Farmacia, per 8 italiani su 10 è un’alternativa valida agli ospedali

Il rapporto con i cittadini si evolve: dalla fiducia nel farmacista alla prenotazione di analisi. La sanità territoriale cambia volto

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Giorgia Bonamoneta

Giornalista

Nata ad Anzio, dopo la laurea in Editoria e Scrittura e un periodo in Belgio, ha iniziato a scrivere di attualità, geopolitica, lavoro e giovani.

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Le farmacie diventano un luogo di riferimento per la sanità territoriale. L’ultimo rapporto realizzato dal Censis con Federfarma racconta come 8 italiani su 10 utilizzino la farmacia non più soltanto per ritirare i farmaci. Si tratta di un vero e proprio presidio socio-sanitario integrato nel Servizio Sanitario Nazionale.

Il motivo dietro a questa percezione positiva della farmacia è che si trova in pianta stabile sul territorio ed è anche molto diffusa. Quasi il 100% degli italiani riconosce alla farmacia un ruolo fondamentale per la comunità e 9 su 10 ritengono che sia sempre disponibile e accessibile, in particolare nelle aree rurali e soprattutto per le persone anziane o con difficoltà di mobilità.

Farmacie come sanità di prossimità

8 su 10 ritengono che la farmacia sia un luogo fondamentale sul territorio. Non soltanto un “negozio per le medicine”, ma un presidio socio-sanitario. Si tratta del risultato positivo emerso dall’ultimo rapporto “La farmacia nella sanità di prossimità” presentato da Censis e Federfarma a Roma.

La fotografia è molto positiva e mostra soprattutto italiani soddisfatti. Per il 76% degli intervistati infatti la farmacia diventa un presidio fondamentale integrato nel Servizio Sanitario Nazionale. Un luogo in cui il 91,3% dei cittadini dice di avere molta o abbastanza fiducia e il 71,9% sottolinea questo rapporto recandosi sempre nella stessa farmacia.

Il presidente di Federfarma, Marco Cossolo, parla della ricerca come uno strumento chiave di riflessione. “L’evoluzione che sta facendo la farmacia è in stato di avanzamento anche se non ancora compiuta ed è responsabilità di tutti completarla nell’interesse dei cittadini”, ha dichiarato.

L’importanza sul territorio

La farmacia come luogo presente sul territorio, vicino, comodo e accessibile, cresce insieme all’invecchiamento della popolazione. Per l’80% dei cittadini le farmacie diventano punti di riferimento essenziali della sanità sul territorio e quasi il 100% degli italiani le considera un servizio essenziale.

Altri dati che emergono dal report raccontano come almeno 7 italiani su 10 si rechino in farmacia almeno una volta al mese e il 21,7% almeno una volta a settimana.

Aumenta anche il rapporto positivo con il farmacista. Questo diventa un sostegno, ma anche un esperto ascoltato nel 90,5% dei casi. In particolare, gli anziani vedono nella farmacia un luogo fondamentale, sia per vicinanza alla propria abitazione, sia per il rapporto umano che possono stringere con l’esperto.

L’alternativa agli ospedali

È proprio ai farmacisti e alle farmacie che molti italiani si rivolgono. Il 64,5% dichiara di chiedere direttamente al farmacista consigli e raccomandazioni su piccoli disturbi.

Di fronte a un Servizio Sanitario Nazionale sempre più oberato, che viene percepito come un ostacolo, quasi otto italiani su 10 ritengono che la farmacia riduca la pressione dei pazienti sui medici e sugli ospedali.

Molto positiva anche la valutazione del trasferimento di alcuni farmaci dalla distribuzione diretta per conto di ospedali alle farmacie. Il 68% degli italiani dichiara di averne approfittato e di riscontrare vantaggi come risparmio di tempo, riduzione degli spostamenti, riduzione dei tempi d’attesa e procedure più agili.

Non è quindi un caso che siano molto apprezzati i diversi servizi offerti dalla farmacia come:

  • il recapito a domicilio dei farmaci per le persone più fragili;
  • il supporto sanitario primario;
  • la misurazione della pressione;
  • la prenotazione di analisi e visite;
  • test per la misurazione di colesterolo, glicemia, emoglobina glicata, creatinina, transaminasi ed ematocrito;
  • vaccini antinfluenzali e anti-Covid.

Proprio per questo aumentano anche le aspettative, come una maggiore collaborazione tra farmacisti, medici e altri professionisti della salute, l’ampliamento delle tipologie di farmaci distribuiti direttamente in farmacia o il potenziamento di attività di consulenza per i cittadini. Proprio su questo aspetto si concentra Cossolo, quando dichiara che il report rappresenta un punto di partenza per tutti gli obiettivi della farmacia di prossimità.