coniuge separato a cui sia stato assegnato l’immobile intestato all’altro coniuge
  • il componente dell’unione civile
  • il convivente more uxorio

Il Bonus ristrutturazione seconda casa

Il Bonus ristrutturazione vale anche per la seconda casa. E consente di portare in detrazione le spese sostenute per la ristrutturazione di immobili non adibiti ad abitazione principale, inclusi gli appartamenti siti in contesti ristrutturati. Nello specifico, possono essere detratti al 50% gli interventi di manutenzione straordinaria, di ristrutturazione edilizia e di restauro e risanamento conservativo. Gli interventi di manutenzione ordinaria sono detraibili solo se effettuati sulle parti comuni.

Non esiste un limite di immobili per cui richiedere il Bonus ristrutturazione: è possibile richiederlo per tutti gli immobili posseduti o detenuti e per le loro pertinenze, purché si parli di immobili residenziali. Non lo si può richiedere invece per le nuove costruzioni.

Il Bonus ristrutturazione seconda casa copre anche le spese per:

  • la realizzazione di box o posti auto di pertinenza;
  • l’adozione di misure antisismiche;
  • la costruzione e il ripristino di edifici quando danneggiati da calamità naturali, anche non residenziali;
  • l’eliminazione delle barriere architettoniche tramite interventi su ascensori o montacarichi;
  • i lavori necessari ad agevolare la capacità di movimento all’interno o all’esterno dell’abitazione delle persone con gravi disabilità;
  • la bonifica dell’amianto;
  • la realizzazione di interventi per la sicurezza domestica (es. installazione di corrimano, vetri temperati, sensori antincendio);
  • i lavori volti a prevenire gli atti illeciti;
  • la sostituzione del gruppo elettrogeno d’emergenza;
  • la cablatura dell’immobile.

Cosa comprende il Bonus ristrutturazione?

Il Bonus ristrutturazione, a prescindere che venga chiesto per la prima casa o per le seconde case, comprende tutti gli interventi sopracitati.

Tre sono dunque le macro categorie.

Manutenzione straordinaria

Il Bonus ristrutturazione consente di detrarre al 50%, fino a un massimo di 96.000 euro, le spese per gli interventi di manutenzione straordinaria. E, dunque, tutti quegli interventi volti a rinnovare o a sostituire parti dell’immobile a patto che non comportino un ampliamento volumetrico né un cambio della destinazione d’uso. Inoltre, sono coperte le spese per l’accorpamento o la divisione delle unità immobiliari tramite modifiche sulle superfici delle singole unità, sempre a patto che il volume complessivo dell’immobile e la sua destinazione d’uso non cambino.

Tra gli interventi di manutenzione straordinaria vi sono:

  • la realizzazione di scale interne;
  • l’installazione e la riqualificazione dei servizi igienici;
  • gli interventi per il risparmio energetico;
  • la sostituzione di infissi e serramenti, a patto che cambino la tipologia e/o il materiale;
  • l’installazione degli ascensori;
  • la costruzione di recinzioni.

Restauro e risanamento conservativo

Gli interventi di restauro e risanamento conservativo, inseriti nel Bonus ristrutturazione, devono avere come obiettivo la conservazione dell’immobile affinché mantenga la sua funzionalità, senza modifiche a livello di forma, struttura e destinazione d’uso.

Tra gli interventi di questo tipo vi sono:

  • l’apertura di finestre per arieggiare i locali;
  • l’eliminazione e la prevenzione di situazioni di degrado;
  • la modifica delle altezze dei solai, senza modifiche nella volumetria dell’immobile.

Ristrutturazione edilizia

La ristrutturazione edilizia va a comprendere tutti quegli interventi volti ad ottenere un fabbricato diverso in tutto o in parte rispetto a come era in precedenza. A titolo esemplificativo:

  • le opere di demolizione e di ricostruzione senza ampliamento volumetrico (in caso di ampliamento volumetrico la detrazione non spetta in quanto l’unità immobiliare ottenuta viene considerata una nuova costruzione);
  • le modifiche sulla facciata;
  • la realizzazione di mansarde e balconi;
  • l’apertura di porte e finestre;
  • la costruzione di nuovi servizi igienici, o l’ampliamento di quelli esistenti;
  • la trasformazione in veranda del balcone o della mansarda.

