L’assegno ordinario di invalidità è la prestazione economica, erogata dall’Inps ma solo su domanda, destinata ai lavoratori con capacità lavorative ridotte. Ne può beneficiare chi ha una capacità lavorativa che risulta ridotta a meno di un terzo a causa di una condizione fisica o mentale riconosciuta.
La misura dell’assegno ordinario di invalidità è un sostegno al reddito che si rivolge ai lavoratori dipendenti e autonomi che hanno maturato i requisiti contributivi necessari. Inoltre, il beneficiario deve farne richiesta, non viene quindi predisposta in automatico, allegando la certificazione medica del proprio stato di invalidità.
Indice
Cos’è l’assegno ordinario invalidità
L’assegno ordinario di invalidità, da non confondere con la pensione di inabilità o le prestazioni civili, è una misura previdenziale di sostegno economico.
Secondo le normative Inps, possono accedere alla misura:
- i lavoratori iscritti all’Assicurazione Generale Obbligatoria (Ago);
- i lavoratori autonomi (artigiani, commercianti, coltivatori);
- gli iscritti alla Gestione Separata.
Un requisito fondamentale è la “capacità lavorativa”, che deve essere ridotta a meno di un terzo (inferiore al 33,33%).
Come funziona: da assegno per il lavoro a pensione
A differenza di altre prestazioni, l’assegno ordinario di invalidità non richiede la cessazione dell’attività lavorativa. L’importo può subire riduzioni se il beneficiario continua a percepire un reddito da lavoro più o meno elevato. La validità di questa prestazione è di tre anni, ma può essere rinnovata su richiesta.
Dopo tre riconoscimenti consecutivi, l’assegno verrà confermato automaticamente, ma devono restare validi i requisiti di anno in anno. Per questo l’Inps si pone come ente che revisiona e conferma questi requisiti. Potrebbe quindi esserci nel tempo un controllo sull’erogazione e, in caso di irregolarità, sono previste sanzioni e restituzioni degli importi.
Attenzione: la misura si trasforma d’ufficio in pensione di vecchiaia al raggiungimento dell’età pensionabile. Anche in questo caso, però, devono essere soddisfatti i requisiti di legge.
Come richiedere il sussidio
Per inoltrare la richiesta, bisogna possedere tutti i requisiti sanitari e amministrativi. I requisiti:
- dal punto di vista della contribuzione, chi fa domanda deve aver maturato almeno cinque anni di assicurazione e contribuzione (260 contributi settimanali), dei quali almeno tre anni (156 settimane) versati nel quinquennio precedente la data di presentazione della domanda;
- capacità lavorativa ridotta a meno di un terzo.
Per presentare la domanda ci sono tre modalità:
- tramite il sito Inps con accesso tramite identità digitale;
- chiamando il Contact Center da numero fisso 800.164.678 o da cellulare 06 164 164;
- facendo domanda a un patronato, allegando il certificato medico redatto dal medico curante e inviato telematicamente all’Istituto prima o insieme alla domanda.
Qual è l’importo
Ma quanto vale questo assegno? Il valore economico dell’assegno ordinario di invalidità non è fisso e quindi bisogna conoscere il sistema di calcolo per capire a quanto ammonta il proprio assegno. Questo viene determinato sulla base della storia contributiva del lavoratore che ne fa richiesta, seguendo le regole valide per le pensioni comuni.
Si applica quindi il sistema di calcolo misto (retributivo per periodi precedenti al 1996 e contributivo per i successivi) o interamente contributivo se l’attività lavorativa è iniziata dopo il 31 dicembre 1995.
La somma spettante può subire dei tagli se con il lavoro si superano delle soglie di reddito. Per esempio:
- se il reddito da lavoro supera di quattro volte il trattamento minimo, l’assegno viene ridotto del 25%;
- se supera di cinque volte il minimo, la riduzione sale al 50%.
A partire dal 2026 è previsto un aumento per il trattamento minimo, un’integrazione che permette di aumentare il valore del sussidio, ma sempre restando all’interno dei requisiti reddituali. L’integrazione può spettare per intero, oppure può essere ridotta o, se il reddito supera le soglie previste, non spetta affatto.