Dipendenze e lavoro, il conto nascosto per l’economia e la produttività

Negli Usa i disturbi da uso di sostanze costano quasi 93 miliardi di dollari l’anno in perdita di produttività, tra assenteismo, presentismo e incapacità lavorativa

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Federico Mereta

Giornalista scientifico

Laureato in medicina e Chirurgia ha da subito abbracciato la sfida della divulgazione scientifica. Raccontare la scienza e la salute è la sua passione, perché crede che la conoscenza sia alla base di ogni nostra scelta. Ha collaborato e ancora scrive per diverse testate, on e offline.

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Non è facile traslare condizioni sanitarie e sociali in dati economici. Quando giunge una valutazione di questo tipo, quindi, si instaurano diverse riflessioni. I pensieri, e di conseguenza le strategie per attutirne l’impatto, diventano ancor più pressanti quando si parla di situazioni che vanno a pesare direttamente non solo sul singolo, ma anche sulla famiglia e sul lavoro.

Un chiaro esempio di quanto sia importante considerare questi aspetti viene da un’originale ricerca condotta negli Usa da parte dei ricercatori dei CDC (Centers for Disease Control and Prevention – Centri per il controllo delle malattie) che è andato a verificare quanto e come siano difficili da sostenere i disturbi da uso di sostanze. Nel solo 2023 queste problematiche hanno causato una perdita di produttività di quasi 93 miliardi di dollari negli Usa.

Cosa dice l’analisi

Secondo quanto riportato, i costi economici da uso di sostanze sarebbero da quantificare sommando assenze dal lavoro, riduzione delle prestazioni lavorative, incapacità di lavorare e perdita di produttività domestica. L’analisi che appare su American Journal of Preventive Medicine, in questo senso, appare di grande interesse.

I ricercatori hanno utilizzato dati di recenti indagini nazionali, principalmente tratti dalla National Survey on Drug Use and Health (NSDUH), su adulti di età pari o superiore a 18 anni con disturbi da uso di sostanze per stimare i costi legati all’assenteismo e all’incapacità lavorativa. Sono stati anche considerati spesso trascurati: il presentismo, con le persone che pur recandosi al posto di lavoro non risultano produttive per il loro stato ed anche l’attività domestica. In questo modo si è ottenuto un quadro più completo del peso sociale che porta a capire come la perdita di produttività per questa problematica si aggiri intorno ai 3.700 dollari annui per ogni adulto.

In termini generali, il disturbo da uso di sostanze sarebbe stimabile per gli Usa in circa 92,65 miliardi di dollari, per la maggior parte da addebitare ad incapacità lavorativa (45,25 miliardi), assenteismo (25,65 miliardi) presentismo (12,06 miliardi) e perdita di produttività in ambito familiare familiare (9,68 miliardi di dollari). Esiste anche una differenza di genere che va sottolineata: di questo costo totale, 61,19 miliardi di dollari sono stati spesi dagli uomini e 31,45 miliardi di dollari dalle donne.

Strategie di prevenzione e trattamento mirate

Secondo i ricercatori, come riporta una nota, occorre pensare al futuro. E ricordare che la prevenzione e il trattamento efficaci dei disturbi da uso di sostanze richiedono approcci integrati ed eticamente fondati che affrontino sia i fattori di rischio individuali sia i più ampi determinanti sociali attraverso sforzi coordinati tra i sistemi sanitari, sociali e giudiziari.

“In un momento in cui datori di lavoro e responsabili politici stanno valutando gli investimenti nell’accesso ai trattamenti, nel supporto sul posto di lavoro e nella prevenzione, i nostri risultati evidenziano i potenziali ritorni di tali investimenti, al di là dei risparmi sanitari”

scrivono gli esperti.

“Non va infatti dimenticato che i problemi legati all’uso di uso di sostanze possono compromettere le funzioni cognitive e comportamentali, con conseguenti perdite di produttività”.

Lo studio offre una nuova prospettiva per osservare il fenomeno. E ricorda l’importanza di strategie di approccio su misura. In Italia, stando ai dati del Rapporto Tossicodipendenze 2022, i servizi pubblici per le dipendenze hanno fornito assistenza a 129.259 persone con dipendenza da sostanza. In quasi nove casi su dieci si è trattato di maschi, con un rapporto di una donna ogni sei uomini. Per gli utenti totali le classi di età più frequenti sono quelle comprese tra i 35 e i 54 anni, mentre nei nuovi utenti l’età si abbassa tra i 20 e i 44 anni.

Le indicazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a scopo informativo e divulgativo e non intendono in alcun modo sostituire la consulenza medica con figure professionali specializzate. Si raccomanda quindi di rivolgersi al proprio medico curante prima di mettere in pratica qualsiasi indicazione riportata e/o per la prescrizione di terapie personalizzate.