Sebbene le radici di Halloween affondino nella tradizione europea, la festa per come la celebriamo oggi è un prodotto d’importazione americana. Accolta inizialmente con un certo scetticismo, la ricorrenza si è trasformata nel tempo in un vero e proprio appuntamento economico d’autunno.
Tra travestimenti, decorazioni per la casa, cene nei locali e la caccia alle zucche, la festa delle streghe muove ormai consumi importanti sia per il commercio che per la ristorazione.
Indice
Quanto spendono gli italiani per la notte delle streghe
Secondo le rilevazioni condotte da Ipsos per Confesercenti, oltre 6 italiani su 10, pari al 61% della popolazione, partecipano ai festeggiamenti di Halloween. La percentuale sale sensibilmente tra gli under 34, dove la quota raggiunge il 70%, e si attesta al 73% tra i nuclei familiari con bambini.
Le stime indicano un giro d’affari diretto legato agli acquisti sopra i 300 milioni di euro, con una spesa media per nucleo familiare che si aggira tra i 66 e i 70 euro. Tuttavia, considerando l’indotto generato dalla ristorazione, dai parchi a tema e dalle strutture ricettive, le stime dell’Osservatorio Confcommercio portano le cifre fino a 550 milioni di euro.
Come si dividono i consumi
Sotto il profilo settoriale, gli acquisti degli italiani si concentrano su specifiche categorie merceologiche legate soprattutto alla parte conviviale della ricorrenza:
- dolciumi, caramelle e snack tematici assorbono circa il 31% del totale della spesa, intorno ai 50 milioni di euro;
- decorazioni, accessori e allestimenti per la casa rappresentano il 26% degli acquisti;
- eventi, feste nei locali e parchi a tema pesano per il 19% delle uscite totali;
- costumi, maschere e make-up spaventoso coprono circa il 17% del mercato;
- prodotti alimentari stagionali costituiscono il 7% della spesa, dove spicca l’acquisto delle zucche con 30 milioni di euro dedicati.
La vendita di zucche, da quelle ornamentali da intagliare a quelle destinate alla cucina, rappresenta uno dei volani principali per il comparto ortofrutticolo e per la vendita diretta da parte dei produttori agricoli locali.
Un business in crescita costante
Se nel 2020 l’impatto economico complessivo faticava a superare i 200 milioni di euro, la ripresa post-pandemica e l’aumento della spesa pro capite hanno accelerato la crescita del settore.
Mettendo a confronto i dati storici delle rilevazioni Confesercenti emerse negli ultimi anni, il trend di partecipazione e di spesa mostra una progressione costante:
- nel 2022 giro d’affari diretto stimato in circa 192 milioni di euro, con una spesa media individuale di 25 euro a persona;
- due anni dopo, nel 2024, la quota di italiani coinvolti al 64% con un giro d’affari nel canale retail cresciuto fino alla soglia dei 300 milioni di euro;
- quest’anno si può dire che il volume di affari diretto si è stabilizzato a 300 milioni di euro, ma con un incremento dell’impatto complessivo (comprensivo di ristorazione e fuori casa) fino a 550 milioni di euro e un budget medio per nucleo familiare salito a circa 70 euro.
Si può ben credere che l’innalzamento del volume degli affari legati alla ricorrenza sia guidato dalla maggiore capacità di spesa della fascia degli under 35 e delle famiglie con figli piccoli, in fondo quelli che ad Halloween ci tengono di più. Ma anche l’impatto dell’inflazione sui prodotti alimentari e da forno stagionali hanno giocato un ruolo importante nel gonfiare il volume dell’indotto.