Auto ibride prima scelta in Italia, sempre più aperta alla Cina: Bev le terze più comprate

Immatricolazioni nuove auto in crescita del 10% rispetto all'anno scorso, con le ibride che conquistano il 50% del mercato

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Emanuela Colatosti

Giornalista

Laureata in filosofia e giornalista pubblicista dal 2024, esperta di concorsi pubblici e del mondo del lavoro. Si occupa anche di tematiche ambientali e sociali

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Il mercato della compravendita delle automobili in Italia racconta una storia abbastanza chiara. Non c’è una rivoluzione pura dell’elettrico, ma si sta assistendo a una transizione lenta, pragmatica, dove a dominare la scena è soprattutto l’ibrido.

Partiamo dai grandi numeri. A giugno sono state immatricolate in Italia 146.423 auto, in crescita del 10,6% rispetto a giugno 2025. Nel primo semestre si arriva a 936.783 unità, con un +9,6% sull’anno precedente. Dentro questa crescita è cambiata sensibilmente la composizione delle vendite.

L’ibrido è il vero standard del mercato

Il dato più evidente è che le auto ibride sono diventate la scelta. A giugno rappresentano un abbondante 46% delle immatricolazioni, mentre nel cumulato del 2026 si arriva a sfiorare il 50% del mercato totale.

È il segnale che gli italiani non stanno rifiutando l’elettrificazione, ma la stanno adottando nella forma più semplice possibile. L’ibrido funziona perché riduce consumi ed emissioni, ma senza obbligare a ricariche o pianificazione dell’uso. In una parola: non cambia lo stile di vita.

L’elettrico cresce, ma resta ancora una scelta selettiva

Se l’ibrido è la massa del mercato, l’elettrico puro continua a crescere ma resta più laterale. A giugno 2026 le Bev si attestano intorno al 10% di quota, mentre considerando tutte le forme ricaricabili si arriva a circa il 20,7% del mercato.

Per quanto se ne dica, l’Italia non sta ignorando l’elettrico. Semplicemente lo adotta con più cautela rispetto ad altri Paesi europei. Più che un salto, è un avvicinamento graduale.

Quali sono le 10 auto più vendute a giugno 2026

E dentro questo scenario si legge ancora meglio la classifica dei modelli più venduti, che racconta un mercato molto coerente con questa logica “prudente” e razionale:

  1. Fiat Panda, 8.255 immatricolazioni;
  2. Dacia Sandero, 4.340 immatricolazioni;
  3. BYD Atto 2, 3.780 immatricolazioni;
  4. Fiat Grande Panda, 3.139 immatricolazioni;
  5. Peugeot 208, 3.130 immatricolazioni;
  6. Citroën C3, 3.079 immatricolazioni;
  7. Jeep Avenger, 3.001 immatricolazioni;
  8. Toyota Yaris Cross, 2.983 immatricolazioni;
  9. Toyota Yaris, 2.945 immatricolazioni;
  10. Leapmotor T03, 2.744 immatricolazioni.

La classifica è composta da citycar, compatte e B-Suv, auto pensate per costare il giusto, consumare poco e funzionare bene nella vita quotidiana.

I marchi cinesi entrano nel cuore del mercato

Un elemento che fino a pochi anni fa sarebbe sembrato improbabile è la presenza sempre più forte dei brand cinesi. La Byd Atto 2 che sale direttamente al terzo posto è un segnale strutturale. Anche altri marchi come Leapmotor stanno entrando nelle vendite con numeri già rilevanti.

La Cina entra nel mercato italiano con Suv compatti e utilitarie elettrificate, esattamente i tipi di macchine più vendute in Italia, grazie a prezzi estremamente competitivi.

Gli italiani non sono conservatori, sono selettivi

Gli italiani sono meno conservatori di quel che si è disposti ad ammettere quando si tratta di auto. Si stanno dimostrando dei consumatori pragmatici. Non si tirano indietro di fronte al cambiamento, a patto che si rispettino queste condizioni:

  • meno costi, complicazioni ragionevoli;
  • tecnologia nuova ma semplice da usare;
  • nessun cambiamento drastico nelle abitudini quotidiane.

Il mercato italiano nel 2026 non resiste alla transizione ma in qualche modo la reinterpreta. Nessun passaggio brusco dal motore termico all’elettrico puro, ma una fase intermedia molto lunga, dominata dall’ibrido.