Le regioni italiane preferite dai turisti stranieri: chi domina il mercato

L'Italia supera la Francia per presenze di turisti stranieri, volano gli arrivi dagli USA e cresce il settore extra-alberghiero: le mete più amate

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Federica Petrucci

Editor esperta di economia e attualità

Laureata in Scienze Politiche presso l'Università di Palermo e Consulente del Lavoro abilitato.

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Il turismo internazionale continua a rafforzare il ruolo dell’Italia tra le principali destinazioni mondiali scelte dai turisti stranieri. I dati diffusi dall’Istat il 9 marzo 2026, e relativi al 2024, mostrano un settore in piena espansione, con numeri che segnano un nuovo record storico. Gli arrivi nelle strutture ricettive sono stati 139,6 milioni, mentre le presenze – cioè il numero complessivo di pernottamenti – hanno toccato quota 466,2 milioni. Il Paese è salito al secondo posto nell’Unione europea, superando la Francia. Ma il dato più interessante è che si tratta di un successo trainato quasi esclusivamente dalla componente estera.

Quali sono le regioni italiane preferite dai turisti stranieri

Nel 2024, le regioni italiane che hanno attirato il maggior numero di turisti stranieri sono principalmente quelle del Nord-est, con 181,1 milioni di presenze complessive, di cui il 58,1% di origine straniera. A seguire si collocano le aree del Centro, dove la quota di turisti internazionali è pari al 57%.

Il Veneto si conferma la regione leader assoluta per incidenza estera: il 70,5% delle presenze è composto da turisti stranieri. Buone anche le performance di Lazio e Lombardia, dove la quota di stranieri raggiunge rispettivamente il 67,2% e il 64,8% del mercato regionale. Alte anche le percentuali in Trentino-Alto Adige, con la componente estera che  rappresenta il 62% delle presenze.

In Sicilia e Sardegna prevale ancora la presenza di turisti italiani, ma si registra un recupero della domanda estera, che ha ormai raggiunto circa la metà delle presenze totali.

Da dove vengono i turisti: provenienza e geografia dei flussi

Secondo i dati Istat, la Germania si conferma il primo mercato in assoluto con 65,3 milioni di presenze, concentrate soprattutto al Nord-est, in particolare sulle rive del Garda e nelle Dolomiti. Tuttavia, i turisti provenienti dagli Stati Uniti sono quelli che sono cresciuti di più. Negli ultimi dieci anni, le presenze nordamericane sono quasi raddoppiate (+97,5%), raggiungendo i 23,7 milioni, dimostrando di avere una capacità di spesa giornaliera superiore alla media e una preferenza per le strutture ricettive di fascia alta nelle città d’arte.

Nel periodo di riferimento c’è stata poi l’ascesa di alcuni mercati, come il Brasile che è tornato a crescere e la Polonia che ha aggiunto oltre 5 milioni di presenze in dieci anni. Al contrario, il mercato giapponese ha subito una contrazione (-5,3 milioni di presenze dal 2014).

Dove alloggiano

Nel 2024, la permanenza media nelle strutture ricettive italiane si attesta intorno ai 3,3 giorni per ogni arrivo. Gli stranieri tendono a soggiornare più a lungo rispetto agli italiani. Mentre il turismo domestico è rimasto stazionario, la componente estera ha registrato una crescita dell’8,4% nelle presenze, arrivando a coprire il 54,5% delle notti totali trascorse in Italia.

La permanenza media è generalmente più elevata nel comparto extra-alberghiero (b&b, agriturismi, case vacanza). In questo settore, i turisti stranieri hanno generato circa 104,7 milioni di presenze a fronte di 25 milioni di arrivi, con una media di circa 4,1 notti per soggiorno. Negli alberghi, la media per gli stranieri scende a circa 3 giorni.

Le permanenze più lunghe si registrano nelle località balneari e lacuali. Ad esempio, nei comuni del turismo lacuale (come quelli del Garda), la permanenza media è molto alta, con una forte dominanza straniera che raggiunge l’82,2%.