Prezzi di benzina e diesel al rialzo, monitoraggio del Mimit sugli aumenti al distributore

Il governo italiano intensifica il controllo sui prezzi dei carburanti dopo i recenti rincari registrati alla pompa. Sono già stati trasmessi i primi risultati delle verifiche alla Guardia di Finanza

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Maurizio Perriello

Giornalista politico-economico

Giornalista e divulgatore esperto di geopolitica, guerra e tematiche ambientali. Collabora con testate nazionali e realtà accademiche.

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La guerra in Medio Oriente tra Iran e Israele-Stati Uniti ha determinato la crisi dello Stretto di Hormuz e, di conseguenza, minaccia di far tremare i mercati energetici e colpire l’intera filiera del petrolio eurasiatica.

Il governo italiano intensifica il controllo sui prezzi dei carburanti dopo i recenti rincari registrati alla pompa. Il ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit) ha rafforzato il monitoraggio sull’intera filiera di benzina e gasolio e ha già trasmesso i primi risultati delle verifiche alla Guardia di Finanza.

Monitoraggio prezzi carburanti, cosa sta controllando il ministero

L’obiettivo dichiarato delle autorità è verificare se gli aumenti registrati nelle ultime settimane siano giustificati dall’andamento delle quotazioni internazionali oppure se possano esserci comportamenti speculativi lungo la filiera distributiva dei carburanti.

Secondo il Mimit, il controllo riguarda diversi elementi che spaziano dai listini consigliati dalle compagnie petrolifere ai margini della distribuzione, fino ai prezzi effettivamente praticati nei distributori del nostro Paese.

Il rafforzamento del monitoraggio è stato disposto su indicazione del ministro Adolfo Urso, il quale ha richiesto il supporto operativo del Garante per la sorveglianza dei prezzi. Parallelamente sono stati richiesti chiarimenti alle principali società distributrici sul repentino adeguamento al rialzo dei listini di benzina e diesel registrato negli ultimi giorni.

I risultati preliminari di una prima serie di verifiche sono stati già trasmessi alla Guardia di Finanza, la quale potrà svolgere a sua volta controlli più approfonditi nel caso emergano anomalie.

La riunione della Commissione di allerta rapida sui carburanti

Per approfondire la situazione, il governo ha convocato anche la Commissione di allerta rapida sui prezzi, ossia l’organismo istituzionale predisposto per il monitoraggio delle dinamiche dei beni di largo consumo quando si registrano aumenti significativi dei prezzi finali. Allo scopo di individuare eventuali distorsioni di mercato.

L’assise si riunirà il 6 marzo in due sessioni distinte: una prima dedicata all’andamento dei mercati energetici e dei carburanti e una seconda focalizzata sulle possibili conseguenze su inflazione e carrello della spesa.

In alcuni casi, associazioni come Confesercenti e operatori del settore hanno parlato di “aumenti preventivi” dei listini, con rincari che possono arrivare a diversi centesimi al litro anche prima che i costi della materia prima cambino in modo significativo.

Come si calcola il prezzo finale dei carburanti in Italia

Il prezzo finale di benzina e gasolio in Italia è il risultato di diverse componenti:

  • costo della materia prima petrolifera;
  • costi di raffinazione e distribuzione;
  • margini dei distributori;
  • accise statali;
  • IVA al 22%.

Le accise, in particolare, rappresentano una quota rilevante del prezzo finale. Nel corso degli anni la loro incidenza è cresciuta sensibilmente. Ad esempio, sulla benzina l’imposta è passata da circa 0,527 euro al litro nel 2000 a oltre 0,713 euro, mentre sul diesel è aumentata da 0,388 a circa 0,632 euro al litro.

Questa struttura fiscale rende i prezzi italiani particolarmente vulnerabili e sensibili alle variazioni dei mercati energetici internazionali. Da qui l’intervento del Mimit per garantire trasparenza nella formazione dei prezzi alla pompa e proteggere i consumatori da aumenti ingiustificati.