Come anche per la seconda casa, rientrano nell’ambito della ristrutturazione edilizia gli interventi per:

  • il ripristino dell’immmobile danneggiato da calamità, a prescindere dalla destinazione d’uso e limitatamente a zone in cui sia stato dichiarato lo stato d’emergenza;
  • l’eliminazione di barriere architettoniche tramite la realizzazione di ascensori e montacarichi, e di strumenti tecnologici volti ad agevolare la mobilità delle persone con gravi handicap (purché relativi ad interventi fatti sull’immobile, e non limitati all’acquisto di strumenti tecnologici);
  • la prevenzione di atti illeciti, dai furti alle aggressioni (montaggio di grate sulle finestre, costruzione o rafforzamento delle recinzioni, apposizione di serrature o saracinesche, acquisto e installazione di porte blindate e casseforti ecc.);
  • la cablatura degli edifici e l’abbattimento dell’inquinamento acustico;
  • il risparmio energetico (installazione di impianti che sfruttano le energie rinnovabili);
  • rendere la casa antisismica (opere di messa in sicurezza statica);
  • la bonifica dell’amianto;
  • la prevenzione degli infortuni domestici (montaggio vetri anti-infortunio, corrimani e apparecchi per la rilevazione dei gas inerti).

Oltre agli interventi in sé, possono rientrare nella detrazione anche le spese di progettazione e i compensi versati ai professionisti che tali interventi li hanno realizzati (comprese le spese per le perizie, l’acquisto di materiali, gli oneri di urbanizzazione, le relazioni di conformità, l’imposta sul valore aggiunto e di bollo).

Come usufruire del Bonus ristrutturazione

Il Bonus ristrutturazione, anche per il 2022, consentirà di detrarre il 50% di quanto speso fino a un massimo di 96.000 euro. La detrazione verrà ripartita in 10 quote annuali di pari importo.

In alternativa alla detrazione resta confermata la possibilità di richiedere lo sconto in fattura o la cessione del credito.

Lo sconto in fattura consiste in uno sconto del 50% direttamente applicato sulla fattura del fornitore. Il fornitore che effettua l’intervento anticipa al cliente la somma che può essere detratta dalle imposte, necessaria a coprire le spese dell’intervento edile, e usufruirà poi lui stesso della detrazione (o cederà quel credito). La cessione del credito consiste invece nella cessione del credito ad un istituto finanziario.

Il contribuente che intende usufruire del Bonus ristrutturazione può dunque:

  • pagare in toto il fornitore, e detrarre poi il 50% di quanto speso in dieci anni;
  • cedere il credito ad un istituto finanziario, ottenendo così immediata liquidità a fronte del pagamento di una piccola percentuale;
  • chiedere al fornitore lo sconto in fattura, pari al totale della detrazione: il fornitore cederà poi il credito ad un istituto finanziario così da ottenere immediata liquidità oppure lo porterà in detrazione.

Fondamentale, per l’ottenimento del Bonus ristrutturazione, è il pagamento attraverso bonifico parlante (postale o bancario). Se ci si avvale di un finanziamento, sarà la società finanziaria ad effettuare il bonifico.

Il decreto anti-frode

La Legge di Bilancio 2022, in tema di Bonus edilizi, ha introdotto il Decreto anti-frode.

In cosa consiste? Innanzitutto, nell’obbligo del visto di conformità: per usufruire della cessione del credito o dello sconto in fattura, dall’1 gennaio 2022 sarà obbligatoria la comunicazione del professionista che ha apposto il visto di conformità (in sostanza, il professionista dovrà confermare l’esistenza dei requisiti per usufruire il Bonus ristrutturazione). Obbligatoria sarà anche la presentazione dell’attestazione di congruità delle spese a cura di un tecnico abilitato, il cui scopo sarà quello di accertare il rispetto dei limiti fissati dalla normativa per ogni tipologia di intervento.