Gli ultimi sondaggi politici confermano come la sconfitta al referendum non abbia intaccato il consenso elettorale di Fratelli d’Italia: il partito della premier Giorgia Meloni rimane stabile al 29,5%.
Avanzano invece le forze politiche che occupano il secondo e terzo gradino del podio. Il Partito Democratico di Elly Schlein incassa il +0,5% andando al 22%. E il Movimento 5 Stelle di Giuseppe Conte guadagna il +0,1% andando al 12,3%.
Indice
Chi sale e chi scende nei sondaggi politici
Qui di seguito le rilevazioni dei sondaggi elettorali che mostrano chi guadagna e chi perde consenso nel confronto tra i partiti politici guidati dai vari leader, ovvero: Giorgia Meloni (FdI), Matteo Salvini (Lega), Elly Schlein (Pd), Giuseppe Conte (M5S), Antonio Tajani (FI), Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli (Avs), Matteo Renzi (Italia Viva), Roberto Vannacci (Futuro Nazionale), Riccardo Magi (+Europa), Carlo Calenda (Azione) e Maurizio Lupi (Noi Moderati).
Qui sotto il sondaggio Swg per il TG LA7 di Enrico Mentana del 30 marzo 2026, con variazione percentuale rispetto alla settimana precedente:
- Fratelli d’Italia – 29,5% (=);
- Partito Democratico – 22% (+0,5%);
- Movimento 5 Stelle – 12,3% (+0,1%);
- Forza Italia – 7,9% (+0,1%);
- Lega – 6,6% (-0,2%);
- Alleanza Verdi e Sinistra – 6,6% (=);
- Azione – 3,4% (=);
- Futuro Nazionale – 3,3% (=);
- Italia Viva – 2,3 (-0,2%);
- +Europa – 1,4% (=);
- Noi Moderati – 1,1% (-0,1%);
- altre liste – 3,6% (-0,2%);
- non si esprime – 29% (=).
La nota metodologica del sondaggio è visionabile sul sito sondaggipoliticoelettorali.it.
La situazione delle coalizioni è la seguente (ad oggi Vannacci sta ancora valutando l’alleanza a destra):
- centro-destra (con Vannacci) – 48,4%;
- centro-destra (senza Vannacci) – 45,1%;
- campo largo (PD, M5S, AVS, IV, +E) – 44,6%;
- centro-sinistra – 30%;
- Movimento 5 Stelle – 12,3%;
- Terzo Polo – 5,7%;
- altri – 3,6%.
La situazione alle elezioni europee dell’8 e del 9 giugno 2024:
- centro-destra – 46,4%;
- centro-sinistra – 32,1%;
- Movimento 5 Stelle – 9,8%;
- Terzo Polo – 7,1%;
- altri – 4,7%.
Alle elezioni politiche del 25 settembre 2022:
- centro-destra – 43,8%;
- centro-sinistra – 26,1%;
- Movimento 5 Stelle – 15,4%
- Terzo Polo – 7,8%;
- altri – 6,9%.
Sinergie per le elezioni politiche 2027
Attualmente la politica italiana sta cercando di definire le alchimie per le elezioni del 2027, che vedranno il rinnovo di Parlamento e Governo.
Nel centro-destra l’ex generale Roberto Vannacci di Futuro Nazionale si dice pronto a dialogare ma si riserva di entrare in coalizione solo e unicamente alle sue condizioni: devono essere rispettati i valori della destra italiana. Il dettaglio non è banale, perché se il campo largo dovesse avanzare, la presenza o l’assenza di Vannacci a destra sarebbe il vero ago della bilancia. Dialogante, ma fuori da un’eventuale coalizione, anche Carlo Calenda con Azione.
Nel centro-sinistra si discute sulle modalità di scelta del leader del campo largo fra Elly Schlein (PD), Giuseppe Conte (M5S) e un eventuale “papa straniero”. Qualcuno, nel frattempo, tira per la giacchetta Silvia Salis (sindaca di Genova). Il nodo da sciogliere è: primarie sì, primarie no.
Partiti che potrebbero rimanere fuori dal Parlamento
Non è ancora chiaro con quale legge elettorale si andrà al voto per le elezioni politiche 2027, se con il Rosatellum o con lo Stabilicum attualmente in cantiere nella maggioranza. Ma entrambe le leggi elettorali fissano una soglia di sbarramento al 3% che lascerebbe i piccoli partiti fuori da Camera e Senato (a meno di alleanze strategiche).
Se si votasse oggi, resterebbero fuori dal Parlamento:
- Italia Viva di Matteo Renzi (2,3%);
- +Europa di Riccardo Magi (1,4%);
- Noi Moderati di Maurizio Lupi (1,1%).
E rimarrebbero fuori dal Parlamento anche tutti i piccoli partiti inclusi nella voce “altri”: Partito Liberaldemocratico, Democrazia Sovrana Popolare, Partito della Rifondazione Comunista, Movimento Drin Drin e Potere al Popolo, tra gli altri. A patto che, come detto, i loro segretari dovessero rifiutare un’alleanza strategica.