Sigarette a 11 euro, l’aumento di 5 euro verso il Parlamento: che impatto avrebbe

La campagna “5 euro contro il fumo” si avvicina al traguardo delle 50mila firme necessarie per arrivare in Parlamento

Foto di Mauro Di Gregorio

Mauro Di Gregorio

Giornalista politico-economico

Laurea in Scienze della Comunicazione all’Università di Palermo. Giornalista professionista dal 2006. Si interessa principalmente di cronaca, politica ed economia.

Pubblicato:

La proposta di aumentare di cinque euro il prezzo di sigarette, e-cig e prodotti a tabacco riscaldato si avvicina al traguardo parlamentare.

A poco più di tre mesi dal lancio della campagna “5 euro contro il fumo”, sono già state raccolte 40mila firme, pari all’80% delle 50mila necessarie per depositare una legge d’iniziativa popolare.

5 euro contro il fumo

L’obiettivo è ridurre il numero di fumatori intervenendo direttamente sul costo dei prodotti a base di nicotina, considerato uno dei fattori più efficaci per scoraggiare il consumo, soprattutto tra i più giovani.

La campagna è spinta dalla rinnovata consapevolezza sui danni del tabacco e dal cambiamento delle abitudini: in quattro anni l’uso di sigarette elettroniche e dispositivi a tabacco riscaldato è quasi raddoppiato, passando dal 3,9% nel 2021 al 7,4% nel 2025.

La diffusione è più alta tra i 18-34enni, dove raggiunge il 16,5%, mentre cala progressivamente con l’età fino all’1,4% tra gli over 65. Un dato che conferma come le nuove modalità di consumo siano particolarmente radicate tra i più giovani.

Secondo i promotori della campagna anti-fumo, questi prodotti non stanno sostituendo il fumo tradizionale, ma si affiancano ad esso, favorendo un uso combinato.

La proposta: aumento generalizzato di 5 euro

Si punta quindi all’applicazione della regola base dell’economia: a prezzi più alti dovrebbe corrispondere un calo della domanda. In particolare tra le fasce più sensibili ai costi, fra cui i giovanissimi che sono particolarmente esposti ai danni del fumo.

Le stime indicano che un aumento di cinque euro potrebbe portare a una riduzione complessiva dei consumi pari al 37%. Un effetto che, nelle intenzioni dei promotori, si tradurrebbe in meno fumatori e in un alleggerimento del carico sulle strutture sanitarie.

Impatto su salute e sistema sanitario

In Italia si stimano circa 10 milioni di fumatori e 93mila decessi ogni anno legati al consumo di tabacco. Il fumo resta il principale fattore di rischio oncologico, oltre a essere associato a patologie cardiovascolari e respiratorie.

Le maggiori entrate derivanti dall’aumento dei prezzi verrebbero destinate al finanziamento del Servizio sanitario nazionale, con un doppio effetto: disincentivo al consumo e sostegno economico al sistema.

Il fumo alternativo

Uno dei punti più critici riguarda la percezione dei prodotti elettronici. Un report della Commissione Europea evidenzia che un giovane su cinque inizia proprio con dispositivi a base di nicotina alternativi alle sigarette tradizionali.

A preoccupare è anche l’uso combinato. Studi recenti pubblicati su Carcinogenesis da ricercatori dell’Università del Nuovo Galles del Sud mostrano che l’associazione tra sigarette tradizionali ed elettroniche quadruplica il rischio di tumore ai polmoni rispetto al solo fumo tradizionale.

Un dato che riguarda anche gli under 50 e che viene indicato come una delle sfide più complesse per la salute pubblica nei prossimi anni.

Verso il Parlamento

La raccolta firme è aperta a tutti i cittadini maggiorenni attraverso la piattaforma del Ministero della Giustizia, con accesso tramite Spid, Carta d’identità elettronica o Carta nazionale dei servizi.

Con il traguardo ormai vicino, la proposta potrebbe presto arrivare all’esame del Parlamento.

Per ulteriori approfondimenti si rimanda al sito ufficiale: 5eurocontroilfumo.it